Lettera a Francesco Totti: le parole che non ti ho detto…

Caro Francesco,

adesso che sono finite le lacrime posso fermarmi un attimo e dirti quello che ho provato ieri sera nel rivedere le immagini del tuo addio alla Roma. Premetto che non sono un tifoso romanista e che le tue gesta le ho sempre vissute da avversario.

Contro la mia squadra hai realizzato diverse reti e posso dire con orgoglio che forse, proprio contro di noi, hai realizzato il gol più bello della tua strepitosa carriera: un coast to coast di 60 metri e cucchiaio finale sotto il settore dedicato ai tuoi tifosi. Era il 26 ottobre 2005.

Ma questo è solo uno dei ricordi che mi lega a te e alla tua favola, che ha accompagnato la mia infanzia e la mia crescita e che mi ha fatto innamorare di questo sport, l’unico in grado di farti provare emozioni autentiche.

Partiamo dall’inizio, da quel 28 marzo 1993 in cui feci il tuo esordio in Serie A con la maglia della Roma. Avevo solo 9 anni ma compresi fin da subito l’importanza di quel giorno. Ricordo ancora i commenti delle televisioni e dei giornali che fantasticavano su un certo Francesco di sedici anni che esordiva con la maglia della Roma a soli 16 anni.

In poco tempo, sei diventato il beniamino della tua tifoseria e l’avversario più temibile da sfidare, per fortuna c’era il Fantacalcio che poteva ribaltare la realtà e permettermi di poter tifare anche per te. Averti in rosa, infatti, significava avere la certezza di esultare alle tue reti, sempre di pregevole fattura. 

Rete dopo rete, sei entrato nel cuore di tutti e non solo in quello dei tifosi giallorossi. Francesco Totti. Mi emoziono soltanto a dire il tuo nome perché rappresenti un mondo che non c’è più. E poco importa se il tuo italiano è traballante, se non sei colto come Giampiero Mughini, se hai preso a calci Balotelli, se hai sputato in faccia a Poulsen agli Europei del 2004, se non hai accettato il verdetto del campo, se ti sei scagliato contro gli arbitri “comprati” dalla Juventus, se non hai vinto quanto avresti meritato o se hai avuto reazioni spropositate. In 25 anni di carriera ci sono alti e bassi ma i tuoi alti sono così alti che tutto il resto non conta. 

Tu hai vinto, Francè. 

Hai vinto perché ci hai insegnato che al cuor non si comanda. Hai vinto perché al minuto 93 di Italia-Australia ti sei presentato sul dischetto e hai trasformato quel rigore che ci ha spianato la strada ai Mondiali. Hai vinto perché a distanza di 13 anni mi vengono ancora i brividi a ricordare la voce di Caressa che scandisce il tuo nome dopo quel rigore.

Hai vinto perché sei entrato anche nel cuore dei laziali. Hai vinto perché hai riempito uno stadio di amore. Hai vinto perché il tuo viso in lacrime che osserva i tifosi sugli spalti è una delle immagini più emozionanti che io abbia mai visto. Hai vinto perché hai preferito l’amore di Roma ai soldi esteri.

Fonte immagine: Huffingtonpost.it

 

Hai vinto perché io, ai miei figli, potrò dire che ho visto giocare Francesco Totti. 

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