F1, Sauber in trattative con Mercedes e Honda per il 2018. E intanto Wehrlein ci sarà in Cina. Almeno nella FP1…

E’ un momento importante per la Sauber. Anche se siamo solo all’inizio della stagione 2017, il team con sede a Hinwil è già alle prese con due belle gatte da pelare. Da un lato abbiamo la fornitura della power unit per il 2018; dall’altro, invece, c’è la spinosa questione Wehrlein, con il nostro Antonio Giovinazzi, esordiente a Melbourne, sempre alla finestra. Ma procediamo con ordine.

Marcus Ericsson, durante i test del Montmelò. Nel 2018 la Sauber cambierà fornitore di power unit (foto da: uincar.ru)

Non è un mistero che la Sauber, quest’anno equipaggiata con la power unit Ferrari del 2016, stia progettando di abbandonare la fornitura della Scuderia, per rivolgersi altrove, Mercedes o Honda per la precisione. E’ la stessa Monisha Kaltenborn, team principal della scuderia elvetica, a confermare queste voci: “Abbiamo già discusso con la Honda, ma la nostra situazione è ancora del tutto aperta” – rivela la manager indiana a Motorsport.com – “Penso che abbiamo due alternative a disposizione. La scelta và presa in tempi brevi e se ciò avverrà non potrà che essere un bene per il team. La Mercedes costituisce un’altra ipotesi, ma ribadisco che ancora nulla è stato deciso“.

Per quanto riguarda, invece, la complessa situazione di Pascal Wehrlein, voci provenienti dalla svizzera danno per sicuro l’utilizzo del tedesco al volante della C36 in quel di Shanghai quantomeno per la PL1. In questo modo la Sauber potrà valutare le condizioni di Wehrlein, anche se la decisione sul se proseguire o meno il weekend, come in Australia, spetterà al pilota nativo di Sigmaringen.

In attesa c’è il nostro Antonio Giovinazzi, che ha ben impressionato il team nel suo debutto di Melbourne (clicca qui). Il pilota pugliese è già stato messo in preallarme dalla Sauber, in modo da essere pronto in ogni momento a saltare sulla C36, in caso di nuovo forfait di Wehrlein. Nel frattempo, comunque, Giovinazzi si è mosso anche in direzione Haas, modellando il sedile. Vero, la spiegazione primaria riguarda la possibilità di provare nelle prime libere di qualche GP anche con il team statunitense. L’intuito, però, spinge a monitorare attentamente la situazione di Kevin Magnussen, poco convincente in Australia.

Gianluca Zippo

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Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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