Atletico Madrid-Juventus 2-2, voti e pagelle: Cuadrado altalenante ma efficace, Ronaldo risponde ai fischi, Trippier sfonda sulla destra, Gimenez pericolo costante

La UEFA Champions League della Juventus comincia, come lo scorso anno, in Spagna, seppur con esito assai differente.

Nella scorsa stagione, un anno fà quasi esatto – 19 Settembre 2018 – in casa del Valencia fu 0-2, e non rimontato.

Questa volta invece in casa dell’Atletico Madrid lo 0-2 diventa appunto 2-2, facendo così svanire la possibilità di iniziare la stagione europea archiviando con una bella vittoria la trasferta più insidiosa di questo gruppo D – completato da Bayer Leverkusen e Lokomotiv Mosca.

E’ tuttavia inoltre vero che questa è stata pure la prima trasferta internazionale ufficiale del nuovo corso Sarri, curiosamente contro lo stesso avversario con il quale c’era stata quella dell’uscente Max Allegri, e che anche in questo caso l’esito fu ben diverso, con la Juve che, allora, il 1° Ottobre 2014, perse 1-0 contro l’Atletico vice-Campione d’Europa in carica-su un altro campo, quello del “Vicente Calderòn”.

Questa volta invece arriva un pareggio, tutto sommato comunque un buon risultato su un difficilissimo campo, dove la Juve finora non aveva mai segnato.

E dove gioca comunque un buon calcio, sfiorando appunto una vittoria nonostante le mille difficoltà.

Perché l’Atletico, seppur sulla carta abbia un potenziale inferiore a quello dei bianconeri – in blu per l’occasione – sul campo mette una grinta pazzesca e attacca con un grande ordine, con il collaudato 4-4-2 del Cholo Simeone.

Un modulo che penalizza la Juve sugli esterni, dove la fanno da padrone Trippier e Koke a sovrapporsi sulla destra e Renan Lodi a fare impazzire il connazionale Danilo dall’altra parte.

Le avanzate esterne dei Colchoneros sono sempre assai insidiose. Centralmente la Juve se la cava meglio a riorganizzare l’assetto difensivo, dove tuttavia qualcosa ancora scricchiola, con Bonucci che eccede troppo in leggerezze dettate forse dall’eccessiva sicurezza di sé. Non avere accanto Chiellini non è un bene per lui, questo è palese, con il dovuto rispetto per un volenteroso De Ligt.

Infatti proprio da un’azione centrale nasce la prima vera palla gol del match, l’avanzata centrale del gioiellino Joao Felix, già in gol contro la Juve in amichevole in estate, ma non stavolta: con il suo movimento disorienta la retroguardia bianconera ma non Szczesny, che sul suo colpo da futsal con il destro rimedia in angolo.

Bianconeri davvero poco incisivi nel primo tempo, dove dominano come possesso palla e pulizia di palleggio – ossia precisione dei passaggi – ma in fatto di tiri in porta fanno veramente poco, se non un paio di conclusioni telefonate ad Oblak, una delle quali proprio dell’eterno osservato speciale Cristiano Ronaldo, che ogni volta che tocca palla fa schizzare a mille i decibel del Wanda, subissato di fischi.

L’occasione più pericolosa del primo tempo per gli ospiti è un destro da fuori di Pjanic su cui è provvidenziale la deviazione di Gimenez.

Proprio il Gimenez autore di uno dei due gol della sfida della scorsa stagione, nonché autore anche in questa occasione di una grande partita – tira spesso in porta e alimenta il giro palla in fase offensivo, nonostante sia un difensore.

Nella ripresa inizio da sogno per i bianconeri, che già al 3′ trovano il vantaggio con il giocatore che non ti aspetti, quel Juan Cuadrado che non sembra proprio al centro dei piani tecnici di Sarri e che, nel primo tempo, era stato uno dei più incostanti.

Il colombiano si rifà così di un primo tempo in cui aveva alternato grandi accelerazioni a imperdonabili leziosità con annessi palloni persi e ripartenze madrilene. 

L’azione del gol è molto bella seppur poco ‘sarriana’: il gol dal giocatore che non ti aspetti dopo un lungo rilancio da un altro che non ti aspetti, quel Bonucci che ogni tanto gioca a fare il vice-Pirlo, come stavolta, ad imbeccare dalla distanza Higuaìn che converge al centro e serve dall’altra parte appunto Cuadrado, che con un sinistro fulminante infila il pallone sotto il sette.

Un gol storico, come anticipato il 1° gol della Juve al Wanda Metropolitano.

Gol che galvanizza la banda di Sarri, che continua a soffrire ma contenere le scorribande laterali dell’Atletico e le incursioni centrali di un mai banale Gimenez.

Il sacrificio bianconero è premiato al 65′, quando sono loro a sfondare sulla fascia, la sinistra presieduta da Alex Sandro, il cui cross a centro area è oro per Matuidi, sul cui colpo di testa Oblak tocca ma niente più.

