Le risse più famose della storia del calcio in partite e allenamento

Chi non si scorda la rissa il allenamento tra Zlatan Ibrahimovic e Oguchi Onyewu dopo un banale scontro in partitella? Oppure la scazzottata con sfondo “hot” tra Andy Carroll e Steven Taylor? Il mondo del calcio ha raccontato pagine di curiosi episodi di ordinaria follia, per i motivi più futili e per quelli più seri.

Che si tratti di una partita ufficiale o di una sessione di allenamento, i momenti di tensione in campo tra calciatori sono tutt’altro che rare. L’ansia di gioco e la voglia di dare tutto porta talvolta a esondare di fronte a una parola sbagliata, o a un fallo irruente.

Il mondo del football è pieno di episodi in cui la frase più innocua o l’azione più innocente e agonistica hanno dato luogo a diverbi, risse, che spesso hanno costretto i compagni di squadra a “sedare” gli animi, con le buone o con le cattive.

Ecco la nostra personale classifica delle 10 risse avvenute in allenamento o in partita, di calciatori più o meno famosi, in Italia e all’estero:

1. Aleksandar Mitrovic e Aboubakar Kamara (Fulham)

Quando si dice “guerra fratricida“. Non sempre le risse nascono tra avversari, alcune volte capita anche che una incomprensione faccia sfociare diverbi tra compagni di squadra, per le cause anche più nobili.

Così è successo tra Aleksandar Mitrovic e Aboubakar Kamara del Fulham  che, durante una partita di Premier League dello scorso anno, si sono trovati all’interno di un duello “fratricida” per la battuta di un calcio di rigore.

Ma, una volta concluso il match, il chiarimento tra i due non v’è stato, anzi. I due, infatti, si sono dati appuntamento in settimana per “finire” la regolata di conti, ed il parapiglia ha vissuto il “secondo tempo”.

Luogo dello scontro è stata la seduta settimanale di yoga, rito che il team inglese è uso praticare per rilassare i nervi e le gambe dalla partita di campionato o coppa.

Insomma, questa vicenda ha fatto capire che bisogna temere gli avversari in campo, ma anche un pò… i compagni di squadra!

2. Oguchi Onyewu e Zlatan Ibrahimovic (Milan)

Si può dire che siano l’uno il contrario dell’altro. Oguchi Onyewu e Zlatan Ibrahimovic, infatti, hanno una filosofia molto diversa della vita di atleta e di calciatore, soprattutto sotto il profilo mediatico.

Ritiratosi nel 2017 dal calcio giocato, il difensore statunitense di origine nigeriana, soprattutto in epoca milanista, nonostante il suo scarso impiego in campo, è stato coerente sotto il profilo “social” con l’immagine che tutti i tifosi rossoneri ricordano. Sobrio e schivo, ma possente e alto, una sorta di gigante buno. Non ha mai alzato la voce fino a quando non ha incontrato sulla sua strada un certo Zlatan Ibrahimovic.

Lo svedese non è mai stata una personalità semplice. Leader riconosciuto in quasi ogni spogliatoio da lui frequentato, si ricorda la sua “modestia” anche a livello sociale, con una autostima che esonda spesso, fino a dare l’impressione di essere strafottente.

Nella stagione 2010/2011 i due si ritrovarono insieme a combattere per il Milan di Allegri, l’ultimo prima dell’inizio dell’era juventina. Onyewu e Ibrahimovic diedero vita, durante un allenamento, a una vera e propria rissa, inaugurata da un “simpatico” testa a testa tra i due, per nulla propensi a lasciarsi intimidire l’uno dall’altro.

Molti compagni di squadra dell’epoca testimoniarono che per dividere i due si mossero in blocco quasi tutti i presenti, con mister Allegri costretto a sospendere la seduta.

3. Mario Balotelli e Micah Richards (Manchester City)

Basta un nome, per evocare una serie di aggettivi e situazioni che lo descrivono meglio di qualunque altro modo. Mario Balotelli è semplicemente Balo, il ragazzo bresciano giramondo.

L’essere ribelle è forse la sua caratteristica migliore. Il suo anticonformismo e il suo carattere spinoso ne hanno fatto un personaggio che in molti frangenti sovrasta il calciatore.

Ed è proprio tutto questo insieme che è forse stato il suo più grande limite. Il talento indiscusso infatti non è bastato, e la sua inclunazione per le sfide, oltre al poco pudore, lo hanno frenato nell’ascesa all’olimpo del calcio, e ciò lo ha reso famoso anche all’estero.

