F1 Storia GP Francia: tutti i circuiti transalpini Reims (1950-1966)

Come ormai noto da un paio di settimane, il 2018 vedrà il graditissimo ritorno in calendario, dopo un’assenza che dura ormai dal 2008, del Gran Premio di Francia, che si disputerà in Agosto sul circuito Paul Ricard di Le Castellet. Questo Gran Premio rappresenta uno degli eventi iconici per la storia del motorsport in generale, costituendo il primo gp nazionale di sempre, con la prima edizione disputatasi nel 1906, su un circuito di 103,17 km sviluppato su strade aperte al traffico di tutti i giorni nel circondario di Le Mans, con vittoria dell’ungherese Ferenc Szisz, su Renault AK. Un evento che, se si esclude l’edizione del 1955, cancellata in seguito alla tragedia di Le Mans, poteva vantare almeno fino al 2008 con Italia e Gran Bretagna il titolo di gara sempre presente nel calendario del Mondiale di Formula 1. In una serie di articoli andremo a scoprire tutti i circuiti (ben sette) che dal 1950 al 2008 hanno ospitato le varie edizioni del Gran Premio di Francia.

Immagine attuale della zona del traguardo del vecchio circuito di Reims (foto da: youtube.com)

F1 GP FRANCIA: IN PRINCIPIO FU REIMS (1950-51, 1953-54, 1956, 1958-61, 1963, 1966)

Il primo tracciato ad ospitare il Gran Premio di Francia, a partire dall’edizione di debutto del Mondiale di Formula 1, fu Reims (11 edizioni in totale), oggi non più esistente. Inaugurato nel 1926 su iniziativa dell’Automobile Club de Champagne, il tracciato, di forma quasi triangolare, utilizzava le strade che collegavano Gueux, La Garenne-Colombes e Thillois, oltre ad un tratto della statale Route Nationale 31. La prima configurazione, di 7.816 metri (appena 8 curve), fu mantenuta fino al 1951 e, addentrandosi nell’abitato di Gueux, rendeva la titolazione del tracciato come “Reims-Gueux“. Dopo il via posto in campagna, quasi a metà strada tra Thillois e Gueux, su un rettilineo di circa 2 km, i piloti, come detto in precedenza, entravano a Gueux, dov’era posta una curva a gomito, il tratto più lento di una pista dalle elevate velocità medie. Le vetture, quindi, si lanciavano nell’altrettanto veloce tratto che portava a La Garenne, con una piega a 90° che immetteva sulla RN31, percorsa a tutto gas per circa 2.2 km, fino a Thillois, dove un’altra curva a gomito reimmetteva sul lungo rettilineo del traguardo.

Il layout definitivo, dal ’54 in poi, del circuito di Reims (foto da: en.wikipedia.org)

Nel 1952 si decise di bypassare completamente il tratto di Gueux, rendendo la pista ancor più veloce; un anno dopo, invece, venne costruita una bretella che eliminava il rettilineo che conduceva direttamente a La Garenne, spostandosi oltre un chilometro più a Ovest, culminando nel tornantino Muizon, con la lunghezza totale portata a 8.372 metri. L’ultima modifica avvenne prima del GP del 1954, con la curva Thillois modificata aumentandone il raggio e, chiaramente, incrementando ulteriormente la velocità, facendo del tracciato di Reims uno dei più veloci della propria epoca. Nella sua definitiva configurazione (8.302 metri per 6 curve, 5 a destra e una a sinistra), dopo la linea di partenza/arrivo (rimasta sempre nello stesso punto, sulla D27), si affrontava la velocissima curva del Calvario, un curvone a destra, seguita da un allungo (Bretella Sud) e da un’altra curva molto simile, la Annie Bousquet. Dopo un altro tratto rettilineo (Bretella Nord), si piegava verso sinistra, arrivando alla Virage Muizon, in seguito alla quale ci si lanciava nell’interminabile rettilineo sulla RN31, solo leggermente spezzato dalla curva La Garenne, ormai niente più che una semicurva. In fondo, si affrontava la Virage Thillois, curva destrorsa di media velocità, per poi ritrovarsi sul traguardo.

F1 GP FRANCIA: UN GIRO SUL CIRCUITO DI REIMS (1954)

 

Passiamo alle vicende della pista del circuito di Reims. Dopo aver dominato le prime due edizioni al volante dell’Alfa Romeo, con tanto di pole (nel 1951 in coppia con Luigi Farina), Juan Manuel Fangio, nel 1953 con la Maserati, deve inchinarsi al ferrarista Mike Hawthorn, che centra la sua prima vittoria in carriera al termine di un duello entusiasmante e mozzafiato con l’argentino, durato praticamente per tutti i 60 giri previsti. Uno spettacolo che valse, all’edizione 1953, l’appellativo di “Gara del Secolo“. Il riscatto del nativo di Balcarce arriva un anno dopo, portando subito al successo la formidabile Mercedes W196, tagliando il traguardo in parata con il compagno di squadra Karl Kling. Dopo la doppietta Ferrari del 1956 (1° Collins, 2° Castellotti), il 1958 passa alla storia per vari motivi. La vittoria va a Mike Hawthorn (Ferrari), che a fine stagione diverrà Campione, ma ad essere ricordati sono altri due episodi. Innanzitutto la tragica morte di Luigi Musso, uscito di pista al 10° giro all’altezza della Curva del Calvario; sbalzato fuori dalla sua Ferrari, finita in un fosso, Musso muore più tardi in ospedale per le ferite riportate. Questa è anche l’ultima esibizione di Juan Manuel Fangio, con una Maserati poco competitiva (4° al traguardo e quasi doppiato, con Hawthorn che, per rispetto al suo ex compagno di box, rallenta per evitargli l’onta del doppiaggio). Tornato ai box a fine gara, Fangio si rivolge ai suoi meccanici, dicendo: “E’ finita“.

La griglia di partenza del GP di Francia 1951. In prima fila, da sinistra a destra, le Alfa di Fangio e Farina e la Ferrari di Ascari (foto da: taringa.net)

Cavallino ancora a segno nel ’59 con Tony Brooks, mentre un anno dopo tocca a Jack Brabham (Cooper). L’edizione 1961 è segnata dalla vittoria al debutto, con la Ferrari “shark nose” (la 156), di Giancarlo Baghetti, che la spunta in volata sulla Porsche di Gurney. Nel 1963 dominano Jim Clark e la Lotus 25 mentre, nell’ultima edizione del 1966, ecco il bis di Jack Brabham, che ringrazia il ritiro del poleman Bandini (unica in carriera). In quest’occasione, Clark non corre, dopo esser stato colpito in volto da un uccello durante le prove. Negli anni seguenti, una pesante situazione finanziaria attanaglia gli organizzatori, portando alla chiusura nel 1972. Dal 2005, le strutture della zona del traguardo, ristrutturate da un gruppo di appassionati, sono state classificate come monumento storico.

Reims, 1961. Giancarlo Baghetti (Ferrari 156 #50) davanti allo statunitense Dan Gurney (Porsche 718 #12). Al termine di una volata mozzafiato, l’italiano si aggiudicherà la sua unica gara in Formula 1 (foto da: primotipo.com/Sutton Images)

Nel prossimo appuntamento, andremo alla scoperta del circuito di Rouen-Les-Essart. Non mancate!

 

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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