F1 Messico 2017 – Anteprima ed Orari Diretta TV

Il mondiale di Formula 1 2017 prosegue ad ampie falcate verso il suo epilogo. Appena il tempo di archiviare le emozioni (e le polemiche) della gara di Austin, ecco che gli eroi del Circus scenderanno nuovamente in pista per completare l’ultimo back-to-back della stagione. All’Autodromo Hermanos Rodriguez di Città del Messico andrà in scena la 18.esima edizione del Gran Premio del Messico, 18.esimo appuntamento del campionato. Dopo la vittoria negli States, che è valsa alla Mercedes il quarto titolo costruttori di fila, Lewis Hamilton è pronto a stappare lo champagne. Per Sebastian Vettel, infatti, il compito di rinviare la festa del rivale si presenta arduo, dato che a Lewis, in caso di vittoria del tedesco, basterà un 5° posto. Attese al varco anche le Red Bull, protagoniste nelle ultime gare, e soprattutto Max Verstappen, al veleno nei confronti dei commissari per la penalità subita al COTA a causa del sorpasso irregolare su Raikkonen.

Esterno del circuito messicano Hermanos Rodriguez di Città del Messico (foto da: f1fanatic.co.uk)

F1 MESSICO 2017: IL CIRCUITO DI CITTA’ DEL MESSICO

Situato in un parco nella periferia di Città del Messico, a quota 2.286 m d’altitudine, il circuito Hermanos Rodrìguez (“Magdalena Mixucha” fino al 1972) ha sempre ospitato il GP del Messico, sin dal 1963. Costruito nel 1962, nel corso della sua storia il tracciato ha subito varie modifiche, per un totale di tre disegni abbastanza differenti l’uno dall’altro. Il primo, utilizzato dal 1963 al 1970, misurava esattamente 5 chilometri. Il secondo, approntato per la riapertura del 1986 (e fino al 1992), 4.421 m. Entrambi erano caratterizzati da una parte davvero veloce, seguita da un’altra composta da una serie di curve molto sinuose (“Eses“), terminante in un allungo, collegato al lunghissimo rettilineo dei box (1.2 km) dalla famosissima Peraltada, interminabile curvone a destra leggermente sopraelevato, realizzato basandosi sulla Parabolica di Monza. La versione che ha esordito nel 2015, se ha mantenuto pressochè invariata la lunghezza della pista (4.304 m, con 17 curve, 10 a destra e 7 a sinistra), ne ha visto il disegno stravolto in più punti, a partire dalle esse veloci, rese molto meno sinuose e più filanti. La modifica più criticata è stata quella che ha deturpato la Peraltada, della quale viene utilizzata solo la seconda metà, sostituita da una sezione lenta all’interno dello stadio di baseball presente all’interno e costruito dopo il 1970. Ma andiamo a percorrere un giro del circuito.

Il layout dell’autodromo Hermanos Rodriguez di Città del Messico (foto da: f1-fansite.com)

Al termine del lungo rettilineo di partenza/arrivo, i piloti affrontano la sezione un tempo nota con il nome “Eses Moises Solana“, un destra-sinistra-destra che dovrebbe risultare alquanto impegnativo per piloti e monoposto. Dopo un ulteriore rettilineo, si arriva alle curve 4 e 5 (ex “Ese del Lago“), un sinistra-destra con entrambe le pieghe a 90°; dopo una breve accelerazione, si affronta un secco tornante a destra (curva 6). In uscita, i piloti si lanciano verso un tratto interessante della pista, ovvero le curve 7-8-9-10-11, una serie di esse comunque meno complicate rispetto alle originarie. Dopo un altro tratto in rettilineo, i piloti giungono alla staccata di curva 12 (a destra), superata la quale entrano nello stadio da baseball, dov’è piazzata una sezione lenta, formata dalle curve 13 (a gomito a sinistra) e 14-15 (chicane destra-sinistra). Passati sotto la tribuna, la curva 16, a destra, immette su quel che resta della Peraltada, adesso intitolata a Nigel Mansell, dopo la quale si torna sul rettilineo dei box.

F1 MESSICO 2017: IL PRONOSTICO

Come sottolineato in apertura, il weekend di Città del Messico può scatenare la festa per il quarto titolo iridato di Lewis Hamilton. Forte di ben 66 punti di vantaggio su Sebastian Vettel (331 a 265), al pilota nativo di Stevenage basterà non perdere più di 16 punti per fregiarsi ancora una volta dell’alloro iridato. Queste le varie combinazioni: se Vettel dovesse vincere, a Hamilton basterà un 5° posto; in caso di 2° posto del ferrarista, Lewis potrebbe anche chiudere in 9° posizione; con Vettel 3°, Hamilton potrebbe anche permettersi un ritiro o un arrivo fuori dai punti. Già basterebbe questo per riconoscere nel britannico il favorito per il weekend dell’Hermanos Rodriguez. Se poi andiamo ad allargare lo sguardo a quanto successo nelle ultime settimane, soprattutto all’Hamilton famelico, velocissimo, pressoché perfetto ammirato ad Austin, allora l’assunto assume ancora più forza.

