Sporting Lisbona-Juventus 1-1: qualificazione rimandata per i bianconeri, difesa ancora insufficiente

Nella parte finale della scorsa stagione era possibile leggere titoli giornalistici sportivi del tipo “Juve, la Champions ti fa bella”.

Ultimamente pare davvero che la faccia bruttina.

La Juventus vede sfumare la possibilità di blindare il passaggio del turno con un anticipo che sarebbe stato rassicurante.

Male ancora una volta la oramai blasonata-più nel male che nel bene-fase difensiva, che continua a evidenziare i suoi ben noti limiti: scarso coordinamento nei movimenti senza palla, scarsi riflessi della coppia di centrali difensivi Barzagli-Chiellini che ormai è collaudata, ‘fin troppo’ qualcuno direbbe – entrambi talvolta vittime di notevoli difetti presumibilmente legati al naturale logorio cronologico- improvvisa e inspiegabile immobilità in situazioni critiche.

Il tutto si sintetizza nell’azione del gol del vantaggio dei padroni di casa, intorno al 20’, con l’azione ben orchestrata dal giovane Gelson Martins che salta secco un Chiellini troppo impotente per essere vero, prima di scagliare il destro rasoterra su cui Buffon fa quel che può, prima del tap-in vincente di Bruno Cesar, il tutto con la complice assoluta immobilità di una retroguardia dei bianconeri-in giallo per l’occasione- che è già eccessivo definire tale.

Gli ospiti provano a scuotersi, con tanta buona volontà ma poca determinazione.

Cuadrado il migliore in campo dei suoi, le azioni più pericolose passano quasi tutte dai suoi piedi, come quella che capita poco dopo il vantaggio dei lusitani, la palla gol più pericolosa nel 1° tempo per gli ospiti, con il colombiano ad aprire sulla fascia destra per un altro dei migliori fra i bianconeri, De Sciglio, che crossa al centro per la testa di Khedira, fuori di poco.

I bianconeri aprono la seconda frazione di gioco come avevano concluso la prima, ma ancora senza essere incisivi. Cosa che invece riesce allo Sporting, vicino al raddoppio in almeno 2 occasioni, prima con le maglie larghe della difesa ospite a lasciare una prateria all’autore del gol Bruno Cesar, il cui sinistro dal limite dell’area manca di poco il bersaglio, e poi con il cross di Bruno Fernandes sul quale l’unica punta Dost non arriva per un soffio all’intervento sotto misura, facendo correre più di un brivido a Buffon.

Queste sortite offensive servono alla Juve per scuotersi dal suo torpore, trovando il gol del definitivo pari con il solito imprescindibile Cuadrado a trovare il varco vincente per Higuaìn che infila Rui Patricio in uscita con un pregevole tocco sotto. Il Pipita altra nota positiva di questa mediocre serata europea, al suo 3° gol di fila-dopo la doppietta al Milan nel big match di campionato-sembra essersi seppur temporaneamente ritrovato.

Il resto della gara scorre senza niente di eclatante da segnalare, con lo Sporting ormai ben chiuso ad eventuali attacchi in chiusura dei bianconeri.

Una prestazione sicuramente insufficiente e insoddisfacente per un gruppo reduce da 2 finali di Champions League negli ultimi 3 anni, e che a inizio stagione insinuava ambizioni di rivalsa dopo la disfatta di Cardiff.

Dalla cintola in su le cose tutto sommato funzionano, ma la tanto agognata fase difensiva continua ad essere decisamente da rivedere.

Max Allegri si ostina a riproporre un Barzagli che sembra non aver più molto da dare, preferendolo al meno esperto ma anche più fresco Rugani, oltre che a dar priorità al più blasonato ma spesso inadeguato Alex Sandro a scapito di un uomo di corsa, muscoli e sostanza come Asamoah.

Di positivo c’è che il passaggio agli ottavi non è certo compromesso, specie considerando il sorprendente pari senza gol del Barcelona in casa dell’Olympiakos.  Proprio i blaugrana saranno i prossimi avversari dei bianconeri in Champions, e se non si trovano soluzioni là dietro, potrebbero esser dolori.

Inoltre la Juve potrà finalmente rifiatare dopo 3 trasferte consecutive, affrontando nel prossimo impegno l’avversario forse più abbordabile possibile, il Benevento, ultimo in classifica con il poco invidiabile record europeo di 11 sconfitte nelle prime 11 giornate di campionato.   

 

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Salvatore Sabato

Informazioni sull'autore
Laureando in chimica industriale. Da sempre devoto alla cultura e al sapere. In generale, sapere, qualunque cosa, ritengo sia sempre importante. Una grande passione per il giornalismo. Anche - ma non solo - sportivo. Fiero di collaborare ormai da tempo a questo progetto.
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