F1 GP Spagna 2019, Analisi Gara – Hamilton e la Mercedes imprendibili. Sprofondo Ferrari

Prima erano ‘solo’ pesanti avvisaglie. Ora, l’atteso weekend del Montmelò lo ha confermato in maniera brutale: la Formula 1 è tornata ad una situazione simil 2016; anzi, probabilmente più vicina al 2014. In quello che potrebbe essere l’ultimo Gran Premio di Spagna (quella 1985 l’ultima annata senza correre nella nazione iberica), la Mercedes e Lewis Hamilton hanno fatto quello che hanno voluto, con il britannico che si prende la prima posizione al via, non dando poi al poleman Valtteri Bottas la minima chance di replicare. Primo degli umani (e 3° sul podio) un sempre più consistente Max Verstappen, che sfrutta al meglio i regali della Ferrari e porta a casa la seconda top-3 consecutiva. Tasto dolente proprio il Cavallino, azzoppato come non mai nelle ultime stagioni, con Sebastian Vettel e Charles Leclerc alle prese con una SF90 lenta e problematica, oltre che con un muretto che, ancora una volta, ha dato il ‘meglio’ di sé.

Hamilton vince in Spagna la 76.esima gara in carriera, riprendendosi la vetta del Mondiale (foot da: twitter.com)

MERCEDES INVINCIBILE ARMADA – HAMILTON RIMETTE A POSTO BOTTAS

Dominio totale, assoluto, incontrastato. La Mercedes continua a tiranneggiare come mai nella storia della Formula 1, con la 5° doppietta nelle prime 5 gare stagionali; numeri e prestazioni che lasciano presagire uno scenario inquietante, sia per gli avversari che per i titolari dei diritti commerciali della Formula 1 (Liberty Media), con un campionato che, a questo punto, potrebbe essere ravvivato soltanto da una lotta fratricida tra Lewis Hamilton e Valtteri Bottas. Il britannico, dopo lo schiaffo subito in qualifica, si riprende tutto con gli interessi, imponendo la sua legge spietata. La gara si decide al via: Lewis parte bene, arrivando in curva 1 praticamente affiancato al compagno di box; sfruttando anche l’involontario aiuto all’esterno di Vettel, il cinque volte Campione del Mondo si prende da subito la vetta del GP, e comincia a tenere un ritmo insostenibile per Valtteri (figuriamoci per gli altri).

Il podio del Gran Premio di Spagna 2019. Rumors indicano che potrebbe essere stata l’ultima edizione di questo GP (foto da: twitter.com/PET_Motorsports)

Il nativo di Stevenage non si risparmia e, coadiuvato da una W10 divina, vuole spazzare via qualsiasi dubbio che la gran pole di ieri del finlandese potesse aver instillato; l’unico elemento di ‘tensione’ (relativa) è la Safety Car mandata in pista dai commissari al giro 45, dopo il contatto nelle prime curve tra Norris e Stroll. Ma Lewis gestisce alla perfezione la ripartenza, creandosi poi un nuovo gap di sicurezza su Bottas con il suo primo giro veloce della stagione (1:18.492, giro 54). La vittoria (76.esima in carriera) è il giusto premio per una domenica perfetta, che gli permette anche di riscavalcare il compagno di box, adesso dietro di 7 punti (112 a 105). Una Mercedes, dicevamo, semplicemente perfetta, senza apparenti punti deboli; un orologio svizzero in tutti i suoi meccanismi, capace per l’ennesima volta di gettare nello sconforto i suoi avversari diretti, ormai distanti un’eternità in classifica Costruttori (217 a 121).

RED BULL – VERSTAPPEN INNO ALLA CONCRETEZZA. GASLY 6°

Può sorridere la Red Bull, grazie in particolare ad un sempre meno falloso Max Verstappen, al 3° podio stagionale e grazie al quale si riprende la 3° posizione in classifica, con 2 punti di margine su Vettel (66 a 64). Dalla serie di erroracci delle prime gare del 2018 è scaturito un nuovo Max, sempre più maturo e convincente, che sarebbe davvero interessante vedere al volante di una macchina davvero competitiva (ergo, al momento, solo la W10). Comunque l’olandese, dopo il 4° tempo in qualifica, è stato bravo e scaltro nei primi metri a tenersi lontano dai guai, per poi sfruttare le circostanze e prendersi la terza piazza in curva 3. Il primo stint del #33 è stato molto positivo, tanto da consentirgli di avere un margine superiore anche ai 4″ su chi lo inseguiva.

