MotoGP 2018 GP Austria Analisi Gara – Lorenzo vs Marquez, che show!

E’ stata una domenica ad alto contenuto spettacolare, quella vissuta al Red Bull Ring. Il circuito austriaco è stato il teatro di una magnifica lotta tra i futuri compagni di squadra in HRC, Jorge Lorenzo e Marc Marquez, con il ducatista a spuntarla di forza ed ostinazione, festeggiando il terzo successo stagionale. Ma ancor di più ride il Cabroncito che, con il 2° posto, allunga sia su Andrea Dovizioso, ieri 3°, che soprattutto su Valentino Rossi, che fa il massimo che poteva con la M1 in Austria, risalendo dalla 14° alla 6° posizione. Tante emozioni nelle categorie minori, che hanno entrambe sorriso al Tricolore. In Moto2, controsorpasso immediato di Francesco Bagnaia, che beffa all’ultima curva il rivale Miguel Oliveira, superandolo di tre lunghezze in classifica. In Moto3, Marco Bezzecchi la spunta su Enea Bastianini e su uno stoico Jorge Martin, allungando a +12 sullo spagnolo nella generale.

Il podio del Gran Premio d’Austria 2018, classe MotoGP (foto da: twitter.com/Michelin_Sport)

DUCATI: LORENZO, SPETTACOLO E GRINTA. DOVI PAGA LA MESCOLA MEDIA

C’è poco da dire. Da quando è stato annunciato il suo passaggio in HRC dal 2019, Jorge Lorenzo, eccetto qualche battuta a vuoto (vedasi il 7° posto di Assen ed il 6° del Sachsenring), ha ormai switchato il manettino in modalità ‘on’, scoprendosi anche pilota da bagarre, andando in controtendenza rispetto allo storico della sua carriera, che lo ha quasi sempre visto dare il meglio di sé quando, partito davanti, riusciva ad allungare nei primi giri, per poi martellare ritmi impossibili per gli avversari fino alla bandiera scacchi. Una gara dai due volti quella del maiorchino.

Jorge Lorenzo e Marc Marquez, protagonisti dello splendido duello al quale abbiamo assistito ieri al Red Bull Ring (foto da: twitter.com/Michelin_Sport)

Per metà all’inseguimento, prima difficoltoso poi sempre più concreto, della lepre Marc Marquez; poi in continua ed esaltante battaglia con il connazionale e prossimo, scomodissimo, compagno di box. Unico tra i big con una doppia Soft come scelta di pneumatici, Jorge parte guardingo rispetto al solito, mantenendo la terza posizione dopo la prima staccata. Subito dopo, alla Remus, l’attacco di Marquez sul Dovi gli permette di agguantare la seconda piazza, cominciando un tira e molla con il connazionale, teso ad evitare la fuga. Giro dopo giro, però, Marc guadagna terreno, sembrando potersi involare verso una vittoria in solitaria; alle sue spalle, invece, Dovizioso, con una doppia Media, lo incalza, con un ritmo potenziale che sembra migliore di qualche decimo del #99.

Andrea, però, non riesce mai a portare un attacco vero al compagno/rivale, che gli nega ogni velleità frenando profondissimo ed efficace ad ogni staccata. Anzi, pian piano Jorge ricuce il gap su Marquez e, non appena l’ha a tiro, lo infila in curva 1. Siamo ai -10 e qui cambia, in negativo, anche la gara del Dovi che, per non tamponare il posteriore della Honda #93, è costretto ad allungare la frenata e a finire largo nella via di fuga, ritrovandosi praticamente ad un secondo circa dai primi due. Inizialmente il gap sembra recuperabile, con il Dovi che arriva anche a 4 decimi da Marquez; poi però, le sue gomme alzano bandiera bianca e il forlivese è costretto ad accontentarsi del gradino più basso del podio.

La gioia di Jorge Lorenzo, che ieri in Austria ha conquistato il terzo successo del 2018 (foto da: twitter.com/tim_walpole)

La vittoria diventa una questione a due tra Jorge e Marc, che si apprestano ad esaltare il pubblico giunto numeroso sulle colline della Stiria. Marquez si butta dentro, con un grosso rischio, alla Remus; la contro-replica è immediata, e vede Jorge uscire come un proiettile dalla chicane 8-9, sverniciando la Honda prima della penultima curva. Il catalano da tutto per non lasciar scappare il pilota Ducati e regalarsi almeno una chance. Ai -3, Lorenzo arriva lungo ancora alla Remus, con Marquez che prova ad approfittarne e torna al comando; la risposta di Jorge arriva nuovamente in maniera molto rapida e, con un attacco estremamente deciso, si riprende la leadership in curva 10.

