Serie A 2019-2020: voti, pagelle, top e flop di fine campionato

Il campionato di Serie A si è concluso con la vittoria, l’ennesima, della Juventus targata quest’anno Maurizio Sarri. Questo torneo è stato tra i più vivi che mai, con i giochi Scudetto che si sono chiusi a sole due giornate dalla fine e hanno visto i bianconeri trionfare sull’Inter per un solo punto. Ma chi sono stati i migliori e i peggiori di questa stagione? Abbiamo provato ad analizzare le prestazioni dei singoli anche in base alle aspettative che c’erano su ognuno ad inizio anno e quello che poi hanno effettivamente reso. Ne sono usciti due 4-3-3 alla guida dei quali abbiamo messo anche il migliore e il peggiore allenatore.

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Logo della Serie A, fonte pagina “Facebook” ufficiale della medesima competizione

Serie A 2020: la top 11 della stagione

Gianluigi Donnarumma

Se la giocava con Szczesny, Handanovic e Sepe per la palma di miglior portiere. Alla fine abbiamo deciso di premiare lui perché, oltre ad essere terzo nel rapporto percentuale tra gare giocate e clean sheet, risulta essere il miglior pararigori (4/9) di questa Serie A. A 21 anni ha già messo assieme 178 presenze in campionato. Il record di Buffon rischia di vacillare.

Takehiro Tomiyasu

Dal Giappone con furore, passando per il Belgio. Il Bologna si è assicurato forse un dei migliori prospetti mondiali nel ruolo di terzino destro. 22 anni ancora da compiere, Tomiyasu ha già messo a segno un gol e tre assist nelle 29 gare di campionato disputate. Non male come primo anno in Italia.

Stefan De Vrij

Il centrale onnipresente dell’Inter: 34 presenze in campionato, quattro gol e tre assist, ma soprattutto tanta sicurezza data ad un reparto del quale lui è il riferimento centrale.

Marrhijs De Ligt

Il centrale olandese si è preso una maglia da titolare fisso dopo l’infortunio di Chiellini e, dopo qualche incertezza iniziale, lo ha difeso più che dignitosamente confermando quanto di buono fatto con l’Ajax.

Theo Hernandez

Un’ala aggiunta: sei reti e cinque assist per quello che è il difensore più prolifico della nostra Serie A. E pensare che c’è chi lo critica per le scarse attitudini difensive, ma il francese ha dimostrato di poter crescere anche in quel frangente.

Fabian Ruiz

Uno dei volti più positivi del Napoli che ha concluso una stagione appena al settimo posto. Lo spagnolo, nonostante qualche critica iniziale, ha dato il proprio contributo alla causa con tre reti e sei assist, giustificando l’interesse di squadre come Real e Barcellona.

Luis Alberto

Re degli assist e assoluto trascinatore della Lazio in campo. Dai piedi del brasiliano è passato gran parte del gioco della squadra di Inzaghi che, per certi tratti del campionato, ha mostrato di valere la vetta.

Dejan Kulusevski

D’Aversa lo ha sfruttato anche come mezzala, valorizzandone soprattutto la grande visione di gioco. Lo svedese lo ha ripagato con la bellezza di dieci reti e nove assist stagionali che gli sono valsi la nomina di miglior giovane di questa Serie A.

Paulo Dybala

MVP della stagione, nonché fulcro, insieme a Ronaldo, di una Juventus che ha rischiato spesso di smarrirsi. Le sue giocate sono state spesso decisive per sbrogliare matasse intricate come l’Atalanta nella gara di Bergamo. In più, ha vinto un’importante battaglia contro il Covid.

Ciro Immobile

La maglia del “numero 9” gi va di diritto sulle spalle visto quello che ha fatto anche in questa stagione: capocannoniere (per la quarta volta in carriera) e “Scarpa d’oro” eguagliando il record di Higuain: bisogna aggiungere altro?

Cristiano Ronaldo

Vicecapocannoniere capace di mettere a segno 31 gol in campionato, agganciando Felice Borel nella classifica all-time dei migliori marcatori in una singola stagione con la maglia bianconera. Il fenomeno portoghese non finisce di stupire e di aggiungere preziosi record alla sua collezione personale.

Allenatore: Ivan Juric

La palma del miglior allenatore dell’anno, non ce ne vogliano Gasperini e Conte, va a lui per come è arrivato sulla panchina scaligera: silurato da Preziosi ai tempi del Genoa, è stato in grado di riscattarsi, esprimendo uno dei giochi più belli dell’intero campionato, gestendo una rosa giovane che non ha mai rischiato nulla in ottica salvezza e, anzi, ha accarezzato anche l’Europa.