Max Verstappen beve meritatamente lo champagne sul podio di Barcellona. Per l’olandese, 3° al traguardo, è il 24.esimo arrivo in top-3 in carriera (foto da: twitter.com/redbullracing)

Le strategie ‘fantasiose’ della Ferrari lo hanno di certo aiutato, ma Verstappen si è dato una grossa mano anche da solo, continuando a tenere un ritmo interessante anche nel secondo stint (stavolta su soft nuove), e quindi nel terzo (con le medie). Il ritorno di Vettel nell’ultima fase di gara è stato gestito con sicurezza, grazie anche alle migliori performance della RB15 nel T3. Per quanto riguarda l’altra metà del box, Pierre Gasly è giunto 6° al termine di una gara nella quale ha provato a dare il meglio di sé, cercando l’assalto a Leclerc al momento della ripartenza; la difesa del monegasco lo ha però esposto all’attacco di Magnussen, al quale il francese ha replicato bene, conservando la posizione. Non è una situazione facile quella dell’ex Toro Rosso, tra pressioni interne e un chiaro status di seconda guida sin da inizio stagione; ma il 23enne ha bisogno di un deciso cambio di ritmo, poiché oggi, nei 14 giri finali, ha beccato da Verstappen qualcosa come 12″.

FERRARI – E’ NOTTE FONDA AL MONTMELO’. SQUADRA SPAESATA E SF90 INADEGUATA

Una vera Caporetto. Non può descriversi diversamente il weekend di Barcellona per una Ferrari mai così in difficoltà dal 2017 ad oggi. Barcellona, dopo un avvio di stagione claudicante, doveva essere la tappa del riscatto (o dell’ultima spiaggia, fate voi), sulla pista che per antonomasia dovrebbe svelare il reale potenziale delle monoposto. L’occasione per provare a scacciare le oscure ombre addensatesi in queste prime uscite di 2019, e per provare a contrastare l’avvio impressionante della Mercedes. E invece, nel modo più devastante possibile, il Montmelò ha reso palese l’amarissima verità: la SF90 può essere tutto fuorché una monoposto da Mondiale, che vanta un motore impressionante, una buona aerodinamica e pochissimo altro; una monoposto incredibilmente lenta nelle curve di bassa velocità (media tra i 7 ed i 10 km/h in meno dei rivali), per la quale il T3 del circuito catalano è diventato una vera agonia. Se fossimo nel circuito NHRA (i dragster per intenderci), probabilmente la SF90 sarebbe imbattibile o quasi; purtroppo per la Rossa in Formula 1 esistono anche le curve.

Sebastian Vettel, seguito da Charles Leclerc. E’ stata una domenica molto difficile in casa Ferrari a Barcellona (foto da: twitter.com/pirellisport)

Questo Gran Premio di Spagna ha visto uscire allo scoperto le tante debolezze della Ferrari, nelle quali non vanno annoverati i piloti, che sinceramente poco possono farci in una situazione così complicata. Prendiamo Sebastian Vettel ad esempio. Il tedesco ha provato l’all-in al via quando, con un buonissimo spunto, arriva ad affiancare all’esterno in staccata le due Mercedes; un bloccaggio, purtroppo, lo spinge ad allargare e, rientrando, frena l’incedere di Leclerc, che aveva passato Verstappen. Di tutto ciò ne approfitta (come visto prima) l’olandese, che passa entrambi i piloti di Maranello, con Vettel infilato all’esterno in curva 3, complice anche un misterioso rallentamento in piena curva. Da lì in poi, il muretto Ferrari diventa (nuovamente) protagonista in negativo. Vettel soffre di grosse vibrazioni all’anteriore destra e, dopo pochi giri, si ritrova con un impaziente Leclerc alle calcagna.

Come a Shanghai, in Ferrari non brillano per niente come tempistica; anziché dar subito il via libera al monegasco, passano almeno 4 giri, prima che Seb lasci strada al compagno di squadra. Ma Charles, dopo un paio di giri ottimi, non riesce ad avvicinarsi a Verstappen; Vettel, dal canto suo, va in crisi con le soft e, dopo aver chiesto più volte di fermarsi, viene accontentato al giro 19, passando alle medie e rientrando 10°. Leclerc resta in pista fino al giro 25, passando lui alle hard. Ah, per non farsi mancare nulla, in entrambi i pit stop dei ferraristi c’è stato un problema con la posteriore sinistra, che ha reso la sosta un paio di secondi più lenta rispetto a quella degli altri. La bianca montata sulla Rossa #16, però, non funziona, e in breve Vettel ritorna sul compagno di squadra. Anche in questo caso, il muretto Ferrari fatica a decidersi, e Leclerc da strada al compagno di box solo dopo alcuni giri, andando anche a chiudere la traiettoria in un paio di occasioni. Situazione resa ancor più grottesca dal fatto che Seb, dopo appena cinque tornate, viene chiamato ai box per la seconda sosta, per poi effettuare una gran manovra su Gasly in curva 10.

