Inter-Juventus 1-2: vittoria in HD, Higuaìn e Dybala decisivi, Sarri azzecca tutto, bianconeri tutti-o quasi-positivi, bene Lautaro e Handanovic, male Lukaku

La Juventus si prende il Derby d’Italia e si riprende la vetta della classifica.

Nella notte di San Siro contro l’Inter del grande ex Antonio Conte – che per la prima volta ufficiale affrontava la sua grande ex squadra e per giunta da allenatore nerazzurro – i bianconeri di Maurizio Sarri ottengono quella che è forse finora la loro più importante vittoria stagionale.

Settima vittoria su 9 impegni stagionali per la Juve, sesta su 7 in questo campionato, quinta di fila in stagione dopo i due pareggi sin qui ottenuti, entrambi in trasferta, a Firenze in campionato e in casa dell’Atletico Madrid al debutto in Champions League della nuova Juve Sarriana. 

Inoltre l’1-2 è risultato caro ai bianconeri, che ne sembrano abbonati nella San Siro nerazzurra – ottenuto 5 volte nelle ultime 14 sfide al Meazza contro l’Inter in Serie A, dal 2005/2006 ad oggi. 

Di contro primo stop in campionato per l’Inter, che ne aveva vinte 6 su 6 e che, finora, in casa non aveva neanche subito gol nel torneo. E’ inoltre la seconda sconfitta in stagione e consecutiva per i nerazzurri, entrambe con medesimo risultato, la prima delle quali in casa dopo quella in rimonta al Camp Nou contro il Barcelona nell’ultimo impegno di Champions League.

Inizio choc, in positivo per gli ospiti in negativo per i nerazzurri, con un altro elemento a rappresentare i progressivi miglioramenti bianconeri, quel Dybala che già al 4′ sfrutta subito la prima verticalizzazione dei suoi-splendido lancio del solito Pjanic- per infilare un fulminante sinistro da posizione defilata che vale il suo 1° gol stagionale, arrivato nel momento quanto mai opportuno. E’ anche il 1° gol subito in casa dagli interisti in questo campionato. 

Non passano neanche 5 minuti che per poco la Juve non serve il bis, con il lancio lungo addirittura dalla propria area di rigore di De Ligt – in netto miglioramento, autore di una buona partita – con pallone che perviene a Cristiano Ronaldo che, al suo solito, parte dalla sinistra, si accentra e con un gran destro dal limite dell’area coglie la traversa alla sinistra di un impotente Handanovic.

La reazione nerazzurra c’è e produce subito gli effetti sperati: il cross dalla destra dell’ottimo Barella – forse il migliore dei suoi – trova il maldestro colpo con il braccio di De Ligt, contrastato dal numero 10 interista Lautaro Martinez. L’arbitro Rocchi e il Var Irrati in combutta non hanno dubbi e decretano il penalty -il secondo contro la Juve in stagione – realizzato dallo stesso Martinez con un rasoterra di destro, pallone alla destra di Szczesny che intuisce la traiettoria ma non ci arriva di un soffio.

3° gol stagionale per l’argentino nerazzurro, 2° di fila dopo quello con il quale aveva aperto le marcature dopo 2 minuti al Camp Nou, 2° dei quali in questo campionato, primo dei quali a San Siro.

Lautaro che rischia di ripetersi qualche minuto più tardi, ma Szczesny si fa trovare più che pronto.

Juve più brava palla a terra, nerazzurri più coriacei nel pressing e che tentano anche di opporre una linea difensiva piuttosto ordinata agli attacchi bianconeri.

L’impronta di Sarri si vede sempre di più, come quando al 41′ il cross dalla sinistra di Matuidi arriva in area per Dybala che la tocca subito dietro per Cristiano Ronaldo sul cui destro di prima intenzione ha buon gioco Handanovic. 

O come anche quando la Juve si vede annullare il suo 2° gol in stagione, ancora una splendida azione palla a terra con il tocco di Dybala per Ronaldo che di sinistro infila chirurgicamente Handanovic, non fosse che c’è un altro fuorigioco, a Parma era stato dello stesso CR7, stavolta è di partenza della Joya, ancora per questione millimetrica.

