F1 Storia GP Francia: tutti i circuiti transalpini. Rouen

Seconda puntata del nostro viaggio attraverso i circuiti che hanno ospitato, nella storia del Mondiale, il Gran Premio di Francia di Formula 1, che tornerà in calendario nel 2018 a Le Castellet. Dopo aver analizzato il circuito di Reims e la sua storia (clicca qui), nell’appuntamento di oggi ci spostiamo 215 km ad ovest, in Normandia, nella città di Rouen, una delle più importanti di Francia per l’arte, in particolare gotica, sede dell’Arcidiocesi e insignita con la Lègion d’honneur.

Le strutture della zona dei box/traguardo del circuito di Rouen, ormai abbandonate, in una foto del 1996 (foto da: theracingline.net)

F1 GP FRANCIA: ROUEN-LES-ESSART (1952, 1957, 1962, 1964, 1968)

Sito 12 km a sud di Rouen, nell’immediata periferia dell’abitato di Les Essart, questo circuito, inaugurato nel 1950, presentava caratteristiche molto particolari e si snodava su strade adibite al traffico di tutti i giorni. Piazzato sul fianco di una stretta vallata, si caratterizzava per le accentuate variazioni altimetriche, la carreggiata angusta e le vie di fuga pressochè inesistenti, inoltrandosi in un fitto bosco. Tutto ciò, unito a velocità davvero elevate, rendeva questa pista molto pericolosa. La prima configurazione, utilizzata fino al 1954, prevedeva una lunghezza di 5.100 metri, per 10 curve (7 a destra e 3 a sinistra). La parte iniziale è quella che più è rimasta impressa nelle menti degli appassionati: dopo il via, i piloti affrontavano una terrificante picchiata, nella quale erano incluse tre curve una più impegnativa dell’altra (destra-sinistra-destra), tra le quali la famosa Les Six Frères, per poi piombare al lentissimo tornante a gomito Virage de Nouveau Monde, tra le altre cose con la sede stradale in ciottoli. In risalita, sempre ad alta velocità, dopo un cambio di direzione sinistra-destra, si affrontava il curvone Sanson, seguito, dopo un’altra piega a destra (Beauval), dalla curva Etoile, ancora a destra. Quindi, sempre nel bosco, ci si lanciava sul lungo rettilineo Chemin de l’Etoile, per poi arrivare all’ultima curva, un ulteriore tornante a gomito (Paradis), dopo il quale si ritornava sul traguardo.

I vari layout del circuito di Rouen (foto da: gdecarli.it)

Nel 1955 si verificarono i più importanti lavori sul circuito, che venne allungato a 6.542 metri; ovvero il layout utilizzato fino al 1972. All’altezza della Etoile, anzichè svoltare a destra, si proseguiva sulla statale D132, arrivando all’ampio curvone Grésil, affrontando quindi un lungo rettilineo, al termine del quale i piloti percorrevano la curva Scierie. Dopo un ulteriore allungo, ecco la velocissima Virage du Paradis, che reimmetteva sul traguardo. La costruzione dell’autostrada A13 portò ad una nuova variazione del layout, molto simile all’originale, con una bretella che tornava a collegare l’Etoile alla Paradis; la lunghezza scese a 5.542 metri. Due anni dopo, in seguito ad un incidente mortale in F2 (1973), la Six Frères venne ridisegnata e rallentata, oltre ad essere ridenominata (Virage des Roches). Perse le categorie più importanti, il circuito ospitò eventi minori fino al 1993, quando le continue questioni di sicurezza, oltre a problemi finanziari, portarono alla chiusura, con le strutture che vennero abbandonate e, in seguito, demolite (1999). Dal 2001, l’associazione Moto Les Essart si batte per la salvaguardia di quel che resta della pista, con manifestazioni motociclistiche varie.