Ma non è affatto finita. Un giro dopo, e sempre alla Remus, Marc da pan per focaccia a Jorge, superandolo; all’inizio dell’ultimo giro, in curva 1, il #99 affonda la staccata e torna davanti. Le emozioni non terminano qui. Il Cabroncito, decisissimo a provare a vincerla, si aggrappa ai freni e si butta dentro alla Remus, cercando di impedire l’incrocio al rivale. Ma Lorenzo resta tutto all’esterno e, sfruttando la mostruosa accelerazione della GP18, riesce a restare davanti, proteggendosi poi benissimo ed andando meritatamente a trionfare per la terza volta in questo 2018 (vittoria #68 in carriera, per la Ducati la #44 in MotoGP).

Le due Ducati di Jorge Lorenzo ed Andrea Dovizioso, durante la gara in Austria (foto da: motogp.com)

Il Mondiale ormai, a meno di cataclismi, è andato visto il pesante gap accusato dai due di Borgo Panigale, con Lorenzo che comunque risupera Dovizioso al 3° posto nella generale (130 a 129). Tanti i rimpianti per Ducati, per i tanti punti persi tra errori e gare così così, soprattutto con una moto come la GP18 che, se non fosse per quel fenomeno di Marquez, sarebbe e non di poco il riferimento della griglia. Nel post gara, Ducati ha fatto una sorta di mea culpa nei riguardi di Lorenzo, con Tardozzi che ha affermato a chiare lettere: “Abbiamo regalato Lorenzo alla Honda“. Certo, parlare ex post è sempre facile. La realtà, comunque, è che con un pizzico di pazienza e qualche incontro chiarificatore in più, soprattutto dopo certe dichiarazioni giunte da entrambe le parti, forse avrebbe contribuito a scrivere un finale diverso.

HONDA: MARQUEZ, LE MANI SUL MONDIALE

Il Motomondiale 2018 sembra ormai inesorabilmente prendere la strada che porta a Cervera, con Marc Marquez che, in Austria, ha compiuto un altro passo, forse decisivo, verso il suo settimo titolo, il terzo consecutivo. Anche al Red Bull Ring il catalano ha dato sfoggio delle sue enormi qualità e, pur se alla fine la vittoria non è arrivata, può archiviare con il sorriso anche questo weekend. Un discorso, dicevamo, che vale soprattutto in ottica classifica. Con il 2° posto in terra austriaca (9° podio in 11 gare quest’anno, 111.esimo in carriera), Marquez ha visto aumentare il suo margine a +59 su Valentino Rossi, a +71 su Jorge Lorenzo e a +72 su Andrea Dovizioso. Se Valentino, a causa delle difficoltà della Yamaha, preoccupa ben poco Marc, importante è il margine sui due ducatisti. Un gap tale che potrebbe permettergli, volendo, di amministrare ogni gara da qui a Valencia.

Il sorriso di Marc Marquez, secondo in Austria e sempre più in fuga verso il titolo (foto da: twitter.com/HRC_MotoGP)

Ma torniamo a quanto successo ieri. Dopo la pole thrilling di sabato, ottenuta per appena 2 millesimi sul Dovi, dopo il warm-up Marquez opta per la Hard al posteriore. Al via, il Dovi per poche centinaia di metri riesce a passargli davanti, ma il Cabroncito si riprende la vetta subito alla Remus. Deciso a scrollarsi di dosso l’ingombrante presenza delle due Rosse, Marquez prende sin dai primissimi passaggi un ritmo sull’1:24.3, provando a sfiancare gli inseguitori e a scappar via. Il margine arriva fino al secondo ma, a cavallo di metà gara, il passo del pilota HRC si alza, permettendo alle Ducati di rientrare. Il lungo e palpitante duello con Lorenzo l’abbiamo già ripercorso interamente poc’anzi. Marquez ha dimostrato ancora una volta, su una pista sulla carta sfavorevole (o comunque più adatta ai rivali), la sua forza, il suo non voler mollare mai, provandoci sempre e comunque, oltre al saper dare tanto del suo oltre le qualità della moto (aspetto evidente visto dove si trovano gli altri ‘hondisti’). Ad otto gare dalla fine, solo una serie di errori potrebbero rimettere in piedi un campionato già segnato dal marchio di MM93.

