NBA 2017/18, recap 16 Gennaio: Davis abbatte i Celtics. Twolves ko con i Magic

La notte NBA ha visto la disputa di quattro partite, caratterizzate da due ko eccellenti. La sorpresa maggiore arriva certamente dal TD Garden di Boston, dove i Celtics vedono interrompersi la loro striscia di 7 vittorie consecutive, cadendo per mano dei New Orleans Pelicans, che invece ottengono la terza vittoria di fila (5-2 nelle ultime 7), seconda di fila all’overtime dopo quella del Madison Square Garden contro i Knicks. Come spesso è accaduto quest’anno, i Celtics si trovano a rincorrere, sotto di 12 ad inizio terzo quarto (60-48) e di 10 dopo 1’13” di gioco nel quarto periodo (90-80). Presi per mano da Kyrie Irving (27+7 rimbalzi), i Celtics piazzano un break di 6-21 che, culminante in una tripla di Theis, regala ai padroni di casa il +5 a 3’54” dalla sirena (96-101). New Orleans non ci sta, e torna avanti con due liberi di Davis a con 20″ sul cronometro (104-102). A mandare il match all’overtime è ancora Irving, con un canestro sotto misura ad 11″ dalla fine (104-104). Il supplementare è palpitante: Davis e Cousins fanno il loro, ma Boston replica e con Smart tocca il +3 con 2’11” da giocare (110-113). Ancora Boogie Man, con l’aiuto di Holiday, costruisce il mini parziale che decide la contesa, un 6-0 che porta NOLA sul 116-113 a 53″ dalla conclusione. Non si segnerà più, con Irving che, a 5″ dalla fine, sbaglia la tripla del pareggio. Per gli ospiti, da celebrare è ancora una gran serata di Davis (45+16 rimbalzi), ben supportato dal duo Holiday (23+7 assist)-Cousins (19+15 rimbalzi).

Anthony Davis è ancora super (45+16 rimbalzi) e i Pelicans espugnano dopo un overtime il parquet dei Celtics (foto da: twitter.com)

All’Amway Center di Orlando, i Magic fermano una striscia negativa di sette ko consecutivi, prendendosi lo scalpo dei Minnesota Timberwolves, quarta forza nel Wild West. Una partita molto equilibrata, che ha visto i padroni di casa passare decisamente al comando con un 4-12 a cavallo della metà del quarto periodo (87-94 a 4’07” dalla fine). Minnesota, nonostante gli sforzi, non riesce più a rientrare, dovendosi arrendere agli avversari. Nei Magic, Fournier piazza il proprio season-high (32), supportato da Augustin dalla panchina (18+6 assist e 6 rimbalzi). Ai Twolves non bastano Butler (28+7 rimbalzi), Gibson (18+7 rimbalzi) e Towns (15+12 rimbalzi). Al Pepsi Center di Denver, i Nuggets prima dominano, poi rischiano contro i Dallas Mavericks, riuscendo alla fine a portare a casa la W. I ragazzi di coach Malone, sospinti da Jokic (29+18 rimbalzi e 7 assist), Harris (25) e Barton (22+6 assist), volano via nel terzo quarto, fino al +23 a 4’04” dall’ultima pausa (59-82). Sembra fatta, ma i texani (Smith Jr. (25) il migliore), dopo aver chiuso sul -17 al 36′ (69-86), piazzano un quarto conclusivo da 33-19 di parziale, portandosi fino ad un clamoroso -1 a 10″ dalla fine (102-103), con un gioco da tre punti del rookie, prodotto di North Carolina.

A braccetto con i Nuggets, ovvero con lo stesso record (23-21), troviamo i Portland Trail Blazers, vincitori nella notte al Moda Center contro i Phoenix Suns. Padroni di casa in controllo per gran parte del match, allungando in maniera poderosa nel terzo periodo, quando il vantaggio raggiunge le 27 lunghezze (58-85 a 5’02” dall’ultimo intervallo). Nel quarto periodo, la squadra di coach Stotts si rilassa un pò troppo, ma i Suns, pur accorciando fino al -7, non impensieriscono mai realmente gli avversari. In evidenza per Portland Lillard (31+7 assist) e McCollum (27). A Phoenix, invece, non bastano Booker (43+8 assist e 6 rimbalzi) e Daniels (18). 

Di seguito, il riepilogo della notte:

MINNESOTA TIMBERWOLVES (29-17) @ ORLANDO MAGIC (13-31) 102-108

NEW ORLEANS PELICANS (23-20) @ BOSTON CELTICS (34-11) 116-113 OT

DALLAS MAVERICKS (15-30) @ DENVER NUGGETS (23-21) 102-105

PHOENIX SUNS (16-29) @ PORTLAND TRAIL BLAZERS (23-21) 111-118

*Tra parentesi, i record delle varie squadre.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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