Juventus-Lokomotiv Mosca 2-1, voti/analisi: vittoria sofferta e non brillante nel segno di Dybala, poco ‘sarrismo’ stavolta

Nella 3^ giornata del gruppo D della UEFA Champions League la Juventus di Maurizio Sarri sconfigge a fatica 2-1 la Lokomotiv Mosca dello storico tecnico Yury Semin.

Nona vittoria su 11 impegni stagionali fra Serie A TIM e Champions per i bianconeri, seconda in Coppa e consecutiva e di nuovo in casa dopo il 3-0 al Bayer Leverkusen a inizio mese. 

Di contro per i russi quarta sconfitta su 18 impegni fra Premier Liga russa, Supercoppa di Russia, Coppa di Russia e Champions – quinta se contiamo la sconfitta ai rigori nella coppa nazionale – seconda su 3 in questa Champions, consecutiva e prima in casa dopo quella contro l’Atletico Madrid nello scorso turno. 

Finora forse la vittoria meno limpida e brillante dell’Era Sarri.

E a proposito del tecnico toscano, in questo match si è quasi visto un regresso, un passo indietro dell’implementazione del suo gioco. 

Sembrava, anzi, di vedere la vecchia Juve del suo predecessore e corregionale Max Allegri.

Una Juve senza una identità di gioco ben definita e che soffre oltremodo contro un avversario, con il dovuto rispetto, decisamente inferiore sulla carta.

Sofferenza dovuta per larga parte ad uno dei peggiori difetti di questa squadra, ossia la leggerezza nell’affrontare certi impegni, per l’appunto, contro avversari considerati inferiori, con la becera eccessiva sicurezza di avere già la vittoria in tasca.

Atteggiamento che certamente è deleterio e sortisce gli effetti negativi alla mezz’ora, con l’erroraccio di Bonucci e la leggerezza di Cuadrado che liberano la strada ad Aleksej Mirancuk e all’ex interista Joao Mario sul cui sinistro respinge corto Szczesny favorendo il tap-in vincente del russo, al suo 1° gol  in questa Champions, che è anche il 1° gol subito in questa stagione in gare casalinghe in Coppa dai bianconeri.

Da quel momento la strategia – se così si può definire – dei russi è presto scoperta, coprirsi a difendere il vantaggio acquisito, cosa nella quale la banda di Semin riesce anche abbastanza bene per poco più di 40 minuti fra primo e secondo tempo. 

I bianconeri spingono con aggressività ma, come detto, questa volta la manovra di Sarri si vede poco e funziona ancora meno.

Il catenaccio ordinato e mirato dei russi sembra far crollare in un solo match tutte le certezze accumulate da Sarri e dal suo gioco, del tutto imbrigliato.

La Juve tuttavia spinge con un ottimo Cuadrado, sempre più perno propulsivo della fase offensiva. Mentre sulla sinistra è molto aggressivo Alex Sandro – decisivo per il gol partita, ma ci arriveremo.

Non in grande spolvero stavolta Cristiano Ronaldo, tanto decantato in conferenza stampa da Sarri. Il portoghese questa volta non segna e fà notizia, dato che era sempre andato in gol nelle prime 5 partite casalinghe stagionali dei bianconeri – 4 in Serie A TIM e una in questa Champions, ovviamente prima di questa in analisi-. E anche il suo apporto alla squadra questa volta non sembra dei migliori.

E’ evidente che il match si può sbloccare solo con episodi isolati, ed è quanto avviene fra il 75′ e il 77′, con il tremendo uno-due di Dybala che decide il match.

La Joya ancora decisivo dopo il Derby d’Italia, prima pareggia con un meraviglioso sinistro a giro da fuori area, poi capitalizza al meglio, sempre con il suo piede preferito, un tap-in vincente dopo la corta respinta del portiere Guilherme sul sinistro da fuori di Alex Sandro. 

Per l’argentino prima marcatura multipla ossia prima doppietta stagionale, nonché primi gol personali allo Stadium in questa stagione, che lo porta a quota 3 gol stagionali-appunto dopo quello contro l’Inter a San Siro.

Una vittoria che, come detto, evidenzia comunque l’emergere di palesi limiti del gioco ‘sarriano’ quando di fronte c’è una squadra che difende bene e in modo molto ordinato. Ma un lato positivo c’è: questa squadra dimostra, ancora una volta, l’ennesima in questi anni, di saper soffrire, e saper vincere anche gare appunto non giocate al meglio, con l’appropriato cinismo che, proverbialmente e banalmente, contraddistingue le squadre vincenti.

Il periodo di fuoco delle 7 gare in 21 giorni è cominciato decisamente in positivo per i bianconeri, 2 vittorie su 2, entrambe 2-1 – dopo quella al Bologna nell’ultima di campionato e sempre allo Stadium.

I migliori.

Cuadrado, voto 7

Il colombiano si conferma ulteriore arma in più della fase offensiva bianconera, la sua spinta propulsiva è sempre insidiosa e, anche se stavolta non riesce a sfondare a dovere, causa ordinato catenaccio russo, le sue avanzate son pur sempre destabilizzanti. Con il suo impegno si fa perdonare, in parte, la leggerezza sull’azione del gol del vantaggio russo. Arma letale.

Dybala, voto 7.5

Servivano episodi per sbloccare la gara, i classici conigli dal cilindro. Ebbene, ci pensa La Joya a tirarli fuori. Due bei gol, soprattutto il primo, un meraviglioso sinistro da fuori che richiama tempi d’oro per l’argentino. Provvidenziale.

Alex Sandro, voto 6.5

Cuadrado spinge a destra, il brasiliano a sinistra. Va di sfondamento come nell’azione che ha portato al 1° gol contro il Bologna, stavolta non sortisce lo stesso effetto, ma ha sempre il suo peso. Mastino.

I peggiori. 

Bonucci, voto 5.5

Il gol russo è praticamente colpa sua. E’ il capitano, è il centrale difensivo più forte fra gli italiani, certi errori non se li deve permettere, specie in Champions. Bocciato.

Cristiano Ronaldo, voto 6-

E’ come sempre volenteroso, però questa volta sembra prendersi una serata di riposo, forse anche stanco e intossicato dalla recente ennesima bulimia di reti e soddisfazioni personali e pomposi proclami mediatici. Da rivedere. 

 

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Salvatore Sabato

Informazioni sull'autore
Laureando in chimica industriale. Da sempre devoto alla cultura e al sapere. In generale, sapere, qualunque cosa, ritengo sia sempre importante. Una grande passione per il giornalismo. Anche - ma non solo - sportivo. Fiero di collaborare ormai da tempo a questo progetto.
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