Roma – Sampdoria 0-1, approccio sbagliato e personalità da ricostruire, ancora fuori dalla zona Champions

Nella serata di ieri all’Olimpico, la Roma esce tra i fischi dei suoi tifosi.

Florenzi sbaglia dal dischetto il possibile vantaggio giallorosso. Fonte: Serie A Youtube

Dall’euforia della Champions,  al buon cammino in campionato. Sono quattro sconfitte nelle ultime sette giornate, un tunnel da cui pare difficile uscire. 

In quest’ultimo incontro un aspetto è emerso più degli altri, ovvero quello della personalità. Perchè non si può spiegare come la squadra, ad un certo punto della stagione, collezionava risultati utili in campionato, con numerosi clean sheet. La classifica sorrideva alla squadra, accompagnata dalla sorprendente qualificazione agli ottavi di Champions. Tutto faceva presagire che questa fosse la stagione buona, per essere protagonisti in campionato, minare le certezze di Napoli e Juventus.

Invece, sono riemersi i problemi di personalità, di capacità di gestire i risultati, i momenti di difficoltà, di portare a casa i risultati. 

La serata all’Olimpico parte malissimo. Infatti i giallorossi non riescono a vedere la porta della Sampdoria, per quasi tutto il primo tempo.

La Sampdoria messa in campo da Giampaolo, parte alta, aggressiva sulle palle giocate dai romanisti, con grande densità in zona palla.

La Roma, invece, schierata da Di Francesco ha le punte esterne di piede opposto che vengono dentro al campo. In questo modo favoriscono la spinta dei terzini e le mezz’ali lavorare più dentro al campo, alle spalle di Dzeko.

Barreto si sposta nella zona di Nainggolan, Ramires, invece, su quella coperta da Strootman. Ma è soprattutto nella zona difensiva che vengono le maggiori difficoltà, con Manolas e Juan Jesus che faticano a costruire dal basso.

Con la densità fatta dalla Sampdoria, la zona centrale del campo occupata,si regala spazi praticabili in esterno.

La Roma, però, ogni qual volta riesce ad effettuare dei cambi di gioco, prende campo e riesce a giungere senza difficoltà nei 3o metri finali. ecco che si arriva alla note dolenti, all’incapacità della Roma di costruire un’azione di palleggio più veloce. Vengono palesati limiti nella ricezione, nella scelta del passaggio e nella lettura dei tempi di gioco.

La perdita di palloni, costringe la formazione ad allungarsi e a non ritrovare più la pressione alta.

Le mosse tattiche di Di Francesco, con l’inversione dei ruoli tra Under ed El Sharaawy, cambiano nettamente la sfida.  

Dopo il rigore giallorosso fallito da Florenzi, la Roma riesce a sfruttare gli spazi e le criticità, stranamente non accolte nel primo tempo.

La Roma riesce ad arrivare sul fondo con più costanza, le catene laterali funzionano benissimo, ma ciò che non va è la precisione e la determinazione sulle conclusioni a rete.

Giampaolo inserisce Kownacki per Caprari per dare più freschezza nelle ripartenze ai blcucerchiati, mentre Di Francesco inserisce Defrel al posto di Pellegri e Perotti al posto di Under.

Alvarez al posto di Ramires, Capezzi per mettere un elemento in più in difesa nella Sampdoria.

La partita la vince la formazione genovese che ha nella sua punta Zapata, un elemento utile nell’attaccare l’area di rigore, cosa che manca alla Roma, priva di un giocatore con tali attitudini.

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Lorenzo Carrega

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Giornalista Pubblicista. Esperienze in ambito giornalistico locale, non solo di sport, ma anche di cultura e tempo libero. La scrittura è la mia passione
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