Se lo ricorda molto bene MIcah Richards, suo compagno di squadra all’epoca in cui giocava nel Manchester City di Roberto Mancini. Alla fine di una seduta di allenamento, infatti, i due, forse alla luce di momenti di tensione accumulati, sono venuti alle mani, con calci e spintoni che si sono susseguiti a volontà, con ben dieci compagni di squadra chiamati a sedare la rissa.

Le intemperanze nel corso della sua carriera lo hanno visto scagliarsi anche contro i suoi stessi tifosi. Indimenticabile è, infatti, la maglia dell’Inter lanciata a terra al termine della semifinale di Champions League che i nerazzurri giocarono nel 2010 contro il Barcellona.

 

4. Andy Carrol e Steven Taylor (Newcastle)

Ci sono delle risse che incutono orrore, rabbia, sconforto e stupore, e pi ci sono risse che sfociano per motivi….hot!

E’ quello che è successo tra Andy Carroll e Steven Taylor nel 2010, quando entrambi militavano nel Newcastle. Il secondo, infatti, iniziò una rapporto in chat con una delle ex fidanzate del gigantesco attaccante inglese.

Galeotto, poi, si rivelò la seduta di allenamento, nella quale i due “regolarono” la questione venendo alle mani, con l’ attaccante che decise di mostrare al compagno di squadra come non gradisse affatto quella “tresca”.

Le conseguenze più serie furono per Taylor, che si trovò con una mascella fratturata a seguito di un violento pugno.

Per fortuna di tutti (soprattutto dei rispettivi compagni di squadra), mentre Andy Carroll continua, dopo un girovagare che lo ha portatò dal Liverpool al West Ham, a militare nel Newcastle, Steven Taylor ora fa parte dei Well Phoenix, squadra statinitense. Se non altro almeno, con un oceano a dividerli, il pericolo di un loro “riavvicinamento” è scongiurato..

5. Freddie Ljunberg e Olof Mellberg (Svezia)

La scuola svedese è abituata a sfornare talmenti, basti ricordare le imprese in maglia Milan di Gunnar Nordhal e Gunnar Gren, oppure quelle di Nacka Skoglund nell’Inter di Alfredo Foni.

In tempi più recenti, invece, Zlatan Ibrahimovic e Freddie Ljumberg sono gli ultimi prodotti della scuola che tanta gloria hanno portato alla scuola del calcio, con i tifosi più anziani che ancora si emozionano pensando alla nazionale che, nel mondiale di casa del 1958, sfiorò il titolo iridato.

Ci sono alcuni svedesi che, oltre a brillare per la qualità del loro gioco, hanno dimostrato anche delle qualità “combattive” eccellenti. Ne sanno qualcosa Freddie Ljunberg e Olof Mellberg, il primo protagonista dell’ultimo Arsenal campione d’Inghilterra, e il secondo discreto difensore con un passato nella Juventus.

I due, durante un allenamento della loro nazionale, diedero il via a una rissa concitata, a seguito di una entrata oltremodo energica del terzino sul fantasista dei Gunners. Ma non finisce qui perchè, quattro anni dopo, i due si “beccano” nuovamente in spogliatoio, durante l’intervallo di un match che la nazionale scandinava stava disputando contro Trinidad e Tobago.

 

6. Joey Barton e Ousmane Dabo (Manchester City)

Alcune risse fanno simpatia, perchè si concludono con una stretta di mano, e scoppia la pace. Altre, invece, terminano in modo molto serio e hanno strascichi pesanti.

E’ quanto è avvenuto il primo maggio 2007 a Ousmane Dabo. Il centrocampista franco-senegalese all’epoca militava nel Manchester City e tra le file dei Citizens c’era un certo Joey Barton, estroso mediano inglese famoso per le sue intemperanze dentro e fuori al campo.

Durante una seduta di allenamento, l’inglese si è scagliato contro Dabo, procurandogli conseguenze fisiche serie, come la rottura retina, a seguito della quale si è visto protrarre un fastidioso mal di testa per molto tempo.

Il centrocampista ex Lazio ha successivamente denunciato Barton, il quale si è visto recapitare una multa di 100mila sterline. Episodio, questo, che ha di fatto calato il sipario sulla sua esperienza all’Ethiad Stadium.

7. Salvatore Sirigu e Tomas Rincon (Torino)

Ci sono delle risse che ti sembra impossibile possano essere nate, soprattutto se vai a vedere chi sono o protagonisti. E’ ciò che è accaduto nel maggio 2019, durante una sessione di allenamento del Torino al campo Filadelfia.