F1 GP FRANCIA: UN GIRO VIRTUALE SUL CIRCUITO DI ROUEN-LES-ESSART

 

La Formula 1 esordisce a Rouen il 6 Luglio 1952. La gara è un trionfo per l’Italia dei motori. Ascari, dopo aver realizzato una comoda pole, totalizza il Grand Chelem, ottenendo anche vittoria, giro record e tutta la gara in testa, corsa sotto una pioggia ad intermittenza. Il trionfo della Ferrari è completato da Nino Farina e Piero Taruffi, sul podio con il campione milanese. Cinque anni dopo (1957), invece, è Juan Manuel Fangio, su Maserati, a trionfare. In pole al sabato, l’argentino cede la vetta della gara solo nei primi tre giri ad un ottimo Musso (Ferrari), poi 2° sotto la bandiera scacchi, davanti all’altra 801 di Peter Collins.

Alberto Ascari esce in derapata dalla Virage de Nouveau Monde, nella gara del 1952 (foto da: taringa.net)

Dopo un altro lustro di attesa, si torna a correre a Rouen l’8 Luglio 1962. La Ferrari non c’è a causa di uno sciopero dei metalmeccanici, che impedisce all’attrezzatura di arrivare in Normandia. In qualifica, la pole è di Jim Clark. Al via, però, è Graham Hill, su BRM, a prendere il comando, provando da subito la fuga. A breve distanza seguono Surtees (Lola), Clark e McLaren (Cooper), con Brabham (Lotus) e Ginther (BRM) un pò più lontani. Dopo il ritiro di Brabham, il testacoda di McLaren e dei problemi di accensione per Surtess, il leader Hill conduce con più di 20 secondi su Clark. Al giro 31, però, Graham sbaglia doppiando la Lotus di Lewis, permettendo allo scozzese di prendere il comando. Tre giri dopo, però, Clark si ritira con la sospensione anteriore rotta. Hill sembra lanciato verso la vittoria ma dei guai all’iniezione e all’acceleratore lo mettono ko. Tutto ciò porta l’americano Dan Gurney e la Porsche alla prima vittoria in Formula 1, davanti al sudafricano Tony Maggs (Cooper) e a Richie Ginther.

Nel 1962, Dan Gurney regala alla Porsche la prima ed unica vittoria della sua storia (foto da: autowallpaper.de)

L’edizione del 1964 vede il bis di Gurney, stavolta al volante della Brabham. In pole e al comando per oltre metà gara, però, c’è Jim Clark. Lo “Scozzese Volante” è sfortunato, ritirandosi nel corso del giro 31 con il motore ko. Questo spiana la strada al nativo di Port Jefferson (New York), che vince su Graham Hill e Jack Brabham. L’ultima volta della Formula 1 a Rouen arriva il 7 Luglio 1968. In prova, l’austriaco Jochen Rindt (Brabham) ottiene la prima pole in carriera. Sulla gara (su pista umida poi bagnata), invece, piomba la tragedia del francese Jo Schlesser. La Honda porta in pista la RA302, costruita con un telaio sperimentale in magnesio. Il titolare, Surtees, si rifiuta di guidarla, giudicandola eccessivamente pericolosa; Schlesser, invece, accetta di portarla in pista nel GP di Francia. Al terzo giro si materializza il dramma: all’uscita della curva Six Frères, il francese, al momento 15°, perde il controllo e si schianta contro il terrapieno posto all’esterno, con la macchina che prende immediatamente fuoco. Il telaio in magnesio e il serbatoio di carburante, ancora pieno, fanno il resto, con il povero Schlesser che ci rimette la vita. La gara, che continua come se niente fosse, viene dominata dal belga Jacky Ickx (1° vittoria in carriera), che riporta al successo la Ferrari dopo quasi due anni (ultima vittoria di Scarfiotti a Monza ’66). Sul podio, per uno scherzo del destino, arriva proprio Surtees, al volante della vecchia RA301, davanti a Jackie Stewart (Matra). Dopo questa gara, il Circus non tornerà più a Rouen.

F1 GP FRANCIA 1968: LA TRAGEDIA DI JO SCHLESSER

 

Nel prossimo appuntamento, ci sposteremo sul mitico Circuit de Charade, a Clermont-Ferrand. Non mancate!

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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