Coppa d’Asia 2019, top & flop: Qatar da sogno, bene Giappone ed Iran, rivelazione Cina. Almoez batte Alì Daei

Il meglio ed il peggio di questa edizione di Coppa d’Asia.

Ieri si è conclusa la Coppa d’Asia 2019 con la vittoria sorprendente del Qatar che ha battuto 3-1 il Giappone regalandosi la sua prima coppa e scrivendo il suo nome nell’albo d’oro della AFC. Una vittoria importante che permetterà ai qatarioti di prendere parte alla Confederations Cup del 2021 e di prepararsi con ancora più voglia ai prossimi Mondiali che si disputeranno proprio in Qatar. Andiamo a vedere quali sono stati i top ed i flop di questa competizione.

TOP – Non possiamo non partire dal Qatar fresco vincitore. Gli uomini di Felix Sanchez hanno subito solamente un gol in tutta la competizione, dimostrando grande solidità difensiva e segnato 19 reti. Numeri davvero impressionanti per una nazionale che sulla carta partiva indietro rispetto a tutte le altre big ma che, alla fine, ha dimostrato di meritare la vittoria. Il merito di questo successo va anche e soprattutto ad uno strepitoso Almoez Alì, attaccante classe 1996 dall’Al Duhail, capocannoniere del torneo con nove reti. Il suo è un nuovo record dato che ha battuto le otto reti siglate dall’iraniano Ali Daei nel 1996 e ieri ha segnato un gol in rovesciata davvero strepitoso, chissà se qualche squadra europea punterà su di lui. Sono stati sconfitti, ma anche i nipponici sono una delle nazionali top della competizione, mostrando grande abnegazione a livello difensivo e su tutti va segnalato il talento di Takehiro Tomiyasu, classe 1998 in forza al Sint-Truiden. Pur con una nazionale giovane, Moriyasu è riuscito ad arrivare fino in fondo e questo deve essere il punto di partenza per un futuro che appare molto luminoso per il Sol Levante calcistico.

Tra i top ci va anche l’Iran che al di là della rovinosa sconfitta in semifinale con il Giappone, ha dimostrato di essere comunque una delle migliori nazionali d’Asia, non subendo praticamente nessuna rete fino alla semifinale. Adesso, però, servirà un tecnico bravo quando Carlos Queiroz per fare un ulteriore passo in avanti in vista della Coppa d’Asia del 2023 per riuscire finalmente a raggiungere quella finale che appare maledetta. Il meglio della nazionale iraniana è stato rappresentato da Sardar Azmoun, ex Rubin Kazan passato allo Zenit nelle ultime ore, che è stato uno dei migliori attaccanti della competizione. La rivelazione, invece, è stata la Cina di Marcello Lippi che, contro ogni pronostico, è riuscita ad arrivare in semifinale trascinata da un fantastico Wu Lei, attaccante passato recentemente all’Espanyol e che potremo apprezzare più da vicino. Tra le nazionali top del torneo ci sono anche Uzbekistan Emirati Arabi Uniti arrivate entrambe alla fase ad eliminazione diretta, coi secondi arrivati a 90′ dalla finale, e autrici di un grande percorso. Da tenere in considerazione anche il Vietnam, capace di arrivare fino ai quarti di finale dopo aver eliminato ai rigori la Giordania negli ottavi di finale.

FLOP – I flop più clamorosi sono rappresentati dalla Corea del Sud e dall’Australia. Dai coreani che potevano vantare un giocatore come Son Heung-Min ci si aspettava molto di più e la sconfitta ai quarti contro il Qatar, nonostante potesse starci, è stata comunque una grossa delusione per tutto il popolo. Molto male, invece, i Socceroos capaci di farsi eliminare dagli Emirati Arabi Uniti dopo essere riusciti ad eliminare solo ai rigori l’Uzbekistan. Entrambe le selezioni, inoltre, avevano convinto molto poco nella fase a gruppi ed avranno quindi molto da rivedere per i prossimi impegni internazionali. Altro flop è quello dell’Arabia Saudita che ha dimostrato una sterilità offensiva molto pesante contro avversari di pari forza. Gli uomini di Pizzi hanno solo fatto tanto possesso palla, nella sfida contro il Giappone, ma è bastato pochissimo ai Samurai Blue per eliminarli, con i sauditi mai davvero pericolosi.

LE STELLE – Abbiamo già parlato di Wu Lei, Azmoun, Tomiyasu ed Almoez Alì, ma di stelle in questa Coppa d’Asia ce ne sono state tante. A mettersi in mostra è stato soprattutto l’attaccante uzbeko Eldor Shomurodov, in forza al Rostov in Russia. Classe 1995, Shomurodov ha messo in difficoltà retroguardie molto forti come quella giapponese o australiana. Altro giocatore interessante e che ha attirato l’interesse delle big europee, tra cui la Juventus, è stato Mohanad Alì, attaccante iracheno classe 2000. L’iracheno è stato il migliore della sua selezione, portandola fino agli ottavi, ma il Qatar si è dimostrato troppo forte. I bianconeri hanno provato a portarlo a Torino a gennaio, ma l’offerta è stata rifiutata e l’affare è slittato a giugno. Sempre dalla selezione giapponese, va segnalato il talentino Ritsu Doan, già finito nel mirino di City e Juventus, che non ha segnato molti gol, ma ha dimostrato di avere una marcia in più rispetto ai compagni. Nel Qatar, invece, oltre ad Almoez Alì, si sono messi in luce il centrocampista classe 1997 Bassam Al Rawi e l’attaccante classe 1996 Akram Afif che si è recentemente trasferito in prestito al Villarreal.

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Danilo Servadei

Informazioni sull'autore
Laureando in Scienze della Comunicazione presso l'Università degli Studi di Salerno. Aspirante giornalista con la passione per il calcio estero e l'amore per quello giapponese
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