Roma-Manchester United 3-2, voti e pagelle: “De Gea para tutto. Darboe e Zalewski non tremano”

Vince la Roma, ma passa il Manchester United. Si conclude ad un passo dalla finale, l’avventura in Europa League dei giallorossi.

Roma-Manchester United 3-2 (Dzeko, Cristante, Zalewski; Cavani, Cavani)

Quella che sembrava la serata del sogno impossibile si è trasformata, invece, nella serata dei mille rimpianti romani.

Una Roma bella e divertente si regala l’onore di battere (3-2) il Manchester United nella partita di congedo dall’Europa League e alimenta i pensieri riguardo quel secondo tempo dell’Old Trafford, troppo brutto per essere vero.

I giallorossi hanno tenuto alto l’orgoglio in tre dei quattro tempi complessivi giocati contro gli inglesi, ma restano interrogativi e rimpianti su quei 45 minuti che hanno, alla fine dei conti, decretato il passaggio del turno dei Red Devils.

La partita di oggi è un nobile canto del cigno per Paulo Fonseca e per la sua avventura europea in giallorossa che deve essere valutata in maniera assolutamente positiva. Le disattenzioni, come sempre, ci sono state e potevano costare caro. Ancora una volta Ibanez non è sembrato lucido nel gestire alcuni momenti di gioco e quando hai come avversario quell’incredibile macchina da gol quale Edinson Cavani, è inevitabile che il minimo regalo possa significare vantaggio.

La Roma, oggi, non ha avuto intenzione di scomporsi, nonostante le mille avversità di una partita che ha visto l’ennesimo infortunio muscolare (Smalling) e l’incredibile mole di parate effettuate da un sontuoso De Gea che nel primo tempo mostra quanta differenza può fare un portiere come lui, quando è in forma, e nel secondo si affida anche all’imprecisione degli avversari e ad una dose enorme di buona sorte.

Dzeko e Cristante ribaltano il match, Cavani sfrutta, nuovamente, l’errata fase di fuorigioco dei giallorossi. Alla fine è Zalewski a regalarsi il gol-vittoria all’esordio in una partita di tale importanza. Un gol fortunoso, ma significativo della prova del giovane polacco. Note positive anche da Darboe e da molti altri che, probabilmente spogliati dell’ansia dell’andata, hanno dato sfoggio ad una prestazione ottima, usuale di chi non ha nulla da perdere.

La Roma vince, ma è lo United ad accedere alla finale di Danzica, con tanti meriti, ma con qualche rimpianto giallorosso.

Le pagelle della Roma

Mirante 6: All’andata è stato una delle note negative. Oggi non ha particolari colpe.

Karsdorp 5,5: Complessivamente la partita è stata più che buona, ma pesa molto la disattenzione sulla marcatura su Cavani, che permette al Matador di colpire indisturbato di testa per il 2-2 che spezza le speranze capitoline.

Smalling 6: Non dura nemmeno mezz’ora la partita dell’inglese, costretto ad uscire dal campo per il riacutizzarsi dei suoi guai fisici. (dal 28’ Darboe 7: Esordio ricco di personalità per il ragazzo giallorosso. Viene buttato a sorpresa nella mischia e dopo un inzio “scolastico” prende in mano le redini della difesa. Sorpresa).

Ibanez 4,5: Fallisce, da pochi passi, il gol della speranza per poi sbagliare totalmente il posizionamento sul gol di Cavani. Non lo marca ma, allo stesso tempo, non fa neanche fuorigioco. Mancini si arrabbia con lui, lo stesso fa Fonseca e la memoria torna ai tanti gol subiti a causa dei black out del giovane difensore. Acerbo.

Bruno Peres 5,5: Il brasiliano non è autore di una brutta prova, ma il secondo gol degli inglesi è (anche) a causa di un suo errato ripiegamento. Ha la scusante di essersi infortunato ed è inspiegabile come la sostituzione non sia avvenuta subito. (dal 70’ Santon 6,5: Entra con il piglio giusto e ispira il gol-vittoria. Quando è in fiducia può essere un valore aggiunto).

Cristante 7: Il suo bolide preciso all’angolino, sembra poter dare speranza alla Roma. Purtroppo non è così ma la prestazione dell’azzurro è altisonante. Fa benissimo entrambe le fasi e regge il confronto con il centrocampo dello United.

Mancini 6: Tanta leadership, ma meno precisione. La scusante è che giocava in un ruolo non particolarmente consono alle sue capacità, nonostante abbia già dimostrato di saperlo fare.

Pedro 7: Sprazzi di vero Pedro. Lo spagnolo detta i tempi delle giocate dei suoi compagni e determina le maggiori pericolosità della fase offensiva giallorossa. Suo l’assist per il gol di Dzeko, si divora un gol importante, ma la Roma non è fortunata. (dal 76’ Zalewski 7: Benvenuto nel calcio europeo! Nonostante tutto si regala un gol (fortunoso) al volo contro il Manchester United in una semifinale di Europa League e Mayoral non gli dà la gioia dell’assist allo scadere. Non da poco).

