F1 GP Austria 2020, Risultati PL2: è dominio Mercedes. Hamilton e Bottas fanno il vuoto

Il duo di Brackley domina anche la seconda sessione, con Lewis al top. Ancora bene la Racing Point, Red Bull lì con il passo. Ancora in affanno i ferraristi

La Mercedes e i suoi piloti mettono le cose in chiaro anche nelle PL2 del Red Bull Ring. Lewis Hamilton si prende la vetta della sessione con il tempo di 1:04.304, con Valtteri Bottas unico a tenerne bene o male la scia (+0.197). Più staccati tutti gli altri, a partire da un Sergio Perez (3° a +0.641) che si candida a grande sorpresa del weekend con la sua Racing Point.

Buon giro in simulazione qualifica per Sebastian Vettel (4° a +0.657), subito avanti ad un positivo Daniel Ricciardo, 5° con la Renault (+0.668). A seguire ecco Lando Norris, con la prima McLaren (+0.783), e Lance Stroll, con l’altra RP20 (+0.831). Non sono riusciti ad ottenere un tentativo pulito né Max Verstappen (8° a +0.911) né Charles Leclerc (9° a +0.994), con Carlos Sainz Jr. a chiudere i primi 10 (+1.048).

Lewis Hamilton davanti anche nelle PL2 del Red Bull Ring (foto da: twitter.com/F1)

Scorrendo la classifica troviamo in 11° posizione l’altra Renault di Esteban Ocon (+1.111), davanti all’AlphaTauri di Daniil Kvyat (+1.139), alla Red Bull di Alexander Albon (+1.149), all’Alfa Romeo di Antonio Giovinazzi (+1.304) e alle due Haas di Kevin Magnussen (+1.374) e di Romain Grosjean (+1.604).

Chiudono la classifica Pierre Gasly, AlphaTauri (+1.712), George Russell, Williams (+1.821), Kimi Raikkonen, Alfa Romeo (+1.974), e Nicholas Latifi, Williams (+2.820). Come giri completati, al top c’è Gasly (51), seguito da Grosjean (50) e da Giovinazzi (49); in coda Kvyat (34), Ricciardo (36) e il duo Bottas-Sainz (37).

Classifica e tempi della seconda sessione di libere in Austria (foto da: twitter.com/F1)

Per quanto riguarda l’analisi del passo gara, al netto delle solite considerazioni del caso (quantitativo di benzina, mappature power unit, traffico e condizioni asfalto/atmosfera, giusto per dirne alcune), è stato certamente Lewis Hamilton ad impressionare. Il britannico è stato tra i migliori in assoluto nella prima parte di simulazione di passo gara con le ‘rosse’, spaventando poi una volta passato alle ‘gialle’, scendendo fino all’1:08.00.

Vicino, ma più con le soft, Valtteri Bottas, mentre a destare sensazione è stata ancora una volta la Racing Point, con un Sergio Perez in grande spolvero (a lungo sugli stessi tempi dei Mercedes) e con un Lance Stroll che si candida a sua volta per una possibile top-5. Lì con i tempi anche la Red Bull, che ha mostrato il passo migliore con Verstappen, sui livelli di Bottas e Perez.

E la Ferrari? Fosse veritiero il quadro in particolare del primo stint di Charles Leclerc, effettuato con la soft, si scadrebbe nella tragedia sportiva. Il monegasco non è riuscito proprio ad ingranare, risultando non solo lontano da Mercedes, Red Bull e Racing Point, ma attaccabile anche da McLaren e Renault (Ricciardo, ndr). Le cose sono andate meglio nell’ultimo stint con le hard.

Con Sebastian Vettel, invece, il team italiano ha adottato una strategia inversa, con primo stint (buono) sulle ‘bianche’ e secondo (abbastanza positivo anch’esso) sulle ‘rosse’. Allargando lo sguardo a tutta la sessione, spiccano vari errori commessi dai piloti, in particolare tra curva 1 e curva 3. Contiamo infatti i testacoda, nell’ordine, di Kvyat, Latifi, Albon e Grosjean, e i lunghi dello stesso iraniano-canadese, di Raikkonen, Vettel e Verstappen.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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