Juventus-Milan 2-1: bianconeri ancora alla leggera ma cinici quanto basta, grande prova rossonera

La solita Juventus che siamo abituati a vedere da qualche settimana: prende alla leggera gli impegni di campionato, ma li vince con cinismo e spietatezza da grande squadra.

Il commento telegrafico perfetto anche per questo match.

Match giocato benissimo da un Milan davvero ottimo, soprattutto nel primo tempo, in cui è stato addirittura superiore ai bianconeri.

Centrocampo rossonero in grande spolvero, con Kessié e Bakayoko. 

Il primo a impostare il gioco, aprendo il campo alle corsie laterali, il secondo con la sua preziosa azione di pressing e interdizione, come quella che porterà al gol del vantaggio ospite. 

Il suddetto francese dà il là alla prima azione della partita, aprendo sulla destra per Suso che, favorito dallo scivolone di Alex Sandro-partita da dimenticare, fra questo e il rigore che per poco non provoca-pennella per la zucca di Piatek che per poco non fa urlare di gioia i suoi. 

Il tutto rimandato a quando appunto è Bakayoko ad approfittare di un errore incredibile in disimpegno di Bonucci-da dilettante, non da professionista consumato quale è-per mandare in rete il bomber polacco, grazie anche ad una uscita quantomeno discutibile del connazionale Szczesny.

Fase difensiva da rivedere quindi per i bianconeri nel primo tempo. Ma è in generale l’intero approccio alla gara a difettare, una Juve sempre orfana di Cristiano Ronaldo-che sta recuperando per l’Ajax-e di nuovo troppo leggera, a snobbare l’avversario e l’impegno, frutto forse della ormai imminente certezza di avere il titolo in tasca. 

Milan bravo a compattarsi anche là dietro, tanto che l’unica occasione juventina nella prima frazione di gioco arriva con una ribattuta difensiva ospite sfruttata da Mandzukic, il cui bel gesto tecnico in rovesciata trova pronto Reina. 

Fonte “Twitter”

Nella ripresa la musica cambia. 

La Juve si ricorda appunto di essere la prima forza d’Italia e ritrova la forza o meglio la voglia di dimostrarlo sul campo. 

Anche se son sempre gli ospiti a creare la prima palla gol, ancora una volta Piatek-grande partita la sua-che però trova il connazionale estremo difensore avversario pronto alla risposta.

I bianconeri si ricompattano e riescono a sfruttare le profondità.

Il solito Bonucci si fà perdonare l’errore fatale del primo tempo con uno dei suoi provvidenziali lanci lunghi, a pescare in area Dybala che steso da Musacchio trova il penalty e lo trasforma per il pari momentaneo. 

Il ritrovato sprint bianconero mette sotto pressione i rossoneri, l’errore e dietro l’angolo e arriva nel finale di gara, curiosamente nella stessa zona in cui era arrivato quello bianconero, ed anche questo è fatale, cambiano solo gli attori: passaggio errato di Calabria, pressing di Pjanic, tocco in area per Kean il quale, come Piatek, può usufruire di un improprio posizionamento del portiere avversario per fulminarlo nell’angolino.

Vittoria che ancora una volta testimonia che questa Juve è implacabile, piena di sorprese, anche quando non gioca al meglio. 

Onore delle armi al Milan che, polemiche a parte per il probabile rigore, meritava ben altra sorte. 

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Salvatore Sabato

Informazioni sull'autore
Laureando in chimica industriale. Da sempre devoto alla cultura e al sapere. In generale, sapere, qualunque cosa, ritengo sia sempre importante. Una grande passione per il giornalismo. Anche - ma non solo - sportivo. Fiero di collaborare ormai da tempo a questo progetto.
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