F1 Storia GP Francia: tutti i circuiti transalpini. Clermont-Ferrand

Dopo aver rivisitato i circuiti di Reims (clicca qui) e Rouen (clicca qui), il nostro viaggio attraverso i circuiti che hanno ospitato il Gran Premio di Francia continua. Per la terza puntata, ci spostiamo in Alvernia, in pieno Massiccio Centrale, per la precisione a Clermont-Ferrand, la città della Michelin. Qui, alle pendici del Puy-de-Dôme, si sviluppava il famoso Circuit de Charade, un tracciato tanto impegnativo e pericoloso da venir denominato “Piccolo Nurburgring“. Un concentrato di epicità e coraggio, da risultare uno degli emblemi dell’epoca dei Cavalieri del Rischio. Un circuito che, nel 1966, vide le riprese di alcune scene del film “Grand Prix“, di John Frankenheimer.

Jean-Pierre Beltoise in derapata, durante l’edizione 1969 del GP di Francia (foto da: itsawheelthing.tumblr.com)

F1 GP FRANCIA: CLERMONT-FERRAND (1965, 1969-70, 1972)

Le prime idee di un circuito dalle parti di Clermont-Ferrand risalgono al 1908, ma fino al secondo dopoguerra nulla si concretizza. Nel 1954, l’Association Sportive de l’Automobile Club d’Auvergne (o ASACA) prova ad organizzare una competizione automobilistica, da tenersi nel Luglio dell’anno successivo, lungo le strade della città. Il tutto salta a causa della tragedia di Le Mans, verificatasi un mese prima, la quale porta alla cancellazione di tutte le competizioni su suolo francese. La Federazione transalpina, però, spinge l’ASACA a studiare la fattibilità di un nuovo circuito, da situare sulle pendici del Puy-de-Dôme, per la precisione tra il Puy de Charade e il Puy de Grave Noire. Le due proposte principali furono presentate una dall’ex pilota Louis Rosier, l’altra da Jean Auchataire, presidente dell’ASACA. La prima viene bocciata poichè non c’era abbastanza spazio per box e tribuna principale. La seconda, invece, prevedendo l’attraversamento degli abitati di Thèdes e Manson, viene accantonata su consiglio di Raymond Roche, direttore di gara del circuito di Reims, il quale fa giustamente notare che non sarebbero mai state rilasciate le autorizzazioni necessarie. Così, Roche convince a costruire ex novo la zona comprendente sia i box che la tribuna principale, in pratica la parte conclusiva della pista.

Un’immagine della tribuna centrale del circuito di Clermont-Ferrand, durante una manifestazione d’auto d’epoca di inizio XXI° secolo (foto da: charade.fr)

Il risultato è un circuito intermedio tra le prime due proposte, con i lavori che, partiti nel Maggio 1957, si concludono con l’inaugurazione del 27 Luglio 1958, attraverso la disputa di F2 e della 3 Heures d’Auvergne, per vetture Gran Turismo. Il risultato è un tracciato di ben 8.055 metri, composto da 51 curve, caratterizzato da forti variazioni altimetriche (800 metri d’altitudine media) e da curve molto particolari, capace di mettere a durissima prova l’abilità dei piloti, oltre che da una sede stradale larga appena 7 metri. Dopo il breve rettilineo di partenza e una curva quasi ad angolo retto a sinistra, i piloti si lanciavano sul rettilineo più lungo della pista, avente la caratteristica di aumentare man mano la pendenza, fino a toccare l’8%, arrivando quindi alla Courbe de Manson, un lungo tornante destrorso in leggera salita. Quindi la pista seguiva da vicino la strada che da Manson portava a Charade, con tanto di muro divisorio in cemento per impedire alle monoposto di invaderla. La pista continuava a salire leggermente e, dopo una piega a sinistra, si arrivava in un tratto veloce, affrontando la rapida curva a sinistra Le Golf, dopo la quale si scollinava e si cominciava a scendere, giungendo dopo una nuova serie di curve al tornante Belvedere, a destra.

