F1, Carey all’attacco del Patto della Concordia: “Un documento infame”

I nuovi proprietari di Liberty Media hanno molte idee su come cambiare la Formula 1, renderla più moderna, appetibile e vicina agli appassionati, oltre che ovviamente spettacolare. Questi primi mesi di gestione post Ecclestone stanno già mostrando i primi passi (ben graditi) verso la loro visione di questo sport, ma c’è un grosso ostacolo che, almeno fino al 2020, impedirà grossi stravolgimenti. Parliamo chiaramente del Patto della Concordia, che andrà a scadenza fra tre stagioni.

Chase Carey, 62enne presidente della Formula 1 (foto da: f1madness.co.za)

Chase Carey, successore di Zio Bernie alla guida del Circus, ha sottolineato di non avere nessuna intenzione di rinnovarlo e di voler provare a sostituirlo con un sistema più giusto e meno ‘problematico’. “Abbiamo un documento infame chiamato Patto della Concordia, un accordo che viene firmato ogni 6-8 anni e definisce gli accordi finanziari con le squadre” – spiega diretto Carey – “Noi vogliamo creare una partnership a lungo termine, non una che abbia una via d’uscita o una possibilità di rinegoziare dopo otto anni. Il mio desiderio è che il target di tutte le parti in causa sia quello di guardare tre anni avanti, non di fissarsi su un momento specifico nel tempo“.

Vogliamo lavorare come partner per chi compete in pista, condividendo con loro la visione di dove sta andando il nostro sport, oltre ai vantaggi di farlo insieme. La Formula 1 è uno sport in cui storicamente ognuno lavora per sé e questo spesso porta ad un sistema in cui uno più uno fa uno e mezzo” – prosegue il manager statunitense – “Se potessi convincere tutti a lavorare insieme per capire cosa sia meglio per tutti, uno più uno farebbe tre. Il nostro obiettivo è questo, cambiare la cultura di questo sport e crearne una nuova. Chiaramente ci vorrà del tempo. Credo però che sia un’opportunità di trasformazione per costruire una relazione più lunga e sana, che porti vantaggi a tutti“.

Gianluca Zippo

Informazioni sull'autore
Laureato in Giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Malato di Formula 1 e calcio, seguo anche la MotoGP e la NBA.
Tutti i post di Gianluca Zippo