YAMAHA: DAL DISASTRO SI SALVA SOLO VALENTINO

Il weekend del Red Bull Ring ha rappresentato una sorta di Caporetto per la Yamaha, il punto più basso, soprattutto sabato in Qualifica, sicuramente dell’ultimo decennio. Si sapeva che la pista austriaca sarebbe stata alquanto indigesta per la M1, soprattutto sotto il punto di vista dell’accelerazione in uscita di curva. Ma la situazione è stata ben peggiore delle previsioni, al punto da spingere la Casa di Iwata a fare pubblica ammenda, chiedendo scusa ai suoi due piloti. Sabato la miglior Yamaha è stata quella di Johann Zarco, 6° a +0.646; Vinales non è andato oltre l’11° posizione (+1.043), mentre Rossi ha dovuto subire l’onta dell’eliminazione in Q1, rimediando una misera 14° posizione di partenza.

Valentino Rossi, in sella alla sua M1, ha chiuso 6° in Austria (foto da: twitter.com/YamahaMotoGP)

In gara, ieri, solo il Dottore è stato capace di cavare qualche ragno dal buco. Dopo aver ricavato buone indicazioni dal warm-up, scegliendo una doppia Media, Rossi ha condotto una buona gara di rimonta, con qualche bel sorpasso e un ritmo più che discreto, il quale, partendo più avanti, gli avrebbe consentito di giocarsela a livello di Crutchlow, giunto 4° con 4.6 secondi di margine su di lui. Il 6° posto finale, chiaramente, porta Valentino a perdere ulteriore terreno da Marquez, ora a -59; ma la realtà dei fatti è tanto negativa che mai il pesarese ha esternato concrete speranze di titolo.

Molto peggio è andata a Maverick Vinales. Il doppio podio in Olanda e Germania è solo un ricordo e, dopo il precoce ritiro di Brno, in Austria arriva un deludente 12° posto. Un Vinales mai in gara, ancora una volta in grossa difficoltà nei primi chilometri, perdendo come troppo spesso gli accade varie posizioni. Dopo aver penato per metà gara circa addirittura dietro l’unica KTM di Bradley Smith, ai margini della zona punti, allo spagnolo è mancata la consueta progressione della seconda parte di gp, arenandosi in una zona ben poco nobile di classifica. In ottica 2019, ad Iwata c’è un enorme lavoro da fare. Soprattutto (se non quasi esclusivamente) con il software, ora che anche il team dice di essersi reso conto del fatto che questo sia il grosso tallone d’Achille della M1. Alla buon’ora, verrebbe da dire…

GLI ALTRI: POSITIVO CRUTCHLOW. NON CONVINCONO PETRUCCI E LE SUZUKI

Alle spalle dei primi, non c’è stato molto spazio per il resto della compagnia. Cal Crutchlow ha portato a casa un solido 4° posto, che gli permette di scavallare quota 100 punti, salendo a 103, in 8° posizione. Danilo Petrucci ha concluso in 5° posizione, lontano però sia dall’inglese che dai big, non riuscendo a sfruttare la sua Ducati su un circuito favorevole come il Red Bull Ring. Alle spalle di Rossi, in 7° posizione, ecco Dani Pedrosa, che non riesce a scollarsi dalla mediocrità nella quale è precipitato in questo 2018. Alex Rins, su Suzuki, finisce 8°, dopo un avvio scoppiettante, che aveva fatto pensare alla possibilità concreta di una gara diversa e più sotto i riflettori. Una Suzuki non al top, come dimostra anche il deludente 13° posto ottenuto da Andrea Iannone, a quasi 10″ dal compagno di box.

Proseguono le difficoltà di Johann Zarco, che peggiora il 6° posto ottenuto in qualifica con un 9° posto in gara, tenendo dietro a fatica le Ducati clienti di Alvaro Bautista e di Tito Rabat, rispettivamente in 10° ed 11° posizione. Un Zarco che ha subito, pur se per un solo punto, il sorpasso da parte di Petrucci, in vetta alla classifica dei piloti ‘clienti’. In una gara che ha visto ritirarsi il solo Xavier Simeon, hanno completato la zona punti l’unica KTM in gara, quella di Bradley Smith, e Nakagami. Classificati fuori dai primi 15 Syahrin, Aleix Espargaro, Miller, Morbidelli (19°), Redding, Abraham e Luthi.

MOTO2: BAGNAIA-OLIVEIRA, CHE DUELLO!

