MCLAREN HONDA F1 Team

SCUDERIA MCLAREN F1: PILOTI JENSON BUTTON, FERNANDO ALONSO

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Difficile fare peggio del 2015. È il ritornello che presumibilmente ogni giorno i vertici di Mclaren e Honda si ripetono per venir fuori dall’incubo che stanno vivendo. Non si può definire diversamente, infatti, l’andamento del campionato appena trascorso che ha visto una delle scuderie più vincenti della storia di questo sport concludere l’anno in una desolante penultima posizione della classifica Costruttori, davanti alla sola Marussia e la sua coppia di piloti campioni del mondo Jenson Button e Fernando Alonso, rispettivamente al 16° e 17° posto.

Per non parlare degli innumerevoli ritiri e dello strano incidente occorso all’ex ferrarista nei test invernali a Barcellona in preparazione del campionato. Come per dire il buongiorno si vede dal mattino. Per Ron Dennis, ritornato al timone del team che ha diretto con grande successo per decenni, l’inferno del 2015 è stato un passaggio fisiologico in vista di un futuro radioso della nuova era del sodalizio Mclaren-Honda al fine di consentire al colosso giapponese di fare esperienza e conoscere a fondo la nuova realtà tecnica della F1 rappresentata dalle power unit ibride.

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SCUDERIA MCLAREN IN SINTESI:

SedeWoking, Gran Bretagna
NazioneGran Bretagna
Amministratore delegatoRon Dennis
Team principalChristian Horner
Responsabile tecnicoEric Boullier
MonopostoMP4-31
MotoreHonda RA616H
Presenze779
Vittorie182
Titoli iridati8 (1974, 1984, 1985, 1988, 1989, 1990, 1991, 1998)

Nuova Mclaren Mp4/31 Formula 1 2016:

Questo che sta per iniziare dovrebbe essere quindi il Mondiale del riscatto ma le premesse sono tutt’altro che incoraggianti da ciò che la nuova Mp4/31, dalle scelte aerodinamiche ancora più coraggiose e filanti del modello 2015, ha messo in mostra in Spagna nelle ultime settimane di test. Tanti i problemi di assetto e di equilibrio globale del telaio ma almeno sul piano dell’affidabilità, grande tallone d’Achille dello scorso anno, le cose sembrano essere migliorate.
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I responsi delle prove precampionato ovviamente vanno sempre presi con le pinze ma le difficoltà sono ancora tante per poter sperare in un campionato davvero dignitoso. Alla Honda, inoltre, c’è stato un cambio al vertice con il siluramento del responsabile del progetto F1 Yasuhisa Arai. Insomma, all’orizzonte del 2016 si staglia un grande punto interrogativo per Mclaren e Honda, ancora lontane dal costruire un pacchetto telaio-motore competitivo. 

Storia Scuderia Mclaren Formula 1:

La scuderia britannica, dunque, anche per questa stagione sembra destinata a recitare il ruolo della nobile decaduta, considerando i gloriosi trascorsi del passato. Tuttavia, assieme alla Williams, rimane il team inglese più importante sopravvissuto a crisi e cambiamenti, oltre che antagonista storico della Ferrari.

La scuderia venne fondata nel 1963 dal pilota neozelandese Bruce Mclaren debuttando in F1 nel 1966 con una monoposto, la M2B costruita in mallite. Nel ’68 giunsero le prime, importanti affermazioni grazie allo stesso Bruce Mclaren nelle vesti di pilota-costruttore e di Danny Hulme che consentirono alla squadra di ottenere un prestigioso secondo posto tra i Costruttori.

La scalata verso il primato avvenne nella prima metà degli anni Settanta, decennio che inizio malissimo per l’improvvisa morte del fondatore Bruce, perito in un incidente mentre collaudava la vettura destinata alla categoria Can-Am. Le redini del team furono prese da Teddy Mayer che, assieme al socio Phil Kerr, prima riuscì a siglare l’accordo di sponsorizzazione con la multinazionale del tabacco Marlboro e successivamente condusse la Mclaren alla vittoria di due titoli mondiali, nel 1974 con Emerson Fittipaldi (vittoria nel Mondiale Piloti e Costruttori) e nel 1976 con James Hunt.

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Nel 1981 a Meyer subentrò Ron Dennis al timone della scuderia e per la Mclaren si aprì l’epoca più gloriosa della sua storia in F1 con i trionfi nei campionati 1984, ’85, ’86, ’88, ’89, ’90 e ’91. Gli ultimi quattro conquistati con i propulsori Honda V6 turbo, V10 e V12 aspirati. Le vetture bianco-rosse furono portate al successo da campioni come Alain Prost e Ayrton Senna. Meno fortunati gli anni Novanta quando, a seguito dell’accordo di motorizzazione con Mercedes, giunsero i due titoli di Mika Hakkinen nel 1998 e ’99.

Da quel momento sono stati necessari dieci lunghi anni per rivedere la Mclaren in cima alla classifica finale e fu Lewis Hamilton ad interrompere il digiuno nel 2008 in un finale thrilling contro la Ferrari di Massa. Il team di Dennis avrebbe potuto fregiarsi del titolo già l’anno prima ma la brutta vicenda della spy story condizionò negativamente l’andamento della stagione con l’annullamento dei punti nella classifica Costruttori inflitto dalla Fia. Dal 2014 Mclaren e Honda sono tornate a correre insieme ma con risultati, finora, molto deludenti.

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Carlo M.

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Responsabile editoriale, appassionato di Sport (Calcio - F1 - MotoGp)
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