Milan, Montella traballa: Ancelotti o Conte per il futuro, Mazzarri, Paulo Sousa e Tuchel come traghettatore

I risultati negativi potrebbero portare all’esonero di Montella. Il Milan sogna Ancelotti o Conte per il futuro, ma potrebbe puntare su Mazzarri, Paulo Sousa o Tuchel come traghettatore fino al termine della stagione 

I proclami, il lavoro svolto, il mercato roboante, gli obiettivi e i sogni. Sono stati mesi davvero agitati per il nuovo Milan, che non convince del tutto. Colpa dei risultati, ottimi con squadre molto inferiori e deludenti con quelle dello stesso livello o, comunque, più competitive. C’è chi dice che il problema sia Vincenzo Montella, il cui futuro sicuramente non è più così saldo sulla propria panchina. 

Questione di risultati, appunto. Perché è sempre stato e sempre sarà il campo a rivelare la realtà. Da una parte, una tifoseria che esalta le scelte di Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli, che sicuramente hanno alzato tantissimo il livello della squadra, regalando al tecnico campano una rosa con almeno 18-20 titolari. Dall’altra, invece, un gioco che non convince e, soprattutto, sconfitte quasi umilianti. 

Finora il Milan è stata la squadra che ha giocato più di tutte nel calcio italiano: ben 11 partite. Lo score è di 9 vittorie tra campionato e coppa europea e 2 sconfitte. Ma c’è modo e modo di perdere. Ci può stare perdere a Roma contro la Lazio, ma non 4-1 e, soprattutto, non dando la sensazione che non si è ancora squadra, né un gruppo che, evidentemente, si squaglia di fronte alla prima difficoltà. E non si può perdere a Genova contro la Sampdoria senza tirare mai a porta, venendo dominati in lungo ed in largo e commettendo errori banali, perdendo tutti gli scontri. 

Questione di atteggiamento secondo la dirigenza rossonera, che ha voluto subito alzare la voce pubblicamente e privatamente, ponendosi in difesa di Montella, ma anche facendo capire che il suo futuro è legato sempre e solo ai risultati. 

Se sia proprio Montella il problema è troppo difficile da dire al momento. Sicuramente è difficile creare subito una squadra con 12 giocatori nuovi. Ma non è possibile che dopo 3 mesi ormai il tecnico non abbia ancora capito e deciso quale sia il modulo giusto, senza adattare i giocatori, ma esaltando le loro caratteristiche, e, soprattutto, su chi debba puntare definitivamente e chi, invece, deve fare solo da comparsa. 

Di tempo ce n’è poco, visto che il Milan gioca ogni 3 giorni e ha tutti mini cicli da 7 partite. Forse, anche per questo che difficilmente il duo Fassone-Mirabelli pensi all’esonero del tecnico, che ha dalla sua parte un contratto rinnovato lo scorso giugno fino al 2019, la stima di tutti e il background di un allenatore capace di far giocare bene le proprie squadre. Ma i risultati sono la priorità e vengono prima di tutto. 

Inutile dire che il grande sogno del Milan per il futuro, qualora non dovesse concludere il campionato tra le prime quattro posizioni, è uno tra Carlo Ancelotti, il cui futuro al Bayern Monaco è davvero appeso ad un filo, e Antonio Conte, che contattato in passato prima del rinnovo con il Chelsea. Ma, in caso di dipartita di Montella in corso di stagione, i nomi attualmente papabili sono altri. 

Il primo è Walter Mazzarri, che Fassone e Mirabelli hanno già avuto all’Inter. Il problema, però, è proprio il rapporto mai davvero decollato e un difficile addio successivo. Il secondo è Paulo Sousa, che piace per il gioco che fa esprimere alle proprie squadre, ma non convince per la sua incapacità di essere aziendalista, una priorità dopo aver speso 230 milioni di euro in sede di mercato. Il terzo, invece, è Thomas Tuchel, sicuramente il più importante attualmente libero da qualsiasi impegno, ma non si vuole rischiare un Frank De Boer 2.0

Insomma, c’è la netta sensazione che Montella resterà fino al termine della stagione sulla panchina del Milan, a meno di clamorose debacle e crolli incredibili ed impensabili. Ma per il futuro bisognerà arrivare tra le prime quattro posizioni, visto che c’è in gioco il futuro del club e una Spada di Damocle, di nome Elliott, pronta a calare sulla testa di Yonghong Li e Sino Europe Sport

Benito Letizia

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Direttore di Stadiosport. Giornalista Pubblicista, Laureato in Lettere Moderne e Filologia Moderna presso l’Università Federico II di Napoli. "Il calcio è vita".
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