Matuidi protagonista di una mini-rissa al termine di un primo tempo in cui i nerazzurri sembrano non aver ancora smaltito la rabbia di Barcellona.

La ripresa inizia come era terminato il primo tempo, con la Juve in avanti con l’unico tiro in porta di Bernardeschi – gara di sostanza per l’ex Fiorentina, anche lui da segni di progressivo miglioramento – sul quale Handanovic regala una parata ai fotografi. 

La grinta dei nerazzurri non basta, il loro pressing è sterile perché, ribadiamolo, la Juve di Sarri palla a terra regala meraviglie.

Dybala sfiora la doppietta personale sulla palla filtrante di Khedira, poi sono i nerazzurri a rifarsi sotto con la loro vera unica occasione della ripresa, con il nuovo entrato Vecino – buona prova, molto attivo – con il suo destro da fuori che, deviato da De Ligt, fa correre i brividi sulla schiena di Szczeny, beccando il palo alla destra dell’impotente portiere polacco.

Dopo un ottima palla di Higuaìn per Ronaldo impegna ancora Handanovic – uno dei migliori dei suoi nonostante le reti subite.

Poi proteste dei nerazzurri per un tocco di Alex Sandro in area juventina, che tuttavia sembra più di spalla che di braccio. 

Fino al gol definitivo, che corona la splendida vittoria juventina e la finalmente avvenuta consacrazione sarriana: parte tutto dall’ottimo neoentrato Bentancur, che serve sulla mediana il sempre presente Pjanic, il quale a sua volta serve CR7 che la restituisce a Bentancur che va di prima in area per Higuaìn che, implacabile, la piazza con freddezza chirurgica alle spalle del povero Handanovic.

Tutto molto bello, tutto espressione del bel calcio che vince e convince.

Con quell’Higuaìn, considerato esubero fino a 2 mesi fà, ormai invece irrinunciabile per Sarri. El Pipita ancora implacabile, decisivo nelle partite che contano – già in gol contro Napoli e Bayer Leverkusen in Champions. L’argentino decisivo a San Siro contro l’Inter come un anno e mezzo fà – rocambolesco 2-3. 

Una vittoria che ristabilisce le gerarchie del calcio italiano, aumenta le certezze accumulate dall’ambiente bianconero, rafforza la fiducia nel sempre crescente Sarrismo e, di contro, ridimensiona ambizioni e certezze dei nerazzurri, al 2° KO stagionale, di fila e di nuovo 2-1 dopo Barcelona.

I migliori. 

Dybala, voto 7.5

Che Joya la Joya !

Da lo scossone decisivo al match aprendo le marcature già al 4′ con il suo primo, bellissimo gol stagionale. La sua presenza è una costante spina nel fianco nella pressante ma sterile retroguardia nerazzurra. Sfiora la doppietta personale prima di lasciare la passerella al suo ancora grande amico e compagno Higuaìn-che entra in campo manco 10 minuti prima dell’uscita di Paulo. E pensare che erano due esuberi, fino a due mesi fà. Rinato.

Higuaìn, voto 7.5

Entra quasi al posto di Dybala -appena 9 minuti in campo insieme, forse è meglio così -e ne fa le veci appieno, dialogando splendidamente con Cristiano Ronaldo, alternando la sua presenza fra la posizione sulla trequarti e quella da vero centravanti quale lo abbiam conosciuto anni fà al Napoli, posizione nella quale realizza il gol decisivo-come un anno e mezzo fà sempre al Meazza contro i nerazzurri. Lui, sempre implacabile e decisivo nelle gare che contano, 3° gol stagionale, 2° di fila dopo quello in Champions al Bayer, il 1° dei quali contro il Napoli suo grande ex, questo di San Siro è per lui il 1° gol in stagione lontano dallo Stadium. Anche lui era un esubero, se tutti gli esuberi fossero così…

Cristiano Ronaldo, voto 6.5.

La solita gara di sacrificio e sostanza. La sua presenza è sempre costante nella manovra bianconera. I suoi movimenti sulla trequarti sono sempre insidiosi. Meriterebbe il gol ma prima la traversa, poi Rocchi e Irrati-per fuorigioco di Dybala-e in 2 occasioni Handanovic glielo negano. Ma è sempre CR7 !