Top 11 Serie A 2019-20 (4-3-3): Donnarumma; Tomyiasu, De Vrij, De Ligt, Hernandez; Kulusevski, Alberto, Ruiz; Dybala, Immobile, Ronaldo. Allenatore: Juric

Serie A 2019-20: la flop 11

Ionut Radu

Arrivato al Genoa dall’Inter conl l’auspicio di farne un nuovo Handanovic, il rumeno ha subito 35 reti in 17 presenze, che hanno convinto il “Grifone” a puntare d’urgenza su Perin. Il resto della stagione lo ha trascorso da desaparecido a Parma.

Andrea Conti

Se la giocava con Danilo della Juventus, scegliamo lui perché simbolo di un Milan che, su quella fascia destra, non ha ancora trovato un reale padrone tra lui e Calabria. Cresce un po’, trascinato dalla squadra, solo nel finale di stagione, sintomo che il cambio di guida tecnica può davvero aver giovato

Diego Godin

A differenza di De Vrij il suo apporto e la sua esperienza si sono sentiti poco per un’Inter che si aspettava di più da un difensore capace di disputare due finali di Champions in carriera: che la sua avventura in Italia sia già giunta al termine?

Koffi Djidji

Era arrivato a Torino con l’intenzione di giocarsi il posto nella difesa a tre ma, dopo le prime apparizioni da titolare, è stato subito scalzato da Bremer che gli ha lasciato la miseria di 17 apparizioni complessive in campionato. Con lui in campo, il “Toro” incassa 11 gol in due partite da Atalanta e Lecce.

Leonardo Spinazzola

Una stagione vissuta a sprazzi quella del laterale ex Juventus, che a Roma non è riuscito a prendersi il posto da titolare fisso, venendo superato nelle gerarchie tanto da Kolarov quanto da Santon. La Capitale poteva essere il luogo adatto in cui emergere definitivamente, così non è stato.

Aaron Ramsey

Non fosse stato per gli infortuni, forse avremmo potuto ammirarlo meglio. Fatto sta che i quattro gol messi a segno non sono sufficienti a giustificare una sufficienza per un ragazzo che la “Signora” si aspettava potesse aggiungere tanta quantità e qualità alla sua mediana.

Bryan Cristante

Sarà che la mediana a due non è il sistema di gioco più adatto a lui, ma l’ex Milan e Benfica è spesso apparso l’anello debole del centrocampo giallorosso. Fonseca lo usa tanto anche per penuria di uomini, ma lui non sempre riesce a convincere con buone prestazioni. Nel prossimo mercato potrebbe essere tra gli indiziati a partire.

Adrièn Rabiot

Si è svegliato solo nel finale di stagione, meritandosi forse una conferma per il prossimo anno. Finisce comunque dietro la lavagna dei cattivi anche per via di alcuni atteggiamenti e dichiarazioni poco professionali nei confronti della società.

Federico Bernardeschi

Un gol e poco più nella stagione che ha forse definitivamente evidenziato la sua inadeguatezza per un parco attaccanti che conta fin troppe stelle e, dopo Kulusevski, punta ad aggiungerne altre. Se Costa sta bene, lui non vede il campo e questo deve far riflettere…

Mario Balotelli

La noa più dolente di tutto il campionato. Arrivato a Brescia con l’auspicio di salvare la sua città Natale e rilanciarsi ad alti livelli, “Super Mario” ha invece dilapidato l’ultima occasione della sua carriera finendo quasi in tribunale con Cellino.

Andreas Skov Olsen

Talento danese scuola Nordsjaelland, a Bologna non è riuscito a trovare la giusta continuità per incidere. Un solo gol in campionato e la concorrenza, piuttosto sofferta, di Orsolini. C’è comunque tempo per rifarsi.

Allenatore: Eusebio Di Francesco

Dopo le buone esperienze con Roma e Sassuolo, complce un mercato poco adatto al suo gioco, il mister abruzzese ha rischiato di bruciarsi sotto la “Lanterna”. Tre punti in sette gare avevano lasciato la Samp all’ultimo posto e gli erano costati l’esonero. Nel futuro c’è il Cagliari, per tentare di riproporsi all’attenzione generale.

Flop 11 serie A 2019-20 (4-3-3): Radu; Conti, Godin, Djidji, Spinazzola; Ramsey, Cristante, Rabiot; Bernardeschi, Balotelli, Skov Olsen. Allenatore: Di Francesco