F1 Singapore 2017 Risultati PL2: la Red Bull e Ricciardo volano

Cala la notte sul circuito di Marina Bay e a risplendere come nel pomeriggio, sono Daniel Ricciardo e la sua RB13. L’italo-australiano, dopo il miglior tempo nella PL1, schianta la concorrenza anche nella PL2, unico a scendere sotto l’1:41 (1:40.852, record del circuito), rifilando distacchi pesanti a tutti gli altri con una Red Bull apparsa estremamente a suo agio tra i muretti di Singapore. A completare l’uno-due del team di Milton Keynes ecco il 2° tempo di Max Verstappen, ma ben staccato (+0.556), davanti al leader del Mondiale, Lewis Hamilton (+0.703).

Daniel Ricciardo ha stupito nella PL2 di Singapore, risultando nettamente il più veloce (foto da: formulaf1.es)

In quarta posizione, ma oltre il secondo, ecco l’altra W08 Hybrid di Valtteri Bottas (+1.252), che precede un brillante Nico Hulkenberg, Renault (+1.596), e le due McLaren di Stoffel Vandoorne (+1.649) e Fernando Alonso (+1.936). E le Ferrari? Si è trattata di una sessione complicata e ricca di interrogativi, per il team di Maranello. Alle spalle anche della Force India di Sergio Perez (+1.974), il primo pilota in Rosso è Kimi Raikkonen (+1.983), mentre Sebastian Vettel è addirittura fuori dalla top-10 (11° a +2.252), preceduto dall’altra VJM10 di Esteban Ocon (+2.202).

A seguire, ecco le due Toro Rosso di Carlos Sainz e Daniil Kvyat, davanti alla Renault di Jolyon Palmer e alle Williams di Felipe Massa e Lance Stroll. Chiudono la classifica le Haas di Kevin Magnussen e di Romain Grosjean, seguite dalle Sauber di Pascal Wehrlein e di Marcus Ericsson. Come giri percorsi, il migliore è Sainz (38), davanti a Hamilton (36) e al trio Bottas-Perez-Ericsson (35). Con meno tornate invece abbiamo Verstappen (28), Grosjean (29) e Raikkonen (30).

Classifica e tempi della seconda sessione di libere a Marina Bay (foto da: twitter.com/F1)

Ma cosa è successo in questa PL2? Innanzitutto la Red Bull ha letteralmente strabiliato, con una monoposto che, in particolare tra le mani di Ricciardo, è letteralmente incollata all’asfalto e precisissima in ingresso curva. Fortissimi in simulazione qualifica, il duo Red Bull si è distinto anche in ottica passo gara, con Daniel capace di girare più volte sull’1:45 medio con le Ultrasoft (stint lunghissimo il suo tra l’altro), rifilando a parità di mescola un secondo al giro alla coppia in lotta per il Mondiale, ovvero Hamilton-Vettel. A sua volta Verstappen, con mescola Supersoft, è stato vicino al compagno di box, confermando una RB13 super competitiva. Sinceramente, è difficilmente comprensibile tutto questo vantaggio del team anglo-austriaco, spiegabile più che altro con meno benzina nei serbatoi e con una mappatura più spinta della power unit.

Più in difficoltà la Mercedes, che sta escogitando qualcosa di diverso soprattutto per la gara di domenica. Hamilton non ha sfigurato, sfoderando un ottimo passo (1:46 basso) con le Soft, facendo ipotizzare una strategia ad una sosta per la gara (Ultrasoft-Soft). Molto peggio Bottas che, in affanno in simulazione qualifica (tanti errori qua e là), è naufragato in simulazione gara. Situazione Ferrari. A mancare è stato soprattutto il riferimento, in ottica qualifica, di Sebastian Vettel, prima rallentato da Ericsson e quindi costretto ad abortire il giro dopo aver toccato le barriere in uscita di curva 10. Sul passo, Seb è andato bene con le Ultrasoft, mentre con le Soft ha pagato un gap pesante (tra i 5 e i 7 decimi) su Hamilton. Molto peggio Kimi Raikkonen, che ha in continuazione lamentato la difficoltà nel mandare in temperatura i suoi pneumatici. Da sottolineare le prestazioni in simulazione gara di Hulkenberg e delle McLaren.

 

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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