MotoGP Malesia 2017, la gioia del Dovi: “Che dominio della Ducati”

Il campionato 2017 della classe MotoGP resta aperto fino all’ultima gara di Valencia, e il merito è tutto di Andrea Dovizioso e della Ducati. Nonostante una pista resa bagnata dalla pioggia caduta prima (e in misura minore durante) la gara, le GP17 hanno dominato la scena, con l’italiano che ha centrato la 6° vittoria stagionale e, grazie alla frapposizione di Jorge Lorenzo e Johann Zarco tra lui e Marc Marquez, 4° sotto la bandiera scacchi, ha ridotto a 21 i punti che lo separano dal rivale.

La festa di tutto il team Ducati nel box di Sepang, dopo la doppietta targata Dovizioso-Lorenzo (foto da: motogp.com)

E’ stata una vittoria più difficile del previsto. Dato il ritmo avuto venerdì sul bagnato, mi aspettavo una vittoria molto più agevole” – ha detto a caldo il Dovi a Sky Sport MotoGP HD – “Le condizioni, però,erano molto diverse, probabilmente perché c’era gomma a terra dopo tante sessioni sull’asciutto. La nostra moto comunque funzionava davvero bene e quando c’è così poco grip facciamo ancora di più la differenza. E’ stato uno strapotere Ducati, perché sull’acqua eravamo davvero forti oggi“.

Jorge ha guidato davvero bene e io non volevo correre rischi inutili, dato che l’anteriore tendeva a chiudersi con una certa facilità” – prosegue Andrea – “Fortunatamente, ad un certo punto anche Zarco ha dovuto alzare il ritmo. Ripeto, Jorge ha fatto una gran gara e alla fine credo che anche lui non abbia voluto fare cose da matto. Gli si è chiuso il davanti ed ha rischiato di cadere, quindi con il campionato ancora aperto non ci siamo messi a battagliare. L’ordine di scuderia? Non so se è stato fatto e io di certo non sono uno che chiede cose del genere. In caso contrario, è stata una scelta del team“.

In vista di Valencia, Dovizioso non ha intenzione di mollare e lasciare qualcosa di intentato: “Valencia è una pista su cui ho sempre fatto fatica” – sottolinea il ducatista – “C’è da dire che anche qui sull’asciutto non eravamo mai andati troppo bene. Però l’abbiamo approcciata davvero bene ed abbiamo portato a casa davvero il massimo, migliorando la moto in ogni turno. Dobbiamo cercare di fare la stessa cosa anche a Valencia“.

Soddisfatto della piazza d’onore Jorge Lorenzo (miglior risultato stagionale), il quale si mantiene sul vago riguardo l’eventuale ordine di scuderia: “Ho spinto molto nella fase centrale, ma Dovi mi ha ripreso un poco alla volta e alla fine mi ha passato” – spiega il maiorchino – “Ho cercato di seguirlo, ma sapevo che non era il caso di fare pazzie. Diciamo che ci ho provato al 90%, ma ho visto che avrei dovuto rischiare molto in frenata. Anche senza il mio errore all’ultima curva sarebbe stata dura tenerlo dietro. Non volevo commettere errori stupidi e la gomma anteriore scivolava molto. E non valeva la pena di rischiare di cadere per vincere“.

Prima della gara avevamo parlato nel team e sapevo quello che dovevo fare, ma ho cercato lo stesso di vincere. Non ho visto il messaggio che diceva ‘Mappa 8’. Ero molto concentrato e ho capito che me lo avevano mandato sul dashboard soltanto una volta arrivato al parco chiuso“, continua lo spagnolo, che poi invita a non considerare tutto già deciso riguardo al duello tra Marquez ed il compagno di box: “In questa categoria può benissimo capitare di cadere o di rompere un motore. Prendiamo ad esempio quanto successe a Rossi con Hayden nel 2006. Andrea ha poche chance, è vero. Ma nulla è impossibile“.

Sull’ordine di scuderia questo è l’autorevole parere di Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse: “E’ evidente che in certe situazioni bisogna pensare al team ed ai ragazzi che stanno lavorando a casa duramente per riuscire a portare a casa questo Mondiale. Dunque certe scelte, pur dolorose, vanno comunque fatte. Non raccontiamoci storie” – sottolinea Dall’Igna – “Sia Andrea che Jorge sono stati estremamente intelligenti nell’arco della gara, prendendo i rischi necessari per portare a casa questa doppietta. Bravi ad entrambi ed un grazie anche a Jorge, che oggi ha fatto sicuramente la sua parte. Se la doppietta fosse stata a piloti invertiti? In quel caso avremmo sicuramente sbagliato qualcosa“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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