Malagò: “Modello tedesco”. Rizzoli e Tommasi: “Sì ripresa Serie A. Cambierà rapporto arbitri-calciatori”

La Serie A è pronta a ripartire il prossimo 13 giugno (al massimo il 20). Sulla possibile ripresa si sono espressi quindi Gianni Malagò, presidente del CONI, Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri e Damiano Tommasi, presidente dell’AIC.

La Serie A, come si legge ormai da ogni parte, è pronta a ripartire il prossimo 13 giugno (con possibilità che si possa slittare al 20). Saranno sicuramente felici FIGC e Lega Calcio che già da marzo pensavano incessantemente a come e quando ripartire.

Ora che la conferma della ripartenza è vicinissima non resta che sistemare gli ultimi “dettagli” per riprendere in “sicurezza”. Della questione “ripresa” hanno quindi parlato nuovamente Gianni Malagò e Damiano Tommasi, con il designatore degli arbitri, Nicola Rizzoli, che ha detto la sua in merito alla posizione dei fischietti nostrani nella faccenda.

Il numero uno del CONI, ospite di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa, ha detto la sua sulla ripresa della Serie A e ha elogiato il modello tedesco che ha permesso alla Bundesliga di ripartire. Questo il commento di Malagò:

Oggi sono successe diverse cose, il ministro Spadafora ha parlato della volontà di trasmettere, così come si sta facendo in Germania, una diretta gol delle partite in chiaro, per consentire agli italiani meno rischi di assembramento. La mia opinione è che il ministro ha detto questo, in modo chirurgico, perché si parla tanto del momento tedesco, giusto averlo come riferimento, ma non si può prenderne solo un pezzetto. In realtà loro hanno sistemato anche le altre cose: l’accordo con il broadcaster, hanno fatto l’accordo con i calciatori, dalla Bundes hanno coinvolto anche la loro serie b e lega pro, invece qui ci sono ancora molti punti interrogativi. Io dico anche un’altra cosa: oggi la FIGC ha mandato un protocollo per le competizione, anche qui c’è un modello tedesco, con tante cose che non si devono fare. La federcalcio sta rispondendo alle esigenze che ci sono. Io tra il calcio giocato e non giocato sto da parte di quello giocato, ma questa non doveva essere una cosa obbligata se altri aspetti non lo permettevano. Si partirà il 13 o il 20, però penso che non è così scontato che tutto finisca e tutto vada bene. Il modello tedesco è applicabile se lo prendi per intero, ci sono altri campionati che tornano a giocare e sono più simili al nostro. Oggettivamente c’è una situazione non chiara per i calciatori. Adesso ci sarà una corsa contro il tempo, prima che si ricominci a giocare. A fatica questa barca sta partendo, ma la cosa è complessa, il mio è un attestato di realismo.

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Ripresa Serie A: le posizioni di Tommasi e Rizzoli

Della “situazione non chiara per i calciatori” ha invece parlato Damiano Tommasi, presidente AIC, che in un’intervista rilasciata a Sky Calcio Club ha espresso la volontà dei calciatori di riprendere il campionato, a patto, ovviamente, che vengano prese le giuste misure di sicurezza. Queste le dichiarazioni di Tommasi:

Criticare, non significa essere contro la ripresa. Temperature, viaggi e non solo: le criticità ci sono e le evidenziamo, ma la volontà è comunque di giocare nel miglior modo possibile.

Infine, della questione “ripresa del campionato” ha parlato anche Nicola Rizzoli, designatore degli arbitri. L’ex fischietto, dopo aver sottolineato le misure preventive a cui verranno, chiaramente, sottoposti gli arbitri di Serie A (tamponi e test sierologici) e dopo aver espresso il suo dissenso circa la possibilità di un ritiro di tutti i direttori di gara, ha parlato degli aspetti tecnici, nonché dei comportamenti da tenere in campo, una volta che il campionato sarà ripartito. Rizzoli ha quindi spiegato quello che dovrà essere il rapporto “arbitro-calciatore” una volta tornati in campo:

Quando torneremo in campo sarà necessario avere comportamenti diversi. Servirà la giusta distanza in una proporzione tra rischi e possibilità di comunicare con i calciatori. Non ci saranno cartellini gialli se i giocatori si avvicineranno troppo agli arbitri, ma certo servirà uno step culturale. E quando parliamo di giusta distanza intendiamo anche per gli arbitri nei confronti dei giocatori

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Nicola Patrissi

Informazioni sull'autore
Maturità scientifica. Laurea in Lettere e Filosofia (Indirizzo moderno). Appassionato di scrittura, fotografia e calcio.
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