Inter-Juventus 1-1, voti e pagelle: Ronaldo fa 600 e risponde a Nainggolan, sottotono Icardi e Bernardeschi

Il Derby d’Italia tra Inter e Juventus termina 1-1 dopo un buon equilibrio generale, 45 minuti migliori dei padroni di casa e poi, nella ripresa, la reazione d’orgoglio dei vincitori dello scudetto.

In un incrocio sempre ricco di fascino ed intensità, malgrado obiettivi differenti, per alcuni già raggiunti, per altri quasi, alla fine è l’equilibrio a trionfare al termine di una gara divertente con molte occasioni da una parte e dall’altra, con tanti errori ma anche belle giocate.

(Inter-Juventus 1-1, 34° giornata di Serie A)

Sono infatti due splendide conclusioni a decidere lo score finale, un pazzesco tiro al volo da fuori area che sorprende Szczesny da parte del belga Nainggolan nel primo quarto d’ora di gioco, e un missile rasoterra, millimetrico rispetto al palo di Handandovic, da parte del solito Ronaldo nella ripresa.

E in effetti anche le occasioni si concentrano per  l’Inter soprattutto nella prima frazione di gioco mentre per la Juventus nella seconda, quando stuzzicata nell’orgoglio e con la volontà di non uscire sconfitta, non ha tardato a reagire alle difficoltà iniziali.

Così la gara di San Siro si è chiusa con un ragionevole pari che se in classifica ha poco significato per i bianconeri, per i padroni di casa, invece, si tratta di un discreto punto che permette loro di tenere un vantaggio di +4 sulla Roma e di almeno +3 su Milan e Atalanta nella lotta per la Champions League il cui destino rimane ancora saldamente nelle mani dei nerazzurri. 

VOTI

MIGLIORI

Ronaldo 7: tocca l’astronomica cifra di 600 reti realizzate con una maglia di club e lo fa in uno dei teatri più affascinanti d’Europa con un gol d’autore nel quale ha duettato da fuoriclasse con il talento di Pjanic. Come sempre, poi, seppure per minuti fuori dal gioco, a CR7 bastano due o tre lampi per svegliare la squadra e decidere i risultati finali.

Nainggolan 7: si presenta dopo pochi minuti con un gol che fa strabuzzare gli occhi e poi domina per intensità e grinta in mezzo al campo e nella sua trequarti per almeno un’ora prima di crollare alla distanza e con lui, di conseguenza, la pericolosità di tutta la squadra. Autentico trascinatore, probabilmente perché le sfide con la Juventus tirano sempre fuori il meglio da lui.

Politano e Brozovic 6,5: il primo mette continuamente sotto assedio la retroguardia bianconera (Alex Sandro nello specifico in grossa difficoltà) con la sua rapidità, la sua imprevedibilità ed un tecnica di assoluto livello. Il centrocampista croato, al rientro dopo uno stop, trascinato anche dalla grinta già citata di Nainggolan, lega alla perfezione il gioco nelle due fasi con gamba e qualità tecnica calando però, inevitabilmente, con l’andare del match.

Emre Can 6,5: sembra davvero essere la rivelazione, anche se il suo spessore non era in dubbio nemmeno in estate al suo arrivo alla Juventus, in questo finale di una stagione che, per lui, non è stata per nulla semplice soprattutto fuori dal campo. Ma ora il tedesco, tanto duttile quanto trascinante, riesce ad incidere in qualsiasi ruolo giochi, nello specifico, ieri sera, dopo un inizio sulla linea difensiva, spostato in mezzo al campo è divenuto, con il passare dei minuti, il motore e l’equilibrio dell’undici bianconero.

Pjanic 6,5: si riscalda per un tempo, anche per assoluto merito dell’Inter che ha accelerato continuamente nei primi 45 di gioco, ma alla distanza emerge con tutta la sua qualità ed il duetto con cui imbecca Ronaldo al gol, oltre a diverse altre intuizioni offensive, ripagano con gli interessi del primo tempo opaco.

PEGGIORI

Vecino 5,5: lo scorso anno lasciò i suoi in dieci dopo un quarto d’ora, quest’anno resta fino alla fine ma non incide mai come potrebbe sbagliando tanto soprattutto in fase offensiva gestendo, invece, meglio il contenimento in mezzo al campo soprattutto nella prima ora di gioco. In generale, però, era lecito attendersi, in situazioni potenzialmente decisive, più qualità e precisione.

Cuadrado 5,5: è ben lontano dalla migliore condizione e questo si vede ma era anche assolutamente prevedibile. Il colombiano, che fa di strappi, velocità e ripartenze il suo biglietto da visita, manca di quella spinta travolgente che lo rendeva costantemente un pericolo per gli avversari mentre, per ora, risulta troppo spesso tardivo nelle scelte e nelle giocate. 

Icardi 5: in passato ha più e più volte ferito con i suoi gol la Juventus ma nella serata di San Siro, preferito dal primo minuto a Lautaro Martinez, il bomber argentino non incide, pasticcia, spesso sbaglia scelta, talvolta non è nemmeno ben supportato tanto da apparire, a tratti, davvero scollato dal resto della squadra.

Bernardeschi ed Alex Sandro 5: l’azzurro sembra debba davvero rifiatare ma, probabilmente, i tanti assenti e qualche sicurezza che comunque continua ad offrire ad Allegri lo tengono in campo, anche in questa partita, fin dal primo minuto. L’impressione, però, è che la qualità dei tempi migliori manchi perché manca la freschezza e la brillantezza fisica e con essa la testa, ugualmente stanca e poco lucida nelle scelte. Il brasiliano, invece, dopo qualche prestazione in ripresa, soffre dannatamente il duello con Politano senza riuscire nemmeno a dare aria ai suoi come sbocco offensivo sulla sua fascia complice, però, anche un problema fisico che, infatti, all’inizio della ripresa, lo conduce fuori dal campo a riposo.

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Marco Pardini

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Appassionato di sport e delle storie dello sport, mi emoziono con il calcio e con il tennis ma, seppur tifoso, provo sempre a non eccedere talvolta mordendomi la lingua. Bianconero dalla nascita, per alcuni un pregio, per altri no.
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