La gioia di Lewis Hamilton, ormai ad un passo dal diventare tetracampeon (foto da: twitter.com/F1)

Al volante di una W08 Hybrid che lo asseconda al meglio, Lewis non ha sbagliato un colpo da Spa in poi e, tra qualche colpo di fortuna e tanta bravura, sta per mettere meritatamente le mani sul titolo. Sebastian Vettel, che come abbiamo visto ha poche chance effettive di rinviare i festeggiamenti del rivale, punterà a riportare una vittoria di tappa che a Maranello manca ormai da fine Luglio, da quel fantastico Gran Premio d’Ungheria che sembrava proiettare il tedesco e la Scuderia verso sogni ad inizio anno impensabili. Ad Austin la Ferrari pare aver risolto il problema affidabilità, ma non è stata perfetta con gli pneumatici, a differenza degli avversari. Solo nel finale Vettel è riuscito a sfoderare il suo talento, agguantando una meritata seconda posizione. Per tutto l’ambiente, comunque, ottenere almeno una vittoria da qui alla fine del campionato sarà fondamentale, particolarmente in proiezione 2018. C’è anche un altro obiettivo per Vettel: cancellare l’edizione dello scorso anno, caratterizzata dalle scorrettezze di Verstappen e dal suo sfogo violento nei confronti di Whiting, che gli costò il podio.

Sebastian Vettel proverà a ricondurre la Rossa sul gradino più alto del podio (foto da: formula1.ferrari.com)

Gran Premio del Messico importante anche per gli altri protagonisti del Mondiale. In casa Red Bull non si è ancora spento l’eco delle polemiche sulla penalità inflitta a Max Verstappen per il sorpasso all’ultimo giro su Kimi Raikkonen. L’olandese cercherà certamente di mettersi ancora in luce e di lottare come minimo per la top-3. Daniel Ricciardo, dal canto suo, ha il compito di cancellare il ritiro di domenica e di scacciare i fantasmi che lo stanno attorniando nell’ultimo periodo, facendo capire a Marko&co che possono puntare anche su di lui e non solo su Max in ottica mondiale. Kimi Raikkonen, nel suo essere continuamente messo in discussione, dovrà confermare quanto di buono (tanto) fatto vedere in Texas, mentre ci si attende una scossa dal connazionale della Mercedes. Sinceramente, questa fase finale deludente rischia di mettere Bottas in una situazione non molto piacevole il prossimo anno. Da seguire anche la replica di Hulkenberg alla gran prova al debutto in Renault di Sainz, così come i riflettori saranno puntati sulla Toro Rosso, che mette ancora da parte Kvyat in favore del duo Gasly-Hartley.

F1 MESSICO 2017: ORARI TV

Il Gran Premio del Messico 2017 sarà visibile in diretta sia sul satellite che in chiaro, sulle reti Rai.

F1 MESSICO 2017 SKY E RAI (DIRETTA CONTEMPORANEA)

Venerdì 27 Ottobre 2017

Prove Libere 1: 17:00 – 18:30 (Sky Sport F1 HD e Rai Sport HD)
Prove Libere 2: 21:00 – 22:30 (Sky Sport F1 HD e Rai Sport HD)

Sabato 28 Ottobre 2017

Prove Libere 3: 18:00 – 19:00 (Sky Sport F1 HD e Rai Sport HD)
Qualifiche: 20:00 (Sky Sport F1 HD e Rai 2)

Domenica 29 Ottobre 2017

Gara: 20:00 (Sky Sport F1 HD e Rai 1)

F1 MESSICO 2017: PNEUMATICI E METEO

In Messico la Pirelli porta ancora le sue mescole più morbide, ovvero Ultrasoft, Supersoft e Soft. La Mercedes spicca per una scelta più aggressiva: Lewis Hamilton avrà a disposizione 9 treni di US, 3 di SS e uno solo di S; per Valtteri Bottas lo stesso 9 US, mentre saranno 2 i treni sia di SS che di S (come lui Sergio Perez). Due treni di Ultrasoft per i due ferraristi: 7 US, 5 SS e 1 S per Sebastian Vettel; 7 US, 4 SS e 2 S per Kimi Raikkonen. Scelte ancora differenti per i piloti della Red Bull, con Daniel Ricciardo e Max Verstappen che potranno scegliere tra 6 US, 4 SS e 3 S, il team con meno treni di pneumatici con spalla viola (anzi rosa questo weekend). Passiamo agli altri team. Con 8 US, 3 SS e 2 S troviamo Romain Grosjean e i due piloti della Sauber; con 8 US, 4 SS e 1 S l’altro pilota Haas, Kevin Magnussen. Con ben 10 treni di US, insieme a 2 SS e 1 S, ecco i piloti di Renault e Toro Rosso, oltre a Esteban Ocon, Lance Stroll e Stoffel Vandoorne. Infine, con 10 US, 1 SS e 2 S abbiamo Felipe Massa e Fernando Alonso.

Così hanno scelto i piloti, in vista del Gran Premio del Messico (foto da: twitter.com)

Così Mario Isola: “Anche in Messico abbiamo portato mescole più morbide di uno step rispetto al 2016, allo scopo di aumentare le prestazioni e avere gare ancora più entusiasmanti. Per il secondo anno consecutivo, portiamo su questa pista una nuova mescola: nel 2016 era stata la volta della Red Supersoft. I Team non hanno molta familiarità con l’attuale configurazione del circuito, sul quale si sono disputate solo le ultime due edizioni del Gran Premio. Il programma di lavoro delle prove libere sarà quindi particolarmente importante, soprattutto quello con i pneumatici ultrasoft“.

L’anteprima Pirelli del Gran Premio del Messico 2017 (foto da: dailygp.com)

Il circuito Hermanos Rodriguez presenta la caratteristica di situarsi a ben 2000 metri d’altitudine. Per questo motivo, benché le power unit soffrano meno degli aspirati quest’aspetto, le turbine devono girare comunque ad una velocità maggiore per generare la stessa potenza in condizioni normali. La rarefazione dell’aria, inoltre, spinge ad avere un assetto più carico del normale; ciononostante, si potranno avere velocità di punta elevatissime, superiori ai 370 km/h (372 lo scorso anno). L’altitudine poi comporta anche un maggior stress dell’impianto frenante, che fatica a raffreddarsi; infatti, pur essendovi solo una vera frenata impegnativa, quella di curva 1, il circuito messicano è considerato molto probante per i freni. Concludendo con l’asfalto, questo è liscio e scivoloso, con un livello di usura e degrado abbastanza contenuti. Chiudiamo con il meteo previsto. Venerdì cielo sereno o poco nuvoloso, con temperature che oscilleranno tra i 16 C° del mattino e i 21 C° del pomeriggio. Situazione identica sabato, con temperature un pelo più basse (19 C° per le qualifiche). Per domenica, infine, si prevede cielo parzialmente nuvoloso e temperature sui 22 C°.

F1 MESSICO: ALBO D’ORO

Il Gran Premio del Messico si è sempre svolto presso il circuito di Città del Messico, facendo la sua comparsa nel calendario iridato a partire dal 1963. In tre fasi lo stato Centroamericano ha ospitato il Mondiale di Formula 1: la prima dal 1963 al 1970; la seconda dal 1986 al 1992; la terza dal 2015 ad oggi. I piloti più vincenti in Messico sono Jim Clark, Nigel Mansell ed Alain Prost, tutti con 2 vittorie. Lo Scozzese Volante è il pilota a vantare il maggior numero di pole position (4) e di giri veloci (3), mentre come podi totali troviamo a quota 4 i vari Jack Brabham, Denny Hulme, Ayrton Senna, Nigel Mansell e Riccardo Patrese. Lotus, McLaren e Williams sono i team con il maggior numero di vittorie (3), mentre il team che fu di Colin Chapman vanta anche 6 pole e 4 giri record. La Brabham, infine, ha il maggior numero di podi totali all’attivo (10).

Jim Clark, su Lotus, durante l’edizione vittoriosa del 1967. Lo scozzese ha ottenuto due vittorie, quattro pole, tre giri record e due podi in Messico (foto da: f1-history.deviantart.com)

(1963) – Città del Messico – Jim Clark (GBR, Lotus-Climax)

(1964) – ” ” – Dan Gurney (USA, Brabham-Climax)

(1965) – ” ” – Richie Ginther (USA, Honda)

(1966) – ” ” – John Surtees (GBR, Cooper-Maserati)

(1967) – ” ” – Jim Clark (GBR, Lotus-Ford Cosworth)

(1968) – ” ” – Graham Hill (GBR, Lotus-Ford Cosworth)

(1969) – ” ” – Denny Hulme (NZL, McLaren-Ford Cosworth)

(1970) – ” ” – Jacky Ickx (BEL, Ferrari)

(1986) – ” ” – Gerhard Berger (AUT, Benetton-BMW)

(1987) – ” ” – Nigel Mansell (GBR, Williams-Honda)

(1988) – ” ” – Alain Prost (FRA, McLaren-Honda)

(1989) – ” ” – Ayrton Senna (BRA, McLaren-Honda)

(1990) – ” ” – Alain Prost (FRA, Ferrari)

(1991) – ” ” – Riccardo Patrese (ITA, Williams-Renault)

(1992) – ” ” –  Nigel Mansell (GBR, Williams-Renault)

(2015) – ” ” – Nico Rosberg (GER, Mercedes)

(2016) – ” ” – Lewis Hamilton (GBR, Mercedes)

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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