F1, Martin Brundle: “Le nuove monoposto saranno brutali, dei mostri”

L’attesa per conoscere l’aspetto delle nuove monoposto di Formula 1, e di rimando il loro comportamento in pista, è sempre più alta. Così, si sprecano i tentativi di anticipare questo o quell’aspetto, di provare ad indovinare, se e quanto le vetture 2017 saranno più veloci rispetto al passato. L’ex pilota Martin Brundle, nonchè commentatore ed opinionista per Sky Sport F1 UK, ha provato a sbilanciarsi per quanto riguarda la guida delle nuove monoposto.

Martin Brundle, nel mezzo di un’intervista a Lewis Hamilton (foto da: freenet.de)

Certamente la situazione sarà diversa” – ha detto Brundle all’Autosport International di questa settimana – “Le vetture diventeranno brutali. Di certo saranno più eleganti da vedere, ma per i piloti saranno molto più difficili da guidare, il che è un bene“.

In teoria, credo che stiamo andando nella direzione sbagliata, pur se con l’intento di migliorare le gare” – continua Brundle – “Non è positivo sentire le voci che parlano di curve che verranno riclassificate come rettilinei. Poi però ricordo di quando guidai una Red Bull che aveva gli scarichi soffianti e mi permetteva di affrontare molte curve a tutto gas“.

Secondo il 57enne ex pilota, la combinazione delle novità 2017 con i propulsori attualmente in uso, renderà le monoposto dei mostri. “Con la quantità di potenza e coppia dei motori attuali, hanno ottenuto un risultato incredibile. Ho provato la Mercedes, la Force India e anche la Ferrari. Sono motori pazzeschi da guidare; una quantità infinita di potenza, senza soluzione di continuità, pur se con un sound terribile. Ma se metti tutto ciò in una macchina con molto più carico aerodinamico e con degli pneumatici il 25% più grandi, otterrai dei mostri da guidare. Vedremo se ciò renderà migliori le corse“.

Conclude Brundle: “Gli spazi di frenata si accorceranno. Avere più grip significa meno errori dei piloti e punti di frenata avanzati di alcuni metri. E ciò significa anche minori possibilità di superare. A mio parere, la chiave di tutto, la prova del nove, sarà la possibilità per le varie monoposto di seguirsi l’un l’altra senza troppo disturbo aerodinamico“.

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Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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