Shakhtar Donetsk – Roma 2-1: metamorfosi giallorossa, qualificazione ancora possibile al ritorno.

Una Roma che è caduta nella trappola metamorfiana di Kafka.
Stadio Metalist, stadio che ospita le partite in casa dello Shakhtar Donetsk.  Fonte: Wikipedia

Shakhtar Donetsk-Roma è una partita che ci ha regalato due tempi diversi.

Non può essere spiegata in altro modo la prestazione degli uomini di Di Francesco. Un tempo, belli, spietati, da grande squadra. 

Under che non si ferma più, realizzando il suo quinto gol in quattro partite consecutive. Una squadra che sapeva come impostare la gara, con un atteggiamento aggressivo e forte.

Lo Shakhtar Donetsk, impaurito, è sorpreso dalla vigorosa partenza giallorossa. Infatti la Roma ha due occasioni importanti create nel primo tempo. 

La prima avviene sullo sviluppo di un calcio d’angolo, dalla sinistra, con Fazio che non riesce a concludere in maniera decisa davanti alla porta.  

Poi, l’altra con Dzeko che, servito da un ottimo pallone di Perotti, non riesce a concludere in maniera decisa. Il suo calcio è fiacco e rasoterra, facilmente preda del portiere avversario.

Mentre verso la fine del primo tempo, l’attaccante bosniaco si riscatta, fornendo un bell’assist a Under che si ritrova davanti al portiere e con un po’ di fortuna riesce a mettere a segno il vantaggio. 

Ma è nella ripresa che si vede un’altra Roma. In un’azione d’attacco giallorosso, la palla viene recuperata dalla difesa ucraina che in poco tempo lancia Facundo Ferreyra, il quale è bravo ad evitare l’intervento di Manolas e beffare Alisson.

Un pareggio veramente inspiegabile, che come una sliding door, cambia il volto alla sfida. Shakhtar Donetsk – Roma assume un’altra traiettoria, un’altro andamento.

I giallorossi non riescono più a pungere come prima, sono intrappolati nella loro metàcampo. Subiscono le folate offensive degli avversari, dotati di tecnica, oltre a velocità.

La folta colonia brasiliana è sicuramente un punto a favore della squadra di Fonseca. 

Quattro brasiliani Bernard, Facundo Ferreyra, Marlos e Taison che riescono a mettere quella dose di creatività ed imprevedibilità alla squadra ucraina.

Una squadra che vuole mantenere la sua identità in ogni occasione, mantenere il possesso palla e dominare il contesto di gioco.

Dal possesso palla ragionato, improvvisamente parte con lo sfruttamento della velocità dei suoi trequartisti.

Ciò che è successo nella gara di ieri, con l’aiuto della difesa giallorossa, molto disattenta.

Proprio su questo aspetto occorrerà che si concentri il lavoro di Di Francesco. Capire come possa essersi spenta la concentrazione, la determinazione in una partita importante per il destino della squadra. 

Shakhtar Donetsk-Roma è un esempio di come non dev’essere svolta una partita in pieno controllo. La capacità di farsi rimontare su situazioni di dominio, di rottura con il trend avuto poco prima.

 

 

 

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Lorenzo Carrega

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Giornalista Pubblicista. Esperienze in ambito giornalistico locale, non solo di sport, ma anche di cultura e tempo libero. La scrittura è la mia passione
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