Roma, Di Francesco: “Derby e Scudetto? Abbiamo fame. Ecco cosa penso di Schick, Pellegrini, Dzeko e Totti”

È un Eusebio Di Francesco più fiducioso quello che si presenta alla vigilia di Svezia-Italia, durante una sosta che fa bene alla sua Roma, dopo il periodo più che positivo, culminato con la vittoria di Firenze, e il primo posto in Champions League nel girone con Chelsea, Atletico Madrid e Qarabag.

Di Francesco ha toccato tanti temi, partendo dal campionato italiano, che per lui è ancora nelle mani della Juventus, favorita perché abituata al doppio impegno, a un certo tipo di gare in cui c’è bisogno di una mentalità diversa, e lo stadio di proprietà, che per l’allenatore della Romaporta 10 punti in più in classifica.

I giallorossi, tuttavia, si stanno attrezzando perché “affamati” di vittorie, nonostante la forte concorrenza del Napoli, anche esso pronto a contendere il titolo alla Juventus, secondo Di Fra.

Il tecnico abruzzese ha anche parlato del caso Schick, fuori dal campo per infortunio, protagonista di un’intervista non del tutto felice. L’allenatore della Roma ha dichiarato di non aver avuto modo di parlare con il ragazzo, ma di aver saputo della cattiva interpretazione delle sue parole. Per quanto riguarda le condizioni del ceco, invece, sembra che in settimana tornerà in gruppo per poi mettersi in forma per la fine del mese. 

Qualche menzione anche per il derby, il primo da allenatore della Roma, che si giocherà al ritorno dalla pausa delle nazionali. Una partita difficile, contro una grande Lazio, che Di Francesco vuole affrontare senza snaturare le caratteristiche e la mentalità della sua nuova Roma. L’allenatore dei giallorossi ha parlato anche di singoli, in particolare di Lorenzo Pellegrini, che sembra già essersi integrato negli schemi e nella mentalità della Capitale, e che in qualche modo allo stesso Di Francesco ricorda sé stesso, anche lui “è più tecnico“.

Per chiudere, una menzione a Francesco Totti, che lo sta aiutando nella gestione ordinaria, senza entrare nel tecnico, più come uomo in più nello spogliatoio che come figura ingombrante, come in molti avevano pensato.