Tennis, 2018 “Alla Scoperta Di”: Sofia Kenin

Le ragazze statunitensi su cui poter puntare per il futuro del tennis, sembrano davvero tantissime, sintomo di un movimento che ha radici profonde presentandosi sempre florido.

Storicamente, infatti, a livello femminile, gli Stati Uniti hanno a più riprese dominato la storia del tennis e, se adesso, sembra realistico pensare ad una fine del regno delle sorelle Williams, ecco che avanza un plotone di nuove agguerrite leve.

Tra queste vi è, senza dubbio, Sofia Kenin, ragazza classe ’98 natia di Mosca, ma trasferitasi, ancora prima di compiere un anno, negli Stati Uniti, nel sud della Florida dove ha scoperto un forte amore per il tennis potendone coltivare uno spiccato talento

NOME SOFIA
COGNOME KENIN
DATA DI NASCITA 14.11.1998
NAZIONALITA’ STATI UNITI
RANKING 108
COLPO PREFERITO DRITTO
HIGHLIGHTS 3T  US OPEN

 

Come tantissime ragazze della sua età, anche Sofia Kenin ha sempre ammirato, fin da piccola, la campionessa russa Maria Sharapova, modello di riferimento per rubarne qualcosa in tecnica ed atteggiamenti, ma soprattutto in grinta, carattere e successo.

Non sorprende infatti l’enorme emozione provata da Kenin, nel recente Us Open, quando, dopo aver raggiunto un inaspettato terzo turno nel major di casa, ha potuto incrociare la racchetta, sull’immenso Artur Ashe Stadium, proprio con Maria Sharapova.

Osservando però, la giovane Kenin, si nota subito una differente altezza rispetto alla siberiana, perché Sofia non raggiunge il metro e settanta, e questo, in parte, non le permette di adottarne peculiarità e caratteristiche.

Ciò nonostante, il carattere è l’elemento che balza principalmente all’occhio guardando anche solo pochi punti della ragazza statunitense, grintosa, carica e battagliera proprio come Sharapova all’inizio della sua carriera ed ancora oggi.

Sofia Kenin ha già avuto modo di togliersi alcune buone soddisfazioni anche a livello di circuito maggiore, dopo un ottimo passato da junior, sfidando Pliskova ed appunto Sharapova sui prestigiosi campi di Flushing Meadows dove ha usufruito già di 3 wild card per muovere i primi passi tra le grandi.

Così, le doti di Sofia si sono palesate chiaramente davanti a milioni di spettatori, potendo scorgere in lei la stoffa della campionessa.

Il lavoro da fare, è tuttavia ancora tanto, perché la struttura fisica di Kenin è ancora in fase di sviluppo, e, al momento, la potenza è ancora poca rispetto ad altre già affermate colleghe.

Tuttavia quello che ha piacevolmente sorpreso della giovane statunitense è stata l’eccellente preparazione atletica e una notevole forza e resistenza nelle gambe che le permettono, non solo di poter usufruire di una leggiadra velocità, ma anche di un buon piazzamento sulla palla per controbattere alle bordate delle avversarie.

Infatti, la spiccata forza nelle gambe, consente a Kenin di mantenere con costanza una posizione con il baricentro basso durante gli scambi da fondocampo, riuscendo, in questo modo, ad evitare di perdere eccessivo terreno.

Inoltre questa posizione bassa e vicina alla riga di fondocampo, le permette di sfruttare, grazie ad ottime capacità di anticipo e a movimenti non troppo ampi di apertura, la velocità di palla della avversaria sopperendo ad una mancanza propria.

Per quanto riguarda i due fondamentali a rimbalzo, il dritto sembra essere quello più potente, fluido ed incisivo, ma è tuttavia una buona completezza da ambo i lati che caratterizza il suo gioco da “counter puncher” a tutto campo.

Kenin, inoltre ha dimostrato anche di possedere una buona mano, alternando, soprattutto sul suo lato sinistro, a rovesci regolari coperti, alcune variazioni in back per modificare ritmo dello scambio e posizionamento della palla sul terreno di gioco.

Inoltre non disdegna alcune soluzioni estemporanee come dropshot (più di rovescio che di dritto) e tagli in slice anche sul lato destro.

Tuttavia, sul lato destro, Sofia predilige il colpo piatto, coperto, perché è anche quello su cui sente più fiducia e confidenza, provando, anche spostandosi sullo sventaglio, ad andare per il vincente.

Nel movimento di questo colpo, per l’apertura ed il baricentro basso, ricorda un’altra ragazza americana, Melanie Oudin, tanto talentuosa, quanto sfortunata, vittima di tanti infortuni e costretta al ritiro appena venticinquenne.

Pur augurando a Sofia tutta un’altra, più fortunata, carriera, non si può non scorgere una certa somiglianza per quanto riguarda movimento e gestione di questo colpo, che la giovane statunitense gioca con estrema varietà di angoli e rotazioni.

Meno completo ed ancora piuttosto acerbo è il servizio, colpo sul quale, complice anche una statura nella media, Kenin non riesce ad essere pericolosa con continuità, restando talvolta alla mercé delle bordate in risposta della avversaria di turno.

Se la prima, soprattutto da destra con la doppia soluzione al centro ed in slice ad uscire, riesce ad essere qualche volta efficace, la seconda è ancora un vero e proprio assist sul quale avventarsi senza pietà.

L’impressione è che Kenin non riesca ancora del tutto a sfruttare la spinta delle gambe verso l’alto, in particolar modo proprio sulla seconda, e che fatichi, a volte, a gestire il lancio di palla, davvero molto alto.

Tanto lavoro, ma altrettanti margini di miglioramento per una ragazza che, nonostante la giovane età, con il ranking che si è guadagnata in questo finale di stagione, potrà iniziare progressivamente ad entrare nei tabelloni dei tornei più importanti del circuito maggiore.

Grinta e forza di volontà infatti, non mancano, e Sofia sembra davvero intenzionata a non perdere tempo per raggiungere i suoi grandi obiettivi che, con piccoli accorgimenti sui vari colpi e pillole di esperienza maturata sul campo, non tarderanno ad arrivare.