Pellegrini 6,5: Tanta qualità e tantissimi inserimenti per l’azzurro. Forse il meno vistoso dei tre trequartisti, ma certamente il più funzionale nel fare determinate giocate, tra cui rubare il pallone che poi Cristante scaraventa in porta.

Mkhitaryan 6,5: Torna ispirato e perfetto negli inserimenti. Si traveste da bombardiere contro la porta difesa da De Gea, ma oggi lo spagnolo è un muro invalicabile.

Dzeko 6,5: Presenza importante in area di rigore. Gioca da gigante e domina gli scontri aerei nel quale, in uno di questi, riesce a segnare il primo gol giallorosso. Ha altre occasioni, ma De Gea non si supera oggi. (dal 76’ Borja Mayoral 5,5: Poco servito… ma quel tap-in a cinque minuti dalla fine, confezionato da Zalewski, poteva essere concretizzato)

Fonseca 6,5: Forse meritava di più perché la Roma gioca un match ineccepibile e diverte vederla in campo, però qualche imprecisione c’è stata. Mancini da mediano non ha reso quanto sperato, Ibanez ha sofferto molto e soprattutto, nell’occasione del secondo gol di Cavani è fatale la presenza di Bruno Peres che si era infortunato poco prima. Doveva essere sostituito, invece è rimasto in campo quel tanto che basta per tenere in gioco l’avversario. Il suo percorso europeo resta molto positivo e i rimpianti di quel secondo tempo inglese sono stati.

Le pagelle del Manchester United

De Gea 8: Nel primo tempo salva almeno 4 volte la sua porta e si dimostra in giornata di grazia. Nel secondo, al netto della grande bravura, è una calamita per il pallone. Volontariamente (e non) diviene decisivo per la sua squadra e ricorda perché, qualche anno fa, era considerato uno dei migliori nel suo ruolo.

Wan Bissaka 5,5: Poco propositivo in una gara che, comunque, non richiedeva troppi sforzi da parte dei giocatori dello United. Viene ricordato solo per l’ammonizione al 18’. (dal 46’ B.Williams 5,5: Non emoziona troppo in fase difensiva).

Bailly 6: Regge l’urto giallorosso, ma è meno presente rispetto al compagno di reparto. Soffre la velocità di Miky e Pellegrini, però compensa con un buon gioco aereo e un grande fisico.

Maguire 6,5: In una serata molto complicata per la fase difensiva dei Red Devils, l’inglese si distingue come il migliore. Dzeko non ha vita facile con lui e riesce ad anticipare le manovre giallorosse in più riprese.

Shaw 5: Primo tempo molto difficile per l’inglese che soffre le sortite offensive di Karsdorp. Il suo l’aveva già fatto all’andata e dopo solo un tempo, Solskjaer decide di risparmiarlo. (dal 46’ Alex Telles 5: Come se non fosse mai entrato. Pedro è sempre libero).

Van de Beek 4,5: AAA Cercasi quello straordinario calciatore visto ai tempi dell’Ajax. Del Donny versione lanciere non c’è veramente traccia e anche oggi lo United offre una copia sbiadita e fumosa dell’olandese. Impossibile ricordare sue sortite.

Fred 6: Sempre molto concreto. Fa il suo dovere al meglio e si gode anche l’assist per il primo gol di Cavani.

Greenwood 5: Si divora il gol del definitivo K.O. in modo clamoroso. Non una gran partita per un giocatore molto fantasioso, ma che oggi ha trovato davanti a se una Roma concreta.

Bruno Fernandes 7: Il portoghese è esportatore di qualità a livelli infiniti. Prezioso in ogni zona del campo e in ogni tocco di palla. L’assist per Cavani è l’ennesima giocata sullo stretto che solo uno come lui può capire e anticipare. Spaziale e fondamentale.

Pogba 5: “Passeggia” in mezzo al campo, forse sicuro che il risultato fosse già messo in ghiaccio. Oggi non è risolutivo. (dal 64’ Matic 6: Entra bene ed è fortissimo di testa).

Cavani 7,5: Bollito? Troppo vecchio? Oggi al Matador bastano due palloni per freddare Mirante e tra andata e ritorno ha timbrato quattro volte il cartellino (oltre ad assist e rigore conquistato). L’uruguagio lascia parlare tutti, intanto fa quello che sa fare meglio: segnare, sempre. (dal 73’ Rashford SV)

Solskjaer 6: Non c’era bisogno di strafare per guadagnare la finale di Europa League. Il grosso è stato fatto all’andata e gli errori di oggi, in fin dei conti, sono irrilevanti visto il risultato (complessivo) finale.

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