Altra istantanea di Sebastian Vettel, che al Montmelò s’è dovuto accontentare della 4° posizione (foto da: twitter.com/ScuderiaFerrari)

Nel finale, la Safety Car rimette le Rosse in gioco per il podio, ed anche Leclerc si ferma per la seconda volta (medie). Ma è tutto inutile. Vettel, causa principalmente il famigerato terzo settore, non riesce mai ad impensierire Verstappen, mentre Leclerc, dopo essersi dovuto difendere da Gasly in occasione della ripartenza, chiude solitario al 5° posto. La situazione sportiva, in quel di Maranello, è drammatica; inutile nascondersi. Alle mancanze in pista (tra macchina e muretto), si aggiunge una situazione interna confusa come non mai. Manca un uomo forte al comando (ah Marchionne, quanto manchi…) ed è ormai evidente come Binotto non possa ricoprire da solo il ruolo di team principal e quello di direttore tecnico. La stagione ormai è andata, pur essendo passate solo cinque gare; la luce in fondo al tunnel è quanto mai lontana. Ma la Ferrari è la Ferrari, e c’è il dovere di provare a rialzarsi e combattere. Quando si tocca il fondo (e si spera sia stato toccato questo weekend), non si può fare altro che risalire. Anche perché Monaco incalza, e se le premesse sono queste, sarà un’altra via crucis.

GLI ALTRI #1 – PUNTI PER HAAS, MCLAREN E TORO ROSSO

La Haas, dopo tanti patemi nelle prime gare, riesce finalmente a concludere un weekend soddisfacente, portando entrambe le VF-19 a punti, anche se Romain Grosjean (10°) stava rischiando di mandare tutto all’aria. Un weekend, quello catalano, che ha visto gli uomini di Gene Haas portare novità efficaci, piazzando entrambi i piloti in quarta fila. In gara, quindi, Grosjean controlla a lungo la situazione, salvo farsi infilare dal compagno di box Kevin Magnussen (poi 7°) alla ripartenza dalla Safety Car. Nei giri seguenti, Romain commette qualche errore di troppo, arriva anche a contatto con Sainz, salvo riuscire a difendersi dall’arrembaggio di Albon, portando a casa il primo punto del 2019.

Le due Haas di Kevin Magnussen e Romain Grosjean. Il duo del team di Kannapolis ha colto il primo doppio arrivo a punti della stagione (foto da: twitter.com/HaasF1Team)

A proposito di Carlos Sainz, l’idolo di casa riscatta una qualifica non al top (13°) con una gara consistente, entrando in zona punti subito prima dell’ingresso della vettura di sicurezza; passato Kvyat alla ripartenza, lo spagnolo ha poi avuto la meglio su Grosjean, chiudendo 8° e a circa 4″ dall’altra Haas di Magnussen. Risultato ottimo per il morale anche quello di Daniil Kvyat, il quale termina una gara perennemente in zona punti con un buon 9° posto, suo miglior risultato stagionale. Meno bene è andata ai due rookie, loro rispettivi compagni di squadra: Alexander Albon (11°), con l’altra STR14, ha provato fino all’ultimo ad attaccare la Haas #8, senza successo; Lando Norris, invece, ha visto concludersi la sua gara al giro 44, dopo essersi agganciato con la Racing Point di Lance Stroll.

GLI ALTRI #2 – A SECCO RENAULT E RACING POINT. MALE L’ALFA ROMEO

A proposito di Stroll e della Racing Point, Barcellona ha portato ben poche soddisfazioni al team di papà Lawrence. Reduci dall’ottima prestazione di Baku, il team che fu Force India sperava di racimolare altri punti; ma lascia il Montmelò a becco asciutto, con Sergio Perez appena 15° e Lance, come detto poc’anzi, ritirato. Continua ad annaspare la Renault, ben poco convincente anche in questo Gran Premio di Spagna. Daniel Ricciardo parte 13° ed arriva 12°, vicino ai punti ma mai dando la sensazione di poter piazzare la zampata; Nico Hulkenberg, partito dalla pitlane a causa della sostituzione dell’ala anteriore dopo l’uscita di pista in Q3 (specifica diversa, ovvero quella vecchia), gli arriva a ridosso (13°). Dovranno porsi tante domande ad Enstone, così come devono porsele anche a Hinwil. Il weekend dell’Alfa Romeo Racing è stato molto deludente: Kimi Raikkonen vede la sua gara rovinata da un largo in curva 4 nel corso del primo giro, ritrovandosi ultimo e chiudendo 14°; Antonio Giovinazzi (16°) ha litigato per tutto il fine settimana con l’impianto frenante e con il setup, mettendosi alle spalle, alla fine, solo le due Williams di George Russell (17°) e Robert Kubica (18°), al solito chicane semoventi.

Primo piano per Kimi Raikkonen, nell’abitacolo della sua Alfa Romeo. Weekend molto complicato in Spagna per il team di Hinwil (foto da: twitter.com/alfaromeoracing)

Il prossimo appuntamento con la Formula 1 sarà per l’iconico weekend del Principato di Monaco, dal 23 al 26 Maggio.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
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