NBA 2018/19, Recap 22 Marzo: Harden da urlo. Bene Bucks e Nuggets. Lakers ufficialmente fuori dai Playoff

Sette partite nella notte, con un verdetto che entrerà nella storia della NBA degli ultimi 15 anni. Partiamo infatti dallo Staples Center di Los Angeles dove i Lakers, perdendo contro i Brooklyn Nets, ricevono l’ufficialità dell’eliminazione dalla corsa ai Playoff. Un verdetto atteso da tempo ormai, ma che fa comunque rumore, dato che si tratta della prima mancata partecipazione alla postseason di LeBron James dal 2004/05; un vero smacco per il Re, reduce com’era da 8 NBA Finals consecutive. Tornando alla partita, i Nets, sospinti da Joe Harris (26), dall’ex Russell (21+13 assist) e da Dinwiddie (19), la spuntano negli ultimi minuti; ai padroni di casa non bastano il career-high di McGee (33+20 rimbalzi e 6 stoppate), LeBron (25+14 assist e 9 rimbalzi) e Kuzma (18+5 rimbalzi).

Un fenomenale James Harden conduce i Rockets alla vittoria sugli Spurs piazzando il proprio career-high, ovvero 61 punti (foto da: youtube.com)

Fanno un passo probabilmente decisivo verso la testa di serie #1 i Milwaukee Bucks, grazie anche al contemporaneo ko dei Toronto Raptors con gli Oklahoma City Thunder. Al Fiserv Forum, la squadra di coach Budenholzer travolge i Miami Heat ed allunga a +3 partite sui canadesi. In evidenza Antetokounmpo (27+8 rimbalzi e 7 assist) e Middleton (18+10 assist e 8 rimbalzi), mentre nei floridiani il migliore è Whiteside (14+9 rimbalzi). Alla Scotiabank Arena, come detto poc’anzi, i Raptors cadono per mano dei Thunder, ora 5° ad Ovest. Una vittoria maturata nel secondo tempo (68-51 il parziale per gli ospiti) grazie all’ennesima tripla-doppia di Westbrook (18+13 assist+12 rimbalzi e 4 rubate) ed alle prove di George (28+6 rimbalzi e 5 assist), Schroeder (26+7 assist e 6 rimbalzi) e Grant (19). Nei Raptors, non sono abbastanza Leonard (37+6 rimbalzi), Siakam (25+5 rimbalzi) e Green (19+7 rimbalzi).

Restando nella Eastern Conference, ringraziano i Bucks gli Orlando Magic, che faticano all’Amway Center, battendo dopo un overtime i Memphis Grizzlies, avvicinandosi così a mezza partita dall’8° posto degli Heat. Ospiti avanti per gran parte del match, addirittura +14 a fine terzo quarto (95-81); poi parte la rimonta dei ragazzi di coach Clifford, culminata nel canestro della parità di Fournier (110-110) a 17″ dalla fine. Nell’overime, decisivo è il mini-break dei padroni di casa (1-6) negli ultimi 70″ di gioco. Sugli scudi Ross (31+7 rimbalzi), Fournier (27+8 rimbalzi e 6 assist), Vucevic (25) e Augustin (20+8 assist e 6 rimbalzi); nei Grizzlies, bene Dorsey (29+9 assist), Valanciunas (23+24 rimbalzi) e Holiday (22). Spostandoci ad Ovest, risalta la vittoria dei Denver Nuggets al Madison Square Garden di New York contro i Knicks; un successo che permette alla squadra di coach Malone di agganciare gli Warriors. A mettere la firma sulla W è il solito Jokic (21+17 rimbalzi e 5 assist); Mudiay (21+7 rimbalzi) e Knox (19) sono i top-scorer per i padroni di casa.

La prestazione più stupefacente della notte, però, arriva dal Toyota Center di Houston, ancora una volta da un James Harden sempre in modalità MVP. Il Barba guida i suoi Rockets al successo nel derby texano contro i San Antonio Spurs, 48 ore dopo i 57 rifilati ai Grizzlies, refertando il proprio career-high (61 con 19/34 al tiro e 7 rimbalzi). Un Harden capace di farne 27 su 36 dei suoi nel solo primo quarto, guidando al +19 d’inizio terzo periodo (47-66); ma gli Spurs non mollano, rientrano già prima dell’ultima pausa (81-81 al 36′), per poi portarsi sul +6 a 4’47” dal termine (100-94). Da lì in poi, però, Houston piazza un 5-17 che decide la sfida. Detto di Harden, negli Spurs in evidenza Forbes (20+5 rimbalzi), White (18+8 rimbalzi) e DeRozan (16+8 rimbalzi e 8 assist); discreta prova per Belinelli (11+2 rimbalzi ed altrettanti assist, con 4/7 dal campo).

Infine, alla Quicken Loans Arena di Cleveland, i Los Angeles Clippers sconfiggono i Cavaliers e si portano al 6° posto momentaneo nella Western Conference. A partire meglio sono però i padroni di casa (25-40 al 12′), anche se la reazione dei ragazzi di coach Rivers è praticamente immediata, e porta al -2 della pausa lunga (58-60) e al +9 a fine terzo quarto (92-83). Gli angeleni sembrano in controllo ma, nel finale, qualche errore di troppo ai liberi consente ai Cavs di avvicinarsi fino al -1 (109-108 con 10″ da giocare); Beverley fa 1/2 dalla lunetta (110-108 con 6.4″ sul cronometro), ma la tripla della vittoria di Clarkson non va a buon fine. Il top-scorer di serata è il nostro Gallinari (27 e 11/15 al tiro); positivi nei Cavs i vari Love (22+8 rimbalzi), Clarkson (20+5 rimbalzi) e Sexton (20).

Di seguito, il resoconto della notte:

MEMPHIS GRIZZLIES (29-43) @ ORLANDO MAGIC (35-38) 119-123 OT

LOS ANGELES CLIPPERS (43-30) @ CLEVELAND CAVALIERS (19-54) 110-108

DENVER NUGGETS (49-22) @ NEW YORK KNICKS (14-59) 111-93

OKLAHOMA CITY THUNDER (43-30) @ TORONTO RAPTORS (51-22) 116-109

SAN ANTONIO SPURS (42-31) @ HOUSTON ROCKETS (46-27) 105-111

MIAMI HEAT (35-37) @ MILWAUKEE BUCKS (54-19) 87-116

BROOKLYN NETS (38-36) @ LOS ANGELES LAKERS (31-41) 111-106

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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