I granata, ancora in corsa per un posto in Europa League, sono sotto pressione agonistica e la voglia di ottenere qualcosa di straordinario è tanta. Puo accadere, quindi, che anche la personalità più schiva possa “far partire la brocca”.

E’ bastata una frase a Tomas Rincon, guerriero della mediana granata, per aggredire il suo portiere Salvatore Sirigu. I due, che si contraddistinguono per la pochezza di parole e la concretezza di squadra, sono venuti alle mani.

Grande lavoro “supplementare” anche per i loro compagni di squadra Lorenzo De Silvestri ed Emiliano Moretti, che hanno dovuto dividerli per evitare altri guai.

Certo, una situazione del tutto nuova, quando si è abituati a evitare certi impicci solo in area di rigore avversaria e nel corso di 90 minuti..

8. Robert Lewandovsky e Kingsley Coman (Bayern Monaco)

Per fortuna la differenza in campo la sanno fare eccome. In particolare l’attaccante polacco Robert Lewandovsky, uno degli attaccanti più forti del mondo, ma anche Kingsley Coman, giovane promessa ex Juventus.

Il centravanti della nazionale polacca, nonchè bomber del Bayern Monaco, è stato capace negli ultimi anni di segnare a raffica come si trattasse di bere un bicchiere d’acqua. Il centrocampista, poi, si è consacrato in maglia bavarese, facendo sportellate in mediana, facendo il lavoro sporco.

I due, se in campo sembrano ingranaggi di un ororlogio che segna sempre l’ora giusta, fuori non sembra possano andare altrettanto in sintonia, specie sul lato umano.

Nell’aprile di quest’anno, infatti, nel corso di una seduta di allenamento agli ordini dell’allora tecnico Kovac, sono venuti alle mani in partitella dopo essersele promesse. A dividerli è stato il difensore Jerome Boateng, appena prima che i due venussero allontanati e, subito dopo, richiamati in campo.

L’allenamento era chiuso alla stampa e ai tifosi, quindi dal lato dell’immagine hanno potuto, in un certo senso, mantenere “immacolata” la loro parvenza..

9. Neymar Jr. e Semedo (Barcellona)

Erano giorni roventi per il Barcellona e per Neymar, quelli dell’estate del 2017. Il bomber brasiliano, infatti, stava per scrivere la pagina più “gloriosa” del mercato dei calciatori dalla sua nascita.

L’asso dei catalani, la spalla e l’amico di Messi, stava consumando le sue ultime energie per il Barcellona, prima della grande svolta. Di lì a qualche settimana, infatti, Neymar verrà acquistato dai francesi del Paris Saint Germain per 222 milioni di euro, cioè la cifra più alta mai pagata per un calciatore.

Nonostante oggi si parli molto di un suo ritorno in blaugrana, all’epoca erano giorni di nervosismo e tensione alle stelle per lui e per la squadra. Testimone ne è stata una rissa che lo ha visto protagonista e che ha coinvolto anche il neoacquisto Semedo.

I due, dopo un intervento rude del difensore, sono venuti alle mani, prima che Neymar lasciasse l’allenamento.

I soldi possono tutto ma, a quanto pare, oltre alla felicità, non possono comprare nemmeno la calma.

10. Joe Gomez (Liverpool) e Raheem Sterling (Manchester City)

Una sconfitta non sempre insegna qualcosa, anzi, alcune volte innervosisce e la frustrazione porta al nascere di liti e incomprensioni, specie contro gli avversari.

Ne sa qualcosa Raheem Sterling, estroso terminale offensivo del Manchester City, che ha perso la testa contro Joe Gomez, difensore del Liverpool durante lo scontro diretto avvenuto ad Anfield Road lo scorso novembre..

Una sconfitta per 3-1 contro i diretti rivali al titolo di campionato, in effetti, non può passare come aria fresca. Ed è per questo che Sterling, con i punti che distanziavano i Citizens che andavano ad aumentare, ha preso di mira Gomez.

Alle minacce nel post partita, infatti, c’è stato il seguito nel corso del ritiro della nazionale inglese qualche giorno dopo. Sterling, nella mensa del centro sportivo dei leoni d’Oltremanica, avrebbe afferrato per il collo Gomez, con il resto della squadra che si è adoperata per separare i due e evitare che il tutto portasse danni fisici a qualcuno.

 

 

 

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