E’ il momento in cui entrano nuovamente in gioco i problemi difensivi bianconeri, incapaci di gestire una situazione di vantaggio. 

Neanche 5 minuti e i Colchoneros avviano la loro rimonta: su calcio piazzato la sponda del solito Gimenez imbecca al centro Stefan Savic, che approfitta di un buco centrale e della dormita del neo entrato Bentancur per riaprire i conti del match.

Conti chiusi ancora una volta su calcio piazzato e su colpo di testa, tremenda beffa al 90′ ancora sancita da un nuovo entrato, il debuttante colchoneros Hector Herrera – prelevato in Estate dal Porto.

La Juve avrebbe altre occasioni per rafforzare prima e ritrovare poi il vantaggio, specie in pieno recupero con Ronaldo che sfiora un eurogol, con il suo slalom fra i difensori avversari e il destro rasoterra che mette i brividi ai padroni di casa e ammutolisce un fino allora rumoreggiante Wanda, con CR7 che gesticola in modo inequivocabilmente interpretabile come “Paura, eh!”.

Paura, la stessa che forse ha la Juve a gestire situazioni di vantaggio.

I migliori.

Cuadrado, voto 6.5. Le sue insidiose accelerazioni e il suo meraviglioso gol gli valgono la valutazione positiva, che non sarebbe così contando quante leziose disattenzioni ha sulla linea mediana, consentendo le sempre pericolose ripartenze dei madrileni. Uno degli uomini all’apparenza più ai margini dei progetti di Sarri, che forse potrà rivedere i suoi piani.

Pjanic, voto 6. L’infortunio di Firenze non lo blocca. Il suo lavoro sulla mediana è importante. Sfiora anche il gol nel primo tempo. La sua presenza è sempre utile.

Matuidi, voto 6. Il francese, silenziosamente, si guadagna la sua pagnotta. Segue sempre le azioni dei suoi, e lo si vede nel gol del seppur illusorio raddoppio. Fa la sua parte.

Cristiano Ronaldo, voto 6 di incoraggiamento. Perché di incoraggiamento ne ha bisogno, lui. Perché pur da consumato professionista qual è, subire bordate di fischi ogni volta che si tocca palla non è una cosa gratificante per nessuno. Lui comunque ha le spalle larghe, e inoltre quei fischi gli ricordano che lui a quella squadra e a quei tifosi ha segnato 25 volte, e quindi son più fischi di paura che di disprezzo. Come lo stesso CR7 fa capire nel finale, con un inequivocabile gesto all’indirizzo dei tifosi avversari, dopo aver sfiorato un bel gol che avrebbe significato la vittoria juventina. Ha sempre il suo perché.

Gimenez, voto 7.5.  Forse il migliore in campo dei suoi. Una continua spina nel fianco nella sua costante presenza nelle sortite offensive spagnole. Non arriva il gol come negli ottavi la scorsa edizione, ma lo sfiora in diverse occasioni – specie al termine di una splendida azione a fine primo tempo, con i soliti Koke e Trippier a sfondare sulla fascia destra. Non avrà una tecnica sopraffina, ma è la prova vivente che, a volte, cuore, muscoli, polmoni e passione valgono anche di più.

Trippier, voto 7. La fascia destra è sua, e la Juve trema sempre da quella parte. Se non ci fosse una ordinata fase di contenimento centrale, sarebbero dolori ad ogni sua avanzata.

Koke, voto 6.5. Gran lavoro in fase di sovrapposizione sulla destra con il sopra citato. Validissimo appoggio.

Hector Herrera, voto 6.5. Esordio assoluto con l’Atletico subito in Champions e subito con gol. Cosa chiedere di meglio !

I peggiori. 

Bonucci, voto 5.5. Avete mai sentito parlare di ‘velo difensivo’ ? Ebbene da stasera sì. E’ solo una delle tante leziosità del centrale bianconero. Troppe per essere accettabili, troppe per un esperto come lui, che dovrebbe dare il buon esempio al novellino che gli sta accanto, quel Matthijs De Ligt che deve ancora maturare. Leo se lo metta in testa: fin quando non rientra Chiellini, le redini della difesa bianconera deve prenderle lui.

Oblak, voto 5.5. Non può nulla sul primo gol, ma sul secondo ha forti responsabilità di disattenzione. Un pò giustificata anche dal fatto che non è stato molto impegnato durante il match. 

Joao Felix, voto 5.5. Era uno degli attesi del match, ma a parte una buona conclusione deviata in angolo nel primo tempo non fa altro. E’ giovane, crescerà. 

 

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Salvatore Sabato

Informazioni sull'autore
Laureando in chimica industriale. Da sempre devoto alla cultura e al sapere. In generale, sapere, qualunque cosa, ritengo sia sempre importante. Una grande passione per il giornalismo. Anche - ma non solo - sportivo. Fiero di collaborare ormai da tempo a questo progetto.
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