NBA 2017/18, recap 7 Febbraio: Houston non si ferma, LeBron salva i Cavaliers

La notte NBA appena trascorsa ha visto molte conferme, a partire dagli Houston Rockets. I texani, espugnando l’AmericanAirlines Arena di Miami, ottengono la loro sesta W di seguito e si portano ad appena mezza partita da Golden State, nella corsa al miglior record. I Miami Heat, invece, incappano nella loro 5° sconfitta di fila, nonostante l’ottima serata del duo Dragic (30+6 assist)-Richardson (30), e di Whiteside (16+17 rimbalzi). Al solito, i Rockets vengono sospinti alla vittoria da Harden (41+6 assist) e da Paul (24+7 rimbalzi e 7 assist), che si confermano come il backcourt al momento più competitivo della Lega.

Con un’altra grande prestazione (41), James Harden ha trascinato i Rockets anche in quel di Miami (foto da: youtube.com)

Continuano a vincere anche gli Utah Jazz e i Detroit Pistons, rispettivamente alla 7° e alla 5° vittoria consecutiva. La squadra di coach Snyder, adesso a sole 2.5 partite dall’8° posto ad Ovest, è corsara sul campo dei Memphis Grizzlies (5° ko di fila). Al FedEx Forum la decidono Rubio (29+8 rimbalzi) e Hood (18), mentre ai padroni di casa non bastano Harrison (23) e Marc Gasol (20+6 rimbalzi). La cura Griffin si conferma di qualità per la franchigia del Michigan, con i Brooklyn Nets sconfitti alla Little Caesars Arena grazie all’apporto dell’ex Clippers (25+7 assist), di Stanley Johnson (19) e di Drummond, dominante sotto i tabelloni (17+27 rimbalzi). Per gli ospiti, in evidenza Crabbe (34) e Joe Harris (18+6 rimbalzi e 6 assist).

Almeno per una notte, a Cleveland ritrovano il sorriso. Al termine di un’autentica battaglia, i Cavaliers si prendono il lusso (negli ultimi tempi tale è) di battere dopo un overtime alla Quicken Loans Arena i Minnesota Timberwolves. Un match molto tirato, prettamente offensivo (emblematico il 129-129 alla fine dei regolamentari), risolto dal solito LeBron James, autore di una tripla doppia (37+15 assist e 10 rimbalzi). The King, infatti, prima realizza la tripla che impatta a quota 129 (45″ sul cronometro); quindi, nell’overtime, mette a referto 9 degli 11 punti di squadra, comprese le due giocate decisive, ovvero la stoppata ai danni di Butler, sull’ultimo tiro di Minnesota (1.3″ alla fine), e, sulla rimessa successiva, il buzzer-beater della vittoria. Dopo LeBron, il migliore nei Cavs è stato J.R. Smith (20), mentre ai Twolves non sono stati sufficienti Butler (35+6 assist) e Towns (30+10 rimbalzi).

TWOLVES-CAVALIERS: STOPPATA E BUZZER-BEATER. COSI’ LA DECIDE JAMES

 

Tutto facile per i San Antonio Spurs, che maramaldeggiano alla Talking Stick Resort Arena di Phoenix, passeggiando sui padroni di casa dei Suns. Texani che aprono il match con un primo quarto da 28-9 di parziale, che all’intervallo lungo tornano negli spogliatoi sul +38 (69-31), e che arrivano a toccare un massimo vantaggio di +53 nel finale (123-70 a 3’44” dal termine). Il duo Aldridge (23+13 rimbalzi)-Mills (18) spicca negli Spurs; nei Suns, alla loro peggior sconfitta in 49 anni di storia, il meno peggio in questa disfatta è stato Len (14). Infine, non si è disputata la partita tra New Orleans Pelicans ed Indiana Pacers, in programma allo Smoothie King Center. Con New Orleans sotto un violento nubifragio, il match è stato rinviato a causa di alcune perdite dal soffitto dell’impianto, che hanno provocato delle pozzanghere ai bordi del parquet.

Di seguito, il riepilogo della notte:

BROOKLYN NETS (19-37) @ DETROIT PISTONS (27-26) 106-115

HOUSTON ROCKETS (40-13) @ MIAMI HEAT (29-26) 109-101

UTAH JAZZ (26-28) @ MEMPHIS GRIZZLIES (18-36) 92-88

INDIANA PACERS (30-25) @ NEW ORLEANS PELICANS (28-25) Rinviata

MINNESOTA TIMBERWOLVES (34-23) @ CLEVELAND CAVALIERS (31-22) 138-140 OT

SAN ANTONIO SPURS (35-21) @ PHOENIX SUNS (18-38) 129-81

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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