Bentancur, voto 6.5.

Anche lui subentra dalla panchina e non ci mette niente a entrare in partita. Massiccio lavoro di interdizione e filtro a centrocampo, e ci mette la sua sul gol decisivo, prima dialogando con Pjanic e Ronaldo e poi servendo lui stesso lo splendido pallone per il gol di Higuaìn. Valido comprimario.

Bonucci e de Ligt, voto 6 di incoraggiamento. 

Si dimostrano vigili nelle rare avanzate interiste, ma ancora commettono qualche leggerezza di troppo, e non ce li si può permettere alla Juve, e non ce lo si può permettere contro l’Inter. Un plauso particolare all’olandesino, che dimostra costanti segni di miglioramento e personalità da grande campione-a parte il suo maldestro tocco di braccio in area che regala agli interisti il rigore del pari. 

Sarri, voto 7

Azzecca il fatto di far partire Dybala e poi mettere Higuaìn-potrebbe diventare una buona idea tattica per il futuro: far scatenare la gioia dall’inizio e poi farla rifiatare inserendo il Pipita a suggellare le cose-azzecca i cambi di Bentancur e Higuaìn, fautori della vittoria. E la sua impronta a questa Juve è finalmente tangibile. Inoltre dimostra doti di comunicatore che prima gli erano sconosciute: espressioni come “conta quasi zero” in merito all’incidenza-scudetto di questo match sono ovviamente pretattica da vero leader, così come il ponderato ottimismo dell’intervista post-partita. Rinnovato: Sarri 2.0, per così dire.

Barella, voto 6.5

Gara di sostanza e qualità per uno degli acquisti interisti dell’estate scorsa. Si batte come un leone su ogni pallone, è decisivo nell’azione che porta al rigore-gol – suo il cross su cui De Ligt mette maldestramente il braccio – nella ripresa litiga con l’arbitro e si becca un’ammonizione, dimostrandosi comunque adatto ad un grande club con la sua forte personalità. Ottima prova.

Handanovic, voto 6.5

Non ha colpe sui due gol – fulminante il sinistro di Dybala, chirurgico il destro di Higuaìn-, ricordiamolo, le prime due reti subite a San Siro in questa stagione dai suoi, poi salva in almeno altre 2 occasioni su Ronaldo-mica uno qualunque. Evita una potenziale figuraccia ai suoi compagni.

Lautaro, voto 6.5

Il vero grande pericolo per i bianconeri, realizza il rigore del  momentaneo pari e là davanti compensa la sterilità di un Lukaku non in serata. Onore delle armi a lui.

Vecino, voto 6.5.

Prende il posto di un Sensi non in grande serata e per essere uno che non gioca titolare da un bel pò fà una gran partita, sfiorando il gol del clamoroso vantaggio interista e quasi sostituendosi agli attaccanti nerazzurri in fase di ripartenze. Anche lui un buon comprimario.

I peggiori

Cuadrado, voto 5.5

Il suo apporto in fatto di cross e corsa c’è sempre, ma in questo match il colombiano riporta in auge un suo vecchio, intollerabile difetto: la leggerezza in fase di disimpegno. Cosa che un grande giocatore di una grande squadra non deve mai permettersi. Meno che mai con una squadra fisica e aggressiva come l’Inter. Da rivedere.

Lukaku, voto 5.5

Diciamocelo, è il classico centravanti, quindi se non gli passi la palla c’è poco da fare. Lautaro in tal senso prova a dargli una mano, ma lui ci mette del suo, goffo e non in serata, proprio in quella che poteva essere la serata decisiva. Dal più costoso acquisto della storia nerazzurra, nella serata del Derby d’Italia, era lecito aspettarsi qualcosa di più. Era in forse fino all’ultimo, potenziale giustificazione. 

Salvatore Sabato

Informazioni sull'autore
Laureando in chimica industriale. Da sempre devoto alla cultura e al sapere. In generale, sapere, qualunque cosa, ritengo sia sempre importante. Una grande passione per il giornalismo. Anche - ma non solo - sportivo. Fiero di collaborare ormai da tempo a questo progetto.
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