Esclusiva Stadiosport- Michele Cossato : “Verona ti è mancato un leader. Rimpiango di non essere andato al Celtic”

In esclusiva per Stadiosport, Michele Cossato, ex attaccante di Chievo, Venezia e Verona, dove ha lasciato ottimi ricordi a suon di gol. Appesi gli scarpini al chiodo, Cossato ha deciso di uscire definitivamente dal mondo del calcio, occupandosi di tutt’altro. Nel corso dell’ intervista “Super Mike” come viene chiamato nella città scaligera, ci ha raccontato tante cose interessanti, tra queste il momento più bello della sua carriera che è stato senz’altro il gol messo a segno con la maglia del Verona nello spareggio salvezza del 2001 contro la Reggina, consentendo ai gialloblu di garantirsi la permanenza in Serie A., mentre ha come rammarico quello di non aver colto l’occasione di poter approdare agli scozzesi del Celtic di Glasgow, i quali erano pronti a puntare su di lui, ma alla fine ha prevalso la volontà di non allontanarsi da casa. Da veronese si è detto molto dispiaciuto per la retrocessione del Verona, a cui imputa il fatto di non aver avuto un leader nello spogliatoio e anche alla società di non aver provato a dare uno scossone nell’arco della stagione per centrare la salvezza.

Ciao Michele, cosa fai oggi dopo aver vissuto una carriera a suon di gol ?

” In questo momento sono fuori dal mondo del calcio, mi sto dedicando ad un’attività network, vale a dire con Cashback World, che è anche diventato sponsor dell’Inter e della Roma, quindi mi diverto così”.

Non pensi che rispetto a quando giocavi tu, il livello tecnico dei campionati professionistici in Italia sia fortemente calato ?

“Io ho vinto un campionato in B con il Venezia, dove avevamo una rosa numericamente inferiore rispetto a quelle di oggi, all’epoca eravamo 15-16 giocatori in organico, ora invece saranno quasi  30. Basti pensare che in attacco c’eravamo io e Schwoch, con Gioacchini terza punta, che poi si è infortunato al ginocchio e siamo rimasti solo noi due. Eravamo un gruppo fantastico, bei ricordi, sicuramente in quegli anni la qualità era superiore rispetto a quell’attuale, anche quando ci salvammo in A con il Verona, avevamo giocatori come Gilardino, Mutu, Camoranesi, di conseguenza pensa quanto erano forti le altre squadre. Il livello è già calato in A, figuriamoci poi nelle categorie inferiori. C’è anche da dire che oggi non giochi a volte per i propri meriti, ma per altri interessi”.

Tra le tante squadre dove hai militato, Chievo, Venezia e Verona sono quelle che ti hanno lasciato qualcosa in più rispetto alle altre. Come reputi complessivamente la loro stagione?

“Sicuramente si, il Chievo dovrebbe riuscire a salvarsi dopo la vittoria ottenuta a Bologna. Il Verona non ha mai fatto nulla per provare a centrare la salvezza, non ho visto mordente, voglia di lottare, ma soprattutto senso di appartenenza. E’mancato un leader nello spogliatoio e la società non ha neanche mai provato a dare uno scossone all’ambiente o cercare di fare qualcosa per evitare la retrocessione. Verona è una piazza importante, ha una tifoseria esigente e calorosa, vediamo ora da dove si ripartirà per la prossima stagione. Al Venezia invece c’è un’ottima struttura dal punto di vista tecnico, conosco il vice di Filippo Inzaghi, cioè Maurizio D’Angelo, il quale è un mio caro amico e viene dalla scuola di Alberto Malesani. D’Angelo è molto bravo a organizzare la fase difensiva, infatti il Venezia in questo campionato ha subito pochi gol, poi conosco anche Bentivoglio, che mi ha confermato la grande fame che hanno di vittorie, inoltre Inzaghi è uno che ancora fa una vita d’atleta, si allena e cura molto l’alimentazione come faceva da giocatore, ora avranno la possibilità di giocarsi i play off  promozione e chissà che non riescano nell’impresa”.

           

Come vedi la novità dell’inserimento dalla prossima stagione delle seconde squadre nel campionato di Serie C ?

“Sinceramente non ho seguito bene questa vicenda, spero che facciano come già avviene in Inghilterra e Spagna sennò non avrebbe senso. Trovo invece poco sensato il format della Coppa Italia, dove le big partono dagli ottavi o quarti di finale, quando sarebbe stato più bello fare come in Inghilterra, che le grandi squadre giocano dal primo turno sui campi delle formazioni di terza divisione, credo che così la competizione avrebbe avuto più fascino e coinvolgimento da parte di tutti gli appassionati”.

Tra meno di un mese inizieranno i Mondiali in Russia e molti di noi non vedranno per la prima volta partecipare l’Italia. Ti aspettavi o no questa clamorosