Serie A, il Governo dà l’ok alla riapertura degli stadi

Giornata importante quella che si è consumata ieri per il campionato di Serie A. Una giornata di lavoro intensa, che ha visto il ministro dello sport Vincenzo Spadafora lavorare a un tavolo comune con il ministro della salute Speranza e quello degli affari regionali Boccia, i quali si sono riuniti insieme a Stefano Bonaccini, presidente della conferenza delle regioni, per delineare delle linee guida unanimi in vista della riapertura degli stadi.

Dopo l’iniziativa delllo stesso Bonaccini che, con un’ordinanza datata 18 settembre, aveva consentito l’accesso a un massimo di 1.000 spettatori negli stadi dell’Emilia Romagna, il Governo ha dato il via libera affinché una simile azione venga intrapresa anche dalle altre regioni. Bonaccini è stato infatti seguito “a ruota” dal governatore della Lombardia Fontana e dal presidente della regione Veneto Luca Zaia, il quale, con un’ordinanza emessa nella giornata di ieri, ha garantito l’accesso agli impianti sportivi sino al prossimo 3 ottobre. Ovviamente vi saranno delle regole ferree da seguire, a cominciare dal numero di spettatori ammessi: 700 negli impianti al chiuso, 1.000 in quelli all’aperto. Per quanto riguarda l’utilizzo delle mascherine, esse andranno sempre indossate se ci si trova al chiuso, mentre dovranno essere indossate all’aperto solo all’ingresso dello stadio e quando vi sia necessità di spostarsi dal proprio posto a sedere. I seggiolini verranno numerati preassegnati per garantire il distanziamento sociale.

Panoramica interna dell’ “Allianz Stadium”, fonte “Facebook”

Raggiunto questo primo obiettivo, restano da stilare una serie di direttive univoche che servano da linee guida per tutte le regioni. È stato questo lo scopo dell’incontro tra Spadafora, Speranza, Boccia e Bonaccini di cui sopra. Nelle parole del ministro dello sport riflettono proprio quest’esigenza e assumono il criterio della capienza dei singoli impianti per decidere il numero preciso di spettatori che potranno accedervi:

Al fine di non fare disparità tra le squadre, e in vista di una prossima apertura, ho chiesto che la decisione di riaprire gli impianti sportiva, assunta su iniziativa autonoma da alcune regioni, venisse estesa a tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è definire un protocollo unico che preveda una percentuale di spettatori in base alla capienza del singolo stadio”.

Riapertura stadi Serie A: le reazioni della governance calcistica

Una decisione, quella presa dall’esecutivo, che non ha tardato a suscitare un po’ di malumore tra i nostri vertici Federali. Il presidente della FIGC Gravina si è per esempio detto perplesso per la riapertura degli impianti che, ad oggi, interesserebbe solo la Serie A:

La riapertura degli stadi è una splendida notizia, ma il fatto che venga limitata ai soli impianti di Serie A, e non per gli altri campionati professionistici, mi lascia perplesso. I protocolli di sicurezza sono i medesimi per tutti e tre i campionati professionistici, dunque occorre equità anche su questo tema. Durante i mesi del Covid il calcio ha dimostrato grande responsabilità. Sono sicuro che verrà attuato il medesimo provvedimento anche per le Serie C e B, la cui attività inizia il prossimo fine settimana”.

Più “caustico” nei confronti del Governo il presidente della Lega Calcio Dal Pino, il quale ai microfoni di Radio Deejay ha lamentato la scarsa attitudine al dialogo dell’attuale governance sportiva:

A luglio, coadiuvati dagli esperti, abbiamo fatto uno studio di 300 pagine per discutere la riapertura degli stadi, ma non siamo mai stati presi in considerazione. Siamo grati al lavoro che il CTS sta facendo per tutta la nazione, ma da parte del nostro ministero dello sport il dialogo non è quello che dovrebbe essere. Mi dispiace, ma devo dirlo a voce alta: c’è poco ascolto nei confronti del nostro movimento”.

Accuse a cui il ministro Spadafora ha risposto parlando di un’attenzione costante riversatasi in “Un’attività continua e giornaliera di supporto. Solo per citare alcune cose: l’audizione al CTS richiesta da me lunedì per ridiscutere la boicciatura dei protocolli finalizzati alla riapertura degli stadi, non è stata affatto ignorata, come sostiene invece Dal Pino. La stessa audizione ha avuto come oggetto anche l’alleggerimento del numero dei tamponi, sul quale il CTS ha discusso nuovamente venerdì e ora attendiamo una risposta definitiva”.

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