Milan, caso solvenza, bancarotta e cassaforte vuota: ecco la risposta, arriva la smentita di Yonghong Li

Il Milan è come un’automobile nella quale, una volta riparato un pezzo, se ne guasta un altro.

La squadra è in fase di ripresa, reduce da 8 risultati utili consecutivi in stagione-7 in campionato (5 vittorie e 2 pareggi) e la vittoria contro il Ludogorets in  UEFA Europa League– e la situazione economica sembrava sulla via della risoluzione per gli strascichi debitori lasciati dal Closing.

E invece, come un fulmine a ciel sereno, arriva una notizia schock: Yonghong Li sarebbe sull’orlo della bancarotta.

Questo è quanto trapela da un’inchiesta condotta da Milena Gabanelli, curatrice della rubrica “Dataroom”, facente parte del “Corriere della Sera” online, secondo cui l’insolvenza del tycoon cinese sarebbe con 2 banche sue connazionali.

Foto pubblica, fonte “Facebook”

Iniziò tutto nel Gennaio 2015, con la prima delle banche cui sopra accennato, la Jiangsu Bank, che concesse un prestito a Li ottenendo come garanzia una società di packaging da lui detenuta la Zhuhai Zhongfu, tuttavia la suddetta banca non ha mai ricevuto i soldi dall’attuale presidente milanista, rifacendosi così sulla holding mediatrice fra questo ultimo e la suddetta società di packaging, la Shenzen Jie Ande, che nel giro di un anno ha subito e perso una causa da parte della Jiangsu Bank, con sentenza del tribunale di Fatian che ha sancito, nel Febbraio 2017, la messa all’asta dell’intero patrimonio della sopra citata holding su Taaobao-sostanzialmente l’ebay cinese-per un ammontare di circa 60 milioni di €.

Li sembrava quindi esserne uscito indenne, seppur in modo non proprio limpido.

Ma non finisce qui: un’altra banca, quella di Guangzhou-città cinese spesso anglicizzata in Canton-chiede la liquidazione della holding Jie Ande per mancato saldo dei debiti previsti nella oramai ben nota operazione del Closing, avvenuta precisamente Giovedì 13 Aprile 2017, con l’acquisizione da parte di Li del 99,93% delle quote della Fininvest, in buona sostanza l’acquisizione della società del Milan, per la cifra di 740 milioni di €, parzialmente coperta dal prestito  di 300 milioni ottenuto dal fondo americano Elliott.

Naturalmente non tarda la smentita da parte del diretto interessato Li, il quale dichiara fermamente che la sua situazione finanziaria personale è totalmente sana e che sia lui che la società rossonera stanno lavorando regolarmente, fiducioso che non si dia credibilità a notizie che afferma essere false.

Sono inoltre arrivate anche diverse altre smentite, sia della stessa Fininvest, che afferma di non aver riscontrato irregolarità finanziarie da parte di Li, sia, addirittura dell’ormai ex amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, il quale, intervenuto nella trasmissione tv “Mattino 5”, ha affermato che l’imprenditore cinese era assistito da società e banche più che attendibili e presentato credenziali più che valide.

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Salvatore Sabato

Informazioni sull'autore
Laureando in chimica industriale. Da sempre devoto alla cultura e al sapere. In generale, sapere, qualunque cosa, ritengo sia sempre importante. Una grande passione per il giornalismo. Anche - ma non solo - sportivo. Fiero di collaborare ormai da tempo a questo progetto.
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