Esclusiva – Ilario Pensosi, ds e scout: “Coronavirus? Troppi interessi, possibile sospensione definitiva. Scudetto? Inizia nuovo campionato”

La redazione di Stadiosport.it ha intervistato in esclusiva Ilario Pensosi, ex responsabile scouting, coordinatore osservatori, responsabile stage, raduni e affiliazioni per il Centro Italia del Vicenza Calcio, ex responsabile scouting per il Centro Nord dell’Arezzo Calcio, ex direttore sportivo e presidente del Crispano Calcio, ex istruttore Esordienti della Fiorentina, ex istruttore Esordienti del Pesaro Calcio e ex scout del Fano Calcio 

L’allarme legato al Coronavirus ha gettato il mondo del calcio nel caos. Nelle ultime settimane, soprattutto, ci sono state polemiche relative alle modalità con cui è stata affrontata questa emergenza. 

La salute pubblica doveva essere messa prima di qualsiasi sport, ma solo dopo tanti incontri, assemblee, riunioni, botte e risposta, finalmente si è deciso per proseguire il campionato di Serie A a porte chiuse, con tanto di slittamento del calendario.

Interessante, tra l’altro, come in realtà non ci siano state difficoltà nell’affrontare l’emergenza legata al Coronavirus per il campionato di Serie B, visto che sin da subito la maggior parte delle partite sono state disputate o si è deciso per farle disputare a porte chiuse. 

E’ evidente che il problema era relativo a concause economiche e ad interessi troppo importanti, il tutto alla vigilia di una sfida decisiva per la corsa allo Scudetto, visto che domenica 8 marzo sarà recuperata Juventus-Inter in uno Stadium praticamente vuoto. 

In questi casi, sembra utile tentare di fare chiarezza parlando anche con chi vive nel mondo del calcio con grandi responsabilità e ricoprendo ruoli importanti, decisionali in tal senso. 

D’altronde, il suo curriculum vitae è davvero di tutto rispetto: ex responsabile scouting, coordinatore osservatori, responsabile stage, raduni e affiliazioni per il Centro Italia del Vicenza, ex responsabile scouting per il Centro Nord dell’Arezzo e di Ancona, Fano, Reggiana e Padova, ex direttore sportivo e presidente del Crispano Calcio, ex istruttore Esordienti della Fiorentina e del Pesaro, ex direttore sportivo di diversi club dilettantistici, consulente di mercato ed attuale opinionista radiotelevisivo. 

Parliamo di Ilario Pensosi, che ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di Stadiosport.it

Cosa pensi di questa emergenza legata al Coronavirus? Il calcio sta prendendo le giuste precauzioni?

«L’emergenza è altissima, non per la minaccia del virus, ma per l’aumento dei contagi sempre in evoluzione in tutta Italia e in Europa.
Gli ospedali sono plenari e il personale sanitario è ridotto rispetto alle richieste che pervengono: un applauso e un premio per gli sforzi immessi a tutela della popolazione.
Altra incombenza è il collasso economico che si sta espandendo con effetti immediati e a lungo termine, sopratutto alberghi, ristoratori, bar, ecc.
Auspico un intervento economico a sostegno dell’economia e delle regione colpite per ripartire.
Nel calcio sono stato prese decisioni conformi in relazione alla situazione attuale; se tale circostanza si evolve come immagino, considero altre misure drastiche, come la sospensione definitiva dei campionati».

Hai lavorato come osservatore e direttore sportivo per tanti anni, sia per club dei campionati cadetti che per squadre importanti. Come si scopre un talento?

«Il talento è commisurato in base al ruolo che detieni in una società e alla politica/filosofia stabilita dalla stessa, oltre alla categoria di appartenenza.
In linea generale bisogna distinguere l’identificazione del talento dal mantenimento del talento.
L’identificazione del talento riguarda le fasce di età dai 7-19.
A sua volta tale identificazione del talento si suddivide in due microaree: 7-12 anni, dove si individua il talento seguendo come parametri la conduzione, il controllo e dominio della palla, e le capacità coordinative (la corsa) e come occupa gli spazi in maniera personale il giocatore e se prende iniziativa da sé; 13-19, si notano altri parametri fisici (statura, peso. ecc) dominanti in alcuni ruoli, parametri tecnici (dribbling, finte, ecc) e tattica individuale e collettiva, e cognitivi (apprendimento, concentrazione, volontà, determinazione).

Il mantenimento del talento è dai 20 anni, dove le capacità mentali, l’allenamento e la personalità del giocatore diventano determinanti, in relazione ai costi e le particolarità delle trattative».

Ilario Pensosi, ds e scout
Ilario Pensosi, ds e scout

Tornando alle direttive legate all’allarme Coronavirus, è giusta la differenza di trattamento tra Serie A, con partite rinviate all’inizio e solo dopo si è deciso per giocare a porte chiuse, e Serie B, dove subito è stata trovata la soluzione?

«Il calcio non è solo sport, ma interessi economici, aziendali e sociali (diritti televisivi, sponsorizzazioni, marketing, tifosi).
La Serie A non è paragonabile alle altre categorie, che sono vitali per il sistema calcistico. Comunque presumo una linearità di applicazione con tutto il calcio a porte chiuse tranne il dilettantismo».

La situazione creatasi a causa dell’emergenza attuale cambierà i rapporti di forza in campionato nelle lotte per lo Scudetto, l’Europa e la retrocessione?

«Io sono molto empirico e, quindi, esterno le mie considerazioni, basandomi su dati scientifici.
Ora inizia un altro campionato, con aspetti psicologici imponenti nei risultati, e un giovamento per tante squadre che avevano infortunati prima del fenomeno Coronavirus, ora rientrati, fondamentali per aiutare le squadre principali a raggiungere i propri traguardi».

Secondo te, chi vincerà lo Scudetto?

«Lo scudetto dipende dalla Juventus.
L’Inter sta disputando un campionato sopra le righe, con un senso finora ai fini dello Scudetto, che sta rendendo appetibile il nostro campionato.
La Lazio non mi stupisce, da anni sta dimostrando di essere una grande società: dal Presidente, al ds, al mister, questi sono i principali cardini della sua ribalta. Resterà a galla fino alla fine infastidendo le due candidate più forti per lo Scudetto».

Le squadre italiane fin dove arriveranno in Champions League?

«La Juventus deve vincere la Champions League!
L’Atalanta chapeau finora per il suo cammino in Champions e in campionato… sono impressionato da questa società da anni, non oso immaginare un proseguo fino alle semifinali.
Il Napoli è rinato con Gattuso, ha disputato una partita perfetta all’andata, ma ha un ritorno complicato per l’avversario e lo stadio.
Comunque sono fiducioso per le squadre italiane».

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Benito Letizia

Informazioni sull'autore
Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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