Sono loro, Francesco Bagnaia e Miguel Oliveira, i veri protagonisti della stagione 2018 della Middle Class, e loro se la giocheranno presumibilmente fino alla fine, in un duello che si preannuncia molto spettacolare. Come visto ieri in Austria, del resto. Il portoghese, sfruttando un’entrata un pò al limite di Quartararo ai danni di Bagnaia alla prima staccata, prende subito un buon vantaggio, mentre il rivale ci mette un pò per disfarsi di Jorge Navarro. Pian piano, però, Bagnaia si riporta sul pilota KTM. Il duello si accende ai -5, con l’attacco del torinese in curva 10; Oliveira riesce ad incrociare e si riporta avanti; il copione si ripete identico al termine del penultimo giro. Nel corso dell’ultimo passaggio, nuovo assalto di Pecco in curva 10, nuovo incrocio di Miguel in ingresso di curva 11; in uscita, però, l’italiano incrocia a sua volta, come il Dovi nel 2017 con Marquez, e va a vincere per la 5° volta in stagione.

Francesco Bagnaia batte in volata Miguel Oliveira, riprendendosi la vetta del Mondiale Moto2 (foto da: motogp.com)

Alle loro spalle, grazie ad una condotta di gara aggressiva, giunge Luca Marini, che conquista il terzo podio consecutivo, spuntandola in volata su un ritrovato Mattia Pasini e ringraziando una sciagurata caduta all’ultima curva dell’ultimo giro di Alex Marquez. Jorge Navarro finisce 5°, davanti a Brad Binder e Marcel Schrotter. In ombra Joan Mir (8°), mentre Fabio Quartararo ed Iker Lecuona completano la top-10. Punti per Romano Fenati (11°), Andrea Locatelli (13°) e Stefano Manzi (14°); 26° ed ultimo Lorenzo Baldassarri, dopo una scivolata in uscita dalla Remus che ha coinvolto anche Simone Corsi ed Augusto Fernandez. Ko anche Federico Fuligni. In classifica, Bagnaia guida con 3 punti su Oliveira (189 a 186), con un gap molto consistente sul primo inseguitore, Alex Marquez (-76).

MOTO3: BEZZECCHI TRIONFA, BASTIANINI DI RIMONTA. MA MARTIN E’ EROICO!

Tanto spettacolo anche nella Entry Class. Con una gara davvero da dominatore, dopo aver ottenuto la pole, condotta in testa dal primo all’ultimo giro ad eccezione di un chilometro scarso dalla Remus all’uscita della Bosch nel corso del quintultimo giro, Marco Bezzecchi ha ottenuto la seconda vittoria in carriera. Un successo che gli permette di allungare a +12 (158 a 146) su un fantastico Jorge Martin, incredibilmente competitivo nonostante l’operazione al radio sinistro patita poco più di una settimana fa. Lo spagnolo è stato l’unico ad insidiare davvero la leadership di Bezzecchi, chiudendo alla fine con un preziosissimo 3° posto, alle spalle anche di un Enea Bastianini autore di una rimonta impressionante dopo una partenza da censura, che lascia anche dell’amaro in bocca all’italiano del team Leopard.

La soddisfazione di Marco Bezzecchi, vincitore in Austria per la classe Moto3 (foto da: motogp.com)

A lungo protagonisti nel gruppetto di testa anche gli spagnoli Albert Arenas (superato da Martin proprio all’ultima curva) e Jaume Masià, alla fine 4° e 6°, inframmezzati dall’altro pilota Leopard, Lorenzo Dalla Porta, anche lui autore di una buonissima rimonta. Alle loro spalle, ben staccato, il nipponico Ayumu Sasaki regola la volata del gruppo degli inseguitori, davanti a Gabriel Rodrigo, Tony Arbolino (9°), Aron Canet e Fabio Di Giannantonio (11°), ieri non nella sua giornata migliore. Tutti gli altri italiani a secco di punti: Andrea Migno è l’unico a ritirarsi, cadendo all’ultima curva; Niccolò Antonelli chiude 22°, davanti a Nicolò Bulega (23°), Dennis Foggia (26°) e Stefano Nepa (27°). In classifica, alle spalle di Bezzecchi e Martin, Di Giannantonio paga un -37 dalla vetta, precedendo Canet (-40) e Bastianini (-41).

Il Motomondiale tornerà in pista nel weekend del 24-26 agosto, con il Gran Premio di Gran Bretagna in quel di Silverstone.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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