NBA 2017/18, recap 7 Gennaio: Suns e Blazers sorprendono Thunder e Spurs

Domenica sera con cinque partite, in NBA, le quali hanno regalato non pochi spunti. Partiamo con le due sorprese che hanno caratterizzato questo 7 di Gennaio 2018, ovvero le sconfitte esterne patite da San Antonio Spurs ed Oklahoma City Thunder. I texani, che hanno nuovamente perso Leonard, stavolta per un infortunio ad una spalla, lottano con i denti in un infuocato Moda Center, ma devono arrendersi ai Portland Trail Blazers, vittoriosi grazie ad un canestro nel traffico di CJ McCollum a 5.9″ dalla fine. Proprio il #3 è il migliore nei Blazers (25+7 assist), aiutato da Harkless (19) e da Nurkic (17+13 rimbalzi). Alla squadra di coach Popovich non bastano le prestazioni dell’ex Aldridge (30+14 rimbalzi) e di un immortale Ginobili (26 con 6/9 da tre) che, dopo i 21 punti messi a referto a Phoenix venerdì, diventa l’unico giocatore nella storia NBA a realizzare due partite di fila con 20 o più punti a referto con 40 anni o più d’età.

Il canestro decisivo di CJ McCollum, che ha permesso ai Blazers di spuntarla in volata sugli Spurs (foto da: trashtalk.co)

I Thunder, invece, cadono alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix, sconfitti da dei frizzanti Suns, chiudendo il discorso nel quarto periodo. Sugli scudi Booker (26), Warren (23) e Bender (20, dei quali 17 nel secondo tempo, con 6 rimbalzi), mentre ad OKC non basta la consueta tripla doppia di Russell Westbrook (26+11 assist e 10 rimbalzi) e le prove di George (19+8 rimbalzi, ma 5/14 al tiro) ed Adams (18 con 9/11 al tiro). Quarta vittoria consecutiva per i Miami Heat che, all’AmericanAirlines Arena, la spuntano quasi sulla sirena ai danni degli Utah Jazz. Una sfida equilibrata e combattuta, che ad un certo punto sembrava in mano agli ospiti (95-87 a 4’36” dal termine), ma che alla fine ha sorriso ai floridiani, grazie al layup di Josh Richardson a 5.1″ dalla fine. Tutto il quintetto titolare di Miami va in doppia cifra, con Dragic (16+6 assist) e Tyler Johnson (16) ii più prolifici. Nei Jazz, si mette ancora una volta in luce Donovan Mitchell (27 con 12/25 al tiro), pur fallendo il buzzer-beater sulla sirena.

Tornano alla vittoria i New York Knicks, corsari all’American Airlines Center di Dallas, casa dei Mavericks. Sin dall’8-0 con cui si apre la partita, New York conduce sempre nel punteggio, non dando mai la chance ai padroni di casa di avvicinarsi. A 4’49” dalla fine, la W sembra saldamente nelle mani della squadra di coach Hornacek, avanti di 13 lunghezze (90-77). Nei minuti successivi, però, i Knicks vanno vicini al suicidio sportivo, beccando un 2-15 di parziale, per il pari Mavs sul 92-92 (2’28” da giocare). A risolverla ci pensano il floater di Jack (12+8 assist) e il 4/4 dalla linea della carità di Lee. A spiccare, comunque, è Kristaps Porzingis (29+8 rimbalzi), il quale vince il confronto con Harrison Barnes (25+7 rimbalzi). Infine, dopo 9 ko di fila, ritrovano il successo i Los Angeles Lakers, a segno allo Staples contro gli Atlanta Hawks, nella sfida tra le squadre con il record peggiore delle due Conference. Il momento decisivo della partita arriva nel secondo quarto, quando gli angeleni piazzano un parziale di 21-37. Ingram è il migliore (20+7 assist), ben supportato da Clarkson (18) e Randle (15+9 rimbalzi). Schroder è l’unico a salvarsi negli Hawks (27), mentre combina poco Belinelli (4 punti (1/7 al tiro) e 2 assist in 17′).

Di seguito, il riepilogo della notte:

UTAH JAZZ (16-24) @ MIAMI HEAT (22-17) 102-103

NEW YORK KNICKS (19-21) @ DALLAS MAVERICKS (13-28) 100-96

OKLAHOMA CITY THUNDER (22-18) @ PHOENIX SUNS (16-26) 100-114

SAN ANTONIO SPURS (27-14) @ PORTLAND TRAIL BLAZERS (21-18) 110-111

ATLANTA HAWKS (10-29) @ LOS ANGELES LAKERS (12-27) 113-132

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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