Milan-Juventus 0-2, rossoneri poco concreti: il gioco c’è, la finalizzazione no!

Milan-Juventus è stata una partita giocata a viso aperto, con i rossoneri ben messi in campo che sono partiti fortissimo e hanno creato più palle gol degli avversari che, però, hanno vinto grazie a due giocate da campione assoluto di Higuain ed al miracolo di Buffon, che dirotta sulla traversa il tiro ravvicinato di Kalinic, incapace di mettere i panni del rapace d’area di rigore in più occasioni. Biglia ancora sottotono e giustamente sostituito. 

Il Milan ci sperava, i tifosi anche e le coreografie della curva rendevano onore alla storia celata dietro “Milan-Juventus“, un classico del calcio italiano che da sempre infiamma l’animo di milioni di tifosi sparsi non solo in Italia, ma nel Mondo

milan-juventus

La sfida non è di certo degna della storia dei due club, che hanno toccato picchi altissimi a livello europeo, comandando insieme in Europa e disputando anche una finale italianissima di Champions League nel lontano 2003, quando il calcio era diverso e non bisognava spendere 400 milioni di euro (la cifra spesa complessivamente tra Milan e Juventus nel calciomercato estivo). Tutto si basava sulla bravura nello scovare talenti e nel saper plasmare uomini, prima che calciatori. 

Oggi la differenza, invece, la fa soprattutto il portafoglio capiente ed i campioni che la squadra riesce a portare a casa spendendo fior fior di milioni. Ecco allora che si riapre il dibattito: “Il Milan ha fatto bene a spendere così tanto per molti buoni calciatori, o avrebbe dovuto acquistarne meno, portando però a Milanello almeno 2-3 campioni di assoluto livello?“. 

La sfida di ieri pomeriggio sembra dare una risposta scontata. Il Milan ha giocato una partita onesta, difendendo con ordine ed attaccando bene, pressando alta la Juventus (soprattutto ad inizio partita, quando i bianconeri sono entrati in crisi per i ritmi forsennati dei padroni di casa) e costruendo molte palle gol.

Il problema, però, è stato la mancanza di quel grande campione capace di trasformare in oro tutto ciò che la squadra costruisce, avendo, invece, nella Juventus un’avversaria che può contare sulle magie di un campione come Higuain (costato quasi 100 milioni) che inventa giocate incredibili e realizza due reti pazzesche, facendo tutta la differenza del Mondo. 

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La difesa rossonera non ha fatto una brutta partita, giocando con attenzione e lasciando poco spazio agli avversari, con Romagnoli che ha l’unica pecca, se così si può dire, di aver lasciato ad quella belva di Higuain quei pochi centimetri che gli sono bastati per stoppare la palla e sganciare la bomba dell’1-0. 

Zapata è stato il migliore del reparto arretrato, nonchè l’ultimo a mollare, mentre Biglia si è dimostrato ancora una volta inadeguato per questa squadra, incapace di costruire ed illuminare la squadra ed autore di grossolani errori. Suso non ha potuto mettere in mostra il suo estro, più che per demerito suo, per merito di Allegri, che gli ha costruito addosso una gabbia su misura, con Chiellini sempre pronto a sganciarsi dalla linea difensiva per andare a prendere lo spagnolo, Khedira pronto in raddoppio ed Asamoah prontissimo a triplicare.

Il Milan ha sfruttato bene gli esterni alti, con Abate e Borini abili ad andare sul fondo e mettere palle interessanti al centro per Kalinic, sempre in ritardo e capace di vanificare più volte azioni interessanti che avrebbero potuto (o meglio, dovuto) portare al meritato pareggio, in particolar modo, due traversoni tesi e messi in mezzo con i tempi giusti da Borini e di sbagliare un gol clamoroso dopo la spizzata di Calhanoglu che lo aveva messo davanti a Buffon: tiro dirottato dal portiere sulla traversa. La squadra costruisce, Kalinic non finalizza.

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Finchè la partita rimane aperta i rossoneri costruiscono e sfiorano il pareggio in più occasioni, ma quando Higuain riesce ad inventare anche il gol dello 0-2, il Milan perde la testa, esce dal campo e non ha il carattere per insistere e provare a riagguantare la partita. 
E’ la terza partita consecutiva a San Siro in cui il Milan rimane a secco di gol e, adesso, qualche domanda Montella dovrà iniziare a farsela: ora che l’assetto tattico è stato trovato, è giusto puntare ancora su Kalinc, o bisognerebbe provare a puntare su Andrè Silva (o Cutrone, che fino ad ora è stato l’attaccante che ha convinto di più)? 

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Gabriele Arcifera

Informazioni sull'autore
Vivo a Roma e sono laureto in Scienze politiche e relazioni internazionali alla Sapienza. Amo il calcio e la mia passione mi spinge a mettermi quotidianamente alla prova con un solo sogno nel cassetto: diventare un grande giornalista sportivo.
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