Tennis, 2019 “Alla Scoperta Di”: Alexei Popyrin

Il nome di Alexei Popyrin non può passare inosservato, strano, difficile, ma che non tradisce le sue origini dell’est Europa, eppure questo ragazzo ha tutte le carte in regola per poter dire la sua nel futuro del tennis.

Classe 1999, australiano, parla tre lingue, inglese, russo e spagnolo ed ha già avuto modo di allenarsi in giro per il mondo malgrado la sua giovane età.

(Fonte: Profilo Twitter Live Tennis)

Esempio perfetto di extraterritorialità, globalizzazione, di commistione di lingue ed etnie, Popyrin incarna la contemporanea modernità del ventunesimo secolo.

NOME ALEXEI
COGNOME POPYRIN
DATA DI NASCITA 05.08.1999
NAZIONE AUSTRALIA
RANKING 152
COLPO PREFERITO DIRITTO
HIGHLIGHTS W CHALLENGER JINAN

 

La vittoria sulla terra rossa di Parigi, nel Roland Garros juniores dello scorso anno, l’ha consacrato come uno dei giovani da tenere d’occhio nel prossimo futuro, quando tenterà il salto nei grandi.

Intanto Popyrin si sta godendo, ancora teenager, le prime esperienze nel circuito maggiore che, proprio nelle ultime settimane, gli hanno consegnato anche il primo successo in un eventi ATP.

(Fonte: Profilo Twitter Alexei Popyrin)

Nel torneo indoor di Basilea, infatti, il giovanissimo australiano, dopo aver superato le qualificazioni, ha sconfitto il ben più esperto connazionale Matthew Ebden, numero 39 del mondo, prima di cedere al neo “Maestro” Alexander Zverev in due set.

Poco prima, inoltre, anche nel torneo di Stoccolma Popyrin aveva centrato l’accesso nel main draw dal tabellone cadetto, cosa che gli era già successa, ad inizio anno, pure nell’evento casalingo di Sydney venendo sconfitto al primo turno, in entrambe le occasioni, sempre da un connazionale, John Millman.

Ma il 2018 non era previsto che fosse l’anno dell’esplosione ed infatti, giustamente, il suo staff tecnico ha preferito un approccio graduale nel mondo dei grandi con tentativi qua e là, qualora ci fossero i presupposti, ed un grande impegno riservato anzi negli appuntamenti Challenger, con il prestigioso primo successo a Jinan.

In questo modo, con un lavoro oculato, senza fretta, continuo e costante, Popyrin ha registrato un imponente balzo in avanti in classifica di be 470 posizioni, passando dal numero 622 con cui aveva aperto la stagione, al numero 152 con best ranking, poche settimane fa, di 148.

Insomma, i risultati, dati alla mano, danno ragione a chi ha preferito questo approccio meticoloso ed accurato che ha permesso al giovane ragazzo australiano di maturare esperienze in entrambi i circuiti, in questo difficile e pericoloso passaggio dal mondo juniores a quello pro, e di crescere sotto il profilo strettamente legato al suo gioco.

Bastano pochi suoi scambi per capire quali sono i due fondamentali su cui potrà costruire un tennis solido, potente e travolgente, il servizio ed il diritto, e non a caso il suo idolo è Juan Martin del Potro, al momento il miglior interprete di questo schema base.

Forte di una statuta che sfiora i 2 metri, per la precisione 1,96 m, Popyrin ha nel servizio, soprattutto per ora nella prima palla, un’arma potenzialmente disarmante.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale ATP Challenger Tour)

La velocità di palla, tanto secondo il suo staff, quanto secondo i suoi avversari, non è ancora massima e le potenzialità, in generale dei suoi colpi non sono ancora sfruttate nella loro totalità.

Intanto, però, servizio e diritto sono i colpi con cui il diciannovenne australiano dirige la e conquista la maggiore parte dei suoi punti, tra vincenti ed errori procurati, tra colpi piatti penetranti ed accelerazioni ragionate e consumabili un po’ in tutte le direzioni.

Il rovescio, bimane, è buono ma non ancora solido a sufficienza ed il dislivello tra i due fondamentali a rimbalzo risulta ancora troppo evidente, in particolare modo quando la pressione sale ed il braccio si irrigidisce.

Da un punto di vista atletico la situazione necessita di essere migliorata ma, per la sua predisposizione fisica, Popyrin non potrà mai diventare un “difensore” o comunque non potrà impostare la sua mentalità tattica sulla continuità da fondo campo, gli scambi lunghi e le difese ad oltranza.

La convinzione nei suoi mezzi non gli manca ma potrà solo cementificarsi, con il tempo e con l’esperienza che solo le grandi partite e i grandi tornei possono riservare.

Al momento, Popyrin tende ad essere ancora troppo negativo quando la situazione si instrada sui binari sbagliati, a lui meno congeniali, facendo un po’ fatica a risollevarsi e a reagire.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale ATP Tour)

Ma questi sono difetti connaturati anche alla giovane età e alla pressione di dover dimostrare qualcosa, pregio riservato solo a chi ha gli occhi puntati addosso e, quindi, il talento necessario per esplodere nel mondo dei grandi.

Un passo alla volta, rispettando i tempi dei vari step necessari per arrivare al traguardo tanto ambito, Popyrin potrà senz’altro dire la sua ma serviranno personalità e consapevolezza oltre al continuo lavoro sul campo su tecnica e tattica.