La configurazione classica del circuito di Clermont-Ferrand (foto da: en.espnf1.com)

Seguiva un tratto molto tortuoso e guidato, con curve in pendenza negativa e in rapida successione, come Les Jumeaux (I Gemelli), una coppia di pieghe a destra molto vicine tra loro, in apparenza molto simili. Dopo un’altra serie di curve, si entrava nella zona più veloce della pista, quasi pianeggiante, con la presenza di una susseguirsi di curve molto, molto veloci. Si cominciava con il Carrefour de Gravenoire (insieme di pieghe a destra, che andavano a formare un ampio curvone), La Carrière (altra veloce piega a destra) e il Carrefour de Champeaux. Questa lunghissima sezione veloce (all’incirca 2.5 km) terminava con uno stretto sinistra-destra (Virage de la Ferme), seguito da un nuovo tratto in accelerazione. A questo punto, i piloti si trovavano nel tratto del Petit Pont, un tornante a sinistra subito dopo il quale la strada riprendeva a salire il crinale, affrontando un ulteriore tornante, stavolta a destra (Epingle Marlboro). Seguiva la veloce e caratteristica Tertre de Thèdes (sinistra-destra con prima parte con punto di corda in salita, subito dopo il quale riprendeva la discesa). In accelerazione, dopo un’ulteriore piega a sinistra, i piloti giungevano all’ultima curva, ovvero il tornante Virage Rosier, a destra e con forte pendenza verso l’interno, dopo il quale si tornava sul traguardo.

F1 GP FRANCIA: UN GIRO VIRTUALE A CLERMONT-FERRAND

 

La Formula 1 giunge a Clermont nel 1965, 27 Giugno, e la firma è subito d’autore, con Jim Clark, su Lotus, che ottiene addirittura il Grand Chelem (pole, vittoria, giro record e gara sempre al comando), precedendo la BRM di Jackie Stewart e la Ferrari dell’iridato in carica, John Surtees. Un nuovo Grand Chelem arriva nella seconda edizione disputatasi su questa pista, nel 1969. L’autore è Jackie Stewart (Matra), che domina dall’inizio alla fine, precedendo il compagno di squadra Beltoise, bravissimo a risalire dalla 7° posizione, prevalendo in un gran duello con il ferrarista Ickx, superandolo a Gravenoire nel corso dell’ultimo giro. Da sottolineare come Jochen Rindt, a causa della nausea provocatagli dai saliscendi del circuito di Charade, decide di non usare il casco integrale; in gara, però, il problema si ripresenta, portando l’austriaco al ritiro.

Jim Clark taglia vittorioso il traguardo del GP di Francia 1965, il primo a disputarsi a Clermont (foto da: restoremania.com)

Nel 1970, Ickx realizza la pole, primo a scendere sotto il muro dei 3 minuti. Nel warm-up, però, rompe il motore e partecipa alla gara con il muletto. Ciononostante, il belga mantiene la prima posizione dopo il via, pur se messo sotto pressione da Beltoise. Dopo una decina di giri, il duo di testa vanta ben 21 secondi sul 3°, ovvero l’austriaco Rindt (Lotus), più a suo agio rispetto all’anno precedente. Nel corso del giro 15, Ickx comincia ad avere problemi al motore, venendo passato da Beltoise; ancora un passaggio e il ferrarista deve fermarsi, a causa di una valvola difettosa. Essendo praticamente una strada di montagna, il grosso problema del circuito di Clermont-Ferrand sono le forature, provocate dalle pietre presenti all’esterno e soprattutto all’interno delle curve, visto che la conformazione delle stesse spinge i piloti, in più punti, a tagliarle. E’ quello che capita al leader Beltoise che, a causa di una foratura lenta alla posteriore destra, perde tutto il vantaggio che aveva su Rindt, il quale lo passa insieme ad Amon (March) al giro 26. Dopo il pit l’idolo di casa riparte 10°, per poi ritirarsi a causa di un problema di pescaggio della benzina. Rindt riesce a tenere a bada il neozelandese, andando a vincere. Sul podio anche Jack Brabham.

La partenza del Gran Premio di Francia 1970, vinto da Jochen Rindt (foto da: primotipo.com)

L’ultima volta della Formula 1 a Clermont arriva il 2 Luglio 1972. La pole va ad un velocissimo Amon (Matra), davanti a Hulme (McLaren) e Stewart (Tyrrell). Non bene i piloti di casa: Cevert (Tyrrell), velocissimo nelle libere, si schianta nella parte finale del circuito, slogandosi anche un polso, ed è 7°; Beltoise (BRM), a causa di un guasto, è ultimo (24°). Il giorno della gara i piloti hanno ben presente l’avvertimento della direzione gara, la quale indica che il lavoro dei marshall addetti alla pulizia del tracciato dalle pietre non è stato completato. Lo start vede Amon mantenere la prima posizione, davanti a Hulme, Stewart (unico a correre con degli pneumatici Goodyear rinforzati) e Ickx, con la classifica che, nei primi passaggi, resta invariata. Da dietro, intanto, risale Fittipaldi (Lotus), che nel corso del 5° passaggio infila Marko (BRM), appropriandosi della 5° posizione. L’8° giro vede verificarsi l’evento che segna la fine della presenza di Clermont nel calendario iridato. In uscita da una curva, Fittipaldi esce leggermente di traiettoria, passando sul pietrisco; Marko, che lo seguiva a breve distanza, viene colpito da una pietra, che sfonda la visiera e lo ferisce all’occhio sinistro. Tenendo aperto l’altro occhio, l’austriaco riesce ad accostare, salvo svenire, venendo soccorso da Vic Elford. Una volta portato al centro medico del circuito, il disinfettante applicato dei medici peggiora irrimediabilmente la situazione, con il nativo di Graz portato in ospedale solo in serata. La carriera di Marko finisce qui. La gara prosegue. Al giro 17 Stewart infila Hulme, per poi prendersi la vetta della gara (giro 20), grazie alla foratura che rallenta Amon. I detriti continuano a mietere vittime, tra cui Hulme (giro 23) e Ickx (giro 29), entrambi all’inseguimento di Stewart al momento del problema. Lo scozzese, così, ottiene la seconda vittoria a Clermont-Ferrand, davanti a Fittipaldi ed Amon, bravo a risalire la china.

Helmut Marko, impegnato a Clermont nel 1972. Durante la gara, una pietra scagliata dalla Lotus di Fittipaldi gli fece perdere l’occhio sinistro e pose fine alla sua carriera (foto da: f1-history.deviantart.com)

Tutti questi problemi, uniti ad una pericolosità innata del circuito, la cui conformazione rende quasi impossibile il soccorso in caso di incidente grave, anche per la mancanza di strade laterali, porta all’abbandono della Formula 1, che si trasferisce a Le Castellet. Fino al 1988 il circuito continua ad essere utilizzato, ospitando F3, vetture sport e turismo, rally e gare in salita. Proprio negli anni ’80, però, le critiche sulla sicurezza del circuito crescono a dismisura (nel 1980, tra le curve Manson e Golf, una vettura fuori controllo finì su una postazione dei commissari, uccidendone tre). Nel 1989, così, viene costruita una bretella che, da metà rettilineo che portava alla Manson, conduce a poche centinaia di metri dalla Virage de la Ferme, mantenendo la parte finale e la zona dei box, con una lunghezza di 3.975 metri. Al giorno d’oggi, Clermont-Ferrand ospita una scuola di pilotaggio, oltre a delle gare minori.

La versione attuale del circuito di Clermont-Ferrand (foto da: racingcircuits.info)

Nel prossimo appuntamento, avremo un doppio viaggio, analizzando la versione Bugatti del circuito di Le Mans e Digione-Prenois.

 

 

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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