F1 Storia GP Francia: tutti i circuiti transalpini. Le Mans e Digione

Prosegue il nostro viaggio attraverso i circuiti che hanno fatto la storia del Gran Premio di Francia di Formula 1. Dopo Reims (clicca qui), Rouen (clicca qui) e Clermont-Ferrand (clicca qui),  in questa puntata l’approfondimento sarà doppio, visto che andremo a rivisitare Le Mans e Digione, insieme chiaramente alle edizioni che hanno visto come scenari questi tracciati.

F1 GP FRANCIA: LE MANS – CIRCUITO BUGATTI (1967)

Quando parliamo di Le Mans, ad ogni appassionato che si rispetti non possono non venir in mente il mitico Circuit de la Sarthe e l’altrettanto leggendaria 24 Ore, che dal 1923 richiama centinaia di migliaia di fans da tutto il mondo. La Formula 1, però, non ha mai gareggiato lungo gli oltre 13 chilometri del circuito. Nel 1966, su iniziativa dell’Automobile Club de l’Ouest, viene realizzato un progetto (opera di Charles Deutsch) di una pista interna di 4.422 metri, in modo da poter ospitare anche altre competizioni motoristiche. Il circuito, intitolato alla memoria di Ettore Bugatti, fondatore della casa di Molsheim, condivideva la zona della partenza e dei box, oltre al curvone Dunlop. A differenza del layout attuale, non esisteva la esse Dunlop, ma i piloti arrivavano direttamente alla staccata del tornante La Chapelle, a destra, seguito, dopo un tratto in accelerazione, da un altro tornante, stavolta a sinistra e di raggio più ampio, Le Musée. Un nuovo allungo conduceva ad un terzo tornante, a destra, il Garage Vert, dopo il quale si affrontava il rettilineo di ritorno, spezzato dalla veloce Chemin Aux Boeups (oggi una chicane sinistra-destra) e terminante in un’ampia esse destra-sinistra (S du Garage Bleu). Un breve allungo conduceva all’ultima curva a destra, Raccordement, dopo la quale ci si ritrovava sul traguardo.

Il circuito Bugatti di Le Mans, nella configurazione usata nel 1967 (foto da: snipview.com)

Il Circus ha fatto tappa da queste parti una sola volta, in occasione del Gran Premio di Francia 1967. La gara si svolge il 2 Luglio, a tre settimane dalla 24 Ore, e ciò non depone a vantaggio dell’affluenza degli spettatori (20.000 appena i presenti). Tra l’altro, il circuito non incontra i favori nè dei piloti nè dei fans, giudicato molto noioso, con Hulme che lo soprannomina “Mickey Mouse”, a causa della sua forma. Alcuni dei piloti impegnati, inoltre, rivelarono di aver sperato di correre sul circuito della 24 Ore, quando annunciarono l’approdo della Formula 1 da queste parti. In qualifica è Graham Hill (Lotus) a realizzare la pole, davanti Brabham, staccato di un decimo, Gurney (Eagle) e Clark. Amon, con l’unica Ferrari, è 7°. La gara, dopo un buon start di Brabham, leader dal 2° al 4° giro, vede le due Lotus alternarsi al comando, almeno fino a che problemi identici al cambio su entrambe le 49 mettano ko prima Hill al giro 14 e poi Clark, out al giro 24. Al comando torna Brabham, davanti a Gurney e ad Amon, poi superato dall’altra BT24 di Hulme (giro 30). Tra il 41° e il 48° passaggio, abbandonano anche Gurney (perdita di benzina) e Amon (acceleratore). Alle spalle delle due Brabham, così, sale la BRM di Stewart. La classifica non cambia più e Black Jack porta a casa la vittoria #12 in carriera e la doppietta per la sua scuderia. In seguito a questa esperienza nel complesso deludente, la Formula 1 non farà più ritorno a Le Mans.

Jack Brabham, vincitore dell’unico Gran Premio di Francia, disputatosi a Le Mans, nel 1967 (foto da: pinterest.com)

F1 GP FRANCIA: DIGIONE (1974, 1977, 1979, 1981, 1984)

L’idea di un circuito dalle parti della città della Borgogna risale al 1968, quando François Chambelland (giocatore di rugby e wrestler) lancia il progetto “Stade Automobile à Dijon“. Avvalendosi della collaborazione dei piloti Beltoise e Cevert per quanto riguarda la progettazione, il circuito, sito nel sobborgo di Prenois, vede la luce nel 1972, venendo inaugurato il 26 Maggio, con il primo giro di pista effettuato da Guy Ligier e una gara del Campionato Europeo Prototipi (vittoria di Arturo Merzario). Lungo 3.289 metri, il circuito (con apprezzabili variazioni di pendenza) si caratterizza per essere praticamente diviso in due parti, con il lunghissimo rettilineo dei box da una parte, e una sinuosa zona opposta dall’altra; raccordate da due lunghi curvoni. Alla fine del rettilineo (Ligne Droite de la Fouine), si affrontava il curvone a destra Villeroy, seguito dalla S de Sablières, ovvero un lungo sinistra-destra. I piloti arrivavano quindi alla S de la bretelle (sinistra-destra-sinistra), con la veloce Curbes des Gorgeolles immediatamente dopo. Dopo aver superato la Virage de la Combe, tornante medio-lento a destra, e un breve allungo, il curvone Pouas (ancora a destra) lanciava nuovamente sul rettilineo dei box.

Il layout definitivo del circuito di Digione (foto da: wikipedia.org)

Digione ospita per la prima volta la Formula 1 nel 1974. Sin dalle prove emerge il problema della brevità del giro cronometrato, con Lauda (Ferrari) in pole con il tempo di 58.790, davanti alla Lotus di Peterson, alla sorprendente Shadow di Pryce e all’altra Ferrari di Regazzoni. 5° e 6° tempo per le McLaren di Fittipaldi e Hailwood. Lo start è caratterizzato da un incidente: Pryce resta praticamente fermo, venendo colpito dalla Brabham di Reutemann, la quale si aggancia con la Hesketh di Hunt. I due britannici si ritirano, mentre l’argentino si fermerà al giro 24 (uscita di pista). Davanti, Lauda tiene il comando, davanti a Peterson, Regazzoni e Hailwood. Dopo una partenza difficile, Fittipaldi risale diverse posizioni e, dopo aver infilato la Tyrrell di Scheckter, si ritrova 4° (giro 15). Davanti, Peterson mette pressione a Lauda, superandolo in avvio di giro 17. Fittipaldi comincia ad avvicinarsi a Regazzoni, ma deve alzare bandiera bianca alla 27° tornata, con il Cosworth della sua McLaren in fumo. La situazione si stabilizza, con Peterson che tiene facilmente a bada Lauda, andando a vincere. Clay fatica molto di più con Jody, ma riesce a mantenere la 3° posizione fin sotto la bandiera scacchi.

Ronnie Peterson, vincitore del primo Gran Premio di Francia corso a Digione (foto da: pinterest.com)

Questa gara mette in luce le problematiche del circuito di Digione, dato che la sua brevità esaspera il traffico in pista. Nel 1976, così, viene costruita una nuova sezione della pista, che ne porta la lunghezza a 3.800 metri. Dopo la S de Sabliéres, si svolta a sinistra (Gauche de la Bretelle) e, dopo un rettilineo, si giunge al curvone Parabolique. Il contro-rettilineo conduce alla Double Gauche de la Bretelle, che riporta sul circuito originale. Il 1977 vede il ritorno del Circus. Le lamentele dei piloti, stavolta, riguardano la sicurezza della pista, soprattutto a casa del modo in cui sono stati montati i guard-rail. In più, c’è malumore anche tra i piccoli team, poichè gli organizzatori, dopo varie vicissitudini, discussioni e minacce di adire le vie legali, invece delle 24 monoposto inizialmente concordate ne ammettono alla gara solo 22. Al sabato, il più veloce è Andretti su Lotus, che rifila mezzo secondo alla McLaren di Hunt e all’altra Lotus di Nilsson; le Ferrari sono 6° con Reutemann e 9° con Lauda. La domenica di Jacques Laffite (Ligier) è piuttosto movimentata: arrivando in circuito, il pilota francese è vittima di una caduta in moto, procurandosi una ferita alla fronte e un leggero infortunio al polso destro; in griglia, deve sostituire uno pneumatico all’ultimo minuto; un contatto nel finale con il doppiato Stuck (Brabham) lo elimina dalla lotta per le posizioni che contano. Al via, il più lesto è Hunt, che balza al comando seguito da Watson (Brabham), Laffite, Andretti e Nilsson. Nel corso del 2° passaggio, Andretti infila il francese, con Watson che, al giro 5, passa Hunt e va al comando. Anche l’italo-americano, dopo alcuni giri passati negli scarichi della McLaren, opera il sorpasso al giro 17. Watson mantiene per un pò un margine sui 5″; da metà gara in poi, però, a suon di giri record Andretti comincia ad avvicinarsi, mentre Hunt perde contatto, pur restando saldamente 3°. I doppiati giocano un ruolo importante, ma l’aggancio è cosa fatta intorno ai -15 dalla fine. Il pilota della Brabham sembra riuscire a tenere, ma la beffa è dietro l’angolo e si materializza all’ultimo giro. Dopo aver resistito ad un attacco di Andretti alla Parabolique, la Brabham soffre di un problema di pescaggio della benzina; il pilota della Lotus ne approfitta, infilandolo all’interno nella curva successiva, e tagliando il traguardo da vincitore.

F1 GP FRANCIA 1977: IL DUELLO TRA WATSON ED ANDRETTI

https://youtu.be/ogiKXG9SYQ8

 

L’edizione 1979 entra nella storia. Le Renault RS10 Turbo, sin dal venerdì, è la più veloce in pista. A conferma di ciò, Jabouille ed Arnoux monopolizzano la prima fila, davanti a Villeneuve (Ferrari), Piquet (Brabham), Scheckter (Ferrari) e Lauda (Brabham). Da sottolineare il fatto che molti piloti, a causa della conformazione molto ondulata del tracciato, soffrono di nausee e vertigini; alcuni, tra i quali il poleman Jabouille, fanno montare nelle monoposto degli accorgimenti per limitare l’ondeggiamento. La domenica, davanti a ben 120.000 spettatori, va in scena una gara storica. Allo spegnersi dei semafori, lo spunto di Villeneuve è fulmineo, tanto da permettergli di prendere la vetta della gara, davanti a Jabouille e Scheckter; disastroso lo start di Arnoux, appena 9° alla fine del primo giro. Il nativo di Grenoble, grazie anche alla maggiore velocità di punta della sua Renault, risale prontamente la china: nell’ordine, infila la Ligier di Laffite e la Williams di Jones (giro 3), la Brabham di Lauda (giro 4), la Tyrrell di Jarier (giro 7), l’altra Brabham di Piquet (giro 11) e, quindi, la Ferrari di Scheckter (giro 17), entrando in zona podio. Davanti, Gilles tiene dietro Jabouille fino alla 47° tornata, quando il francese lo supera con facilità sul rettilineo dei box, involandosi in testa. Il canadese prova a tenere il passo, ma dei problemi all’impianto frenante lo spingono a desistere; ciò favorisce Arnoux, che ricuce il gap, piombando sul ferrarista a 6 giri dalla conclusione. Il sorpasso sembra scritto, ma Villeneuve non è d’accordo, scatenando quella che passerà ai posteri come la “Battaglia di Digione“. E’ un duello epico, esaltante, danzante continuamente sul limite dell’incidente, con ruotate, staccate al limite a ruote fumanti. La Ferrari va meglio nel misto, mentre la Renault è molto più veloce sul dritto. Ciò crea un equilibrio spettacolare, che esalta pubblico ed addetti ai lavori, oscurando la storica vittoria di Jabouille, prima in carriera per il pilota, per la Renault e per un motore turbo; senza contare che gli ultimi giri, per il pilota francese, sono stati un vero calvario, a causa di atroci crampi alla gamba destra provocati da un pedale del freno troppo duro. Tutta l’attenzione, comunque, è catalizzata dal duello per la piazza d’onore, con Villeneuve che la spunta. Dirà tempo dopo Arnoux: “Quel duello fu possibile perché io conoscevo molto bene Gilles come lui conosceva altrettanto me, eravamo rispettosi ognuno dell’altro. Nonostante i problemi di gomme  e di benzina siamo riusciti a dar vita ad un duello che rimarrà nel tempo“.

F1 GP FRANCIA 1979: VILLENEUVE VS ARNOUX, WHAT ELSE?

 

L’alternanza con Le Castellet prosegue, e la Formula 1 torna in Borgogna nel 1981. E’ ancora la Renault ad essere in pole, grazie ad Arnoux, che precede la McLaren di Watson e l’altra RE30 di Prost, questi due con lo stesso tempo. Brutto incidente al sabato mattina per Villeneuve, illeso dopo essere uscito di pista a 240 km/h all’altezza della Pouas. Lo starter fa confusione con il semaforo al via: dopo aver fatto scattare il rosso, non aspetta i canonici 4 secondi, azionando subito il verde; quindi, in rapida successione, fa riscattare prima il rosso e poi ancora il verde. Piquet (4° in griglia) passa al comando, su Watson, Prost, De Cesaris (McLaren) e Villeneuve, partito splendidamente dall’11° piazzola. Ancora male Arnoux che, come due anni prima, chiude il primo passaggio 9°, con l’ala anteriore danneggiata. I primi giri sono movimentati: Prost passa Watson, mentre Villeneuve, dopo esser stato per tre tornate 3°, cede il passo prima a Reutemann (Williams) poi ad Arnoux, in furiosa rimonta. La situazione presto si normalizza, con Arnoux che passa Reutemann per la 4° posizione (giro 33). Villeneuve si ferma nove passaggi dopo (problemi elettrici). Al giro 45, Reutemann si riprende la posizione sul pilota della Renault. Al 58° passaggio comincia a piovere e viene esposta la bandiera rossa, a soli 2 giri dal raggiungimento del 75% della distanza di gara. Qui si scatena il caos: il regolamento sportivo prevede che, in caso di mancato raggiungimento del 75%, ma con più di due giri completati, una gara sospesa vada conclusa, con classifica finale data dalla somma dei tempi delle due manche. Alcuni piloti, però, pensano che la gara sia terminata, con punteggio dimezzato, e scendono dalle vetture. Poi circola l’ipotesi che la stessa sia stata conclusa regolarmente; quindi viene comunicato che i 22 giri rimanenti saranno completati. La pioggia finisce quasi subito e, al momento della seconda partenza, Prost passa al comando, davanti a Watson, Arnoux e Piquet. Alain, però, deve fare i conti con un combattivo Watson, che nel corso del primo giro della seconda manche infila il francese alla Double Gauche de la Bretelle. Il nordirlandese, però, finisce lungo, permettendo a Prost di riprendersi la vetta della gara, mantenendola fino alla fine, e festeggiando la prima vittoria in carriera.

Alain Prost, nell’edizione 1981, ottiene la sua prima vittoria in carriera (foto da: f1fanatic.co.uk)

Dopo esser stato sede del Gran Premio di Svizzera nel 1982, con Keke Rosberg (Williams) che ottiene la prima vittoria in carriera e la vetta del campionato, Digione ospita la Formula 1 per l’ultima volta nel 1984. La griglia viene determinata dai tempi del venerdì, visto che il sabato è caratterizzato dalla pioggia. In pole c’è Tambay (Renault), subito avanti alla Lotus di De Angelis; seguono la Brabham di Piquet, la Williams di Rosberg e la McLaren del leader del campionato, Prost; Lauda è 9°, mentre le due Ferrari di Alboreto ed Arnoux sono 10° e 11°. In casa Ligier succede di tutto. Al venerdì, De Cesaris viene squalificato a causa dell’estintore di bordo trovato vuoto. Il patron del team, Guy, preso dall’ira, sfascia con lo stesso estintore la macchina del direttore di corsa, Chambelland, sacrificando quindi il pilota di casa Hesnault, 14° in griglia e addirittura 1° al sabato sotto la pioggia, in modo da permettere all’italiano di prender parte alla gara, pur dall’ultima posizione. Al semaforo verde, Tambay ha un’esitazione a causa di un problema alla frizione; De Angelis lo passa, ma alla prima staccata il pilota Renault riesce a girare di nuovo in testa. Alle loro spalle, Mansell (Lotus) precede Rosberg, Piquet e l’altra Renault di Warwick. I primi giri vedono la rapida rimonta delle McLaren di Prost e Lauda, che si portano in 2° e 3° posizione infilando De Angelis rispettivamente al 18° e al 21° giro. Prost, dopo aver seguito da vicino la Renault, è molto fortunato al giro 28, quando rischia di perdere l’anteriore sinistra in piena Pouas, controllando la sua McLaren e rientrando ai box. Il francese torna in pista 11°. Tambay non può star tranquillo, poichè adesso è Lauda a pressarlo, mentre si ritira Alboreto (turbo, giro 34). De Angelis, in seguito ad una sosta ai box non molto fortunata, lascia la 3° piazza a Mansell, che la manterrà fino alla fine. L’attacco di Niki si concretizza al giro 41, quando infila Tambay alla Combe. Un pit di ben 17.7 secondi, però, fa ripiombare Lauda alle spalle del francese (giro 55). Prost, risalito in 4° posizione, soffre per delle vibrazioni, e terminerà 7°. Lauda rimonta con facilità su Tambay, prendendosi definitivamente la vetta della gara in apertura di 62° giro. Considerato troppo breve per le esigenze dell’epoca, il circuito di Digione non vedrà più sfrecciare le monoposto di Formula 1.

Niki Lauda, vincitore dell’ultima gara disputatasi a Digione (foto da: en.espn.co.uk/Sutton Images)

Nei prossimi giorni, non perdete l’appuntamento con il circuito Paul Ricard di Le Castellet.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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