F1, la Federazione respinge il ricorso della Ferrari

Come facilmente preventivabile, la Federazione ha respinto il ricorso presentato dalla Ferrari giovedì, contro la penalizzazione subita da Vettel in Messico, a causa della sua difesa dall’attacco di Ricciardo in curva 4, nel corso del penultimo giro. Una sanzione di 10″, sufficiente a far perdere al tedesco il podio.

Un istante del magnifico ruota a ruota tra Vettel e Ricciardo, poi sanzionato dai commissari (foto da: thenewswheel.com)
Un istante del magnifico ruota a ruota tra Vettel e Ricciardo, poi sanzionato dai commissari (foto da: thenewswheel.com)

Di seguito, riportiamo il testo del documento diffuso dalla Federazione Internazionale.

“Gli steward del Gran Premio del Messico hanno convocato un’udienza alle ore 16:45, orario del Brasile, per giudicare la richiesta del concorrente della vettura numero 5, Scuderia Ferrari, per rivere la decisione presa nel documento numero 38 (quello della penalizzazione di Vettel, ndr) di quell’evento.

La richiesta è stata presentata in conformità all’articolo 14.1 del Codice Sportivo Internazionale della FIA. L’udienza è stata condotta in teleconferenza. La Scuderia Ferrari è stata rappresentata da Jock Clear. La Red Bull Racing è stata rappresentata da Christian Horner e Jonathan Wheatiey.

La Scuderia Ferrari ha sostenuto nella sua comunicazione scritta che ‘nuovo elemento’, in accordo con l’articolo 14.1, esisteva. Nella sua comunicazione verbale ha anche sostenuto che vi erano ‘due nuovi elementi’. Nello specifico la Scuderia ha sostenuto che il direttore di gara, ai sensi dell’articolo 27.4 del Codice Sportivo della FIA, aveva il potere per indicare al pilota della macchina numero 33, Max Verstappen, di restituire il presunto vantaggio che aveva guadagnato lasciando la pista nel giro precedente all’incidente che ha coinvolto la macchina numero 5 e la macchina numero 3, guidata da Daniel Ricciardo. La Scuderia Ferrari ha anche sostenuto che i dati GPS che ha presentato siano un nuovo elemento.

In relazione alla questione del direttore di gara che aveva il potere per indicare al pilota della vettura numero 33 di restituire il presunto vantaggio, notiamo in primo luogo che l’articolo in questione dà l’autorità al direttore di gara di consentire al pilota di restituire la posizione. Ciò non implica un obbligo a farlo. Il fatto che la direzione di gara non abbia esercitato il suo potere non è rilevate al fine della decisione presa.

In relazione ai dati GPS notiamo che questi dati solo disponibili per i team durante la corsa. Sono anche disponibili per gli stewards, nella stanza degli stewards durante la gara. Quando è stato chiesto se i dati GPS contraddicessero in qualunque modo la telemetria e altre prove che gli stewards hanno dimostrato mostrando che il pilota della vettura numero 5 aveva sterzato durante la frenata alla curva 4, Clear ha confermato che non contraddicono.

L’articolo 14,2 del Codice Sportivo Internazionale dà la possibilità agli stewards di verificare se esiste un nuovo elemento. Avendo ricevuto tutte le comunicazione scritte e verbali e dopo averle considerate attentamente, gli stewards hanno deciso che non ci suono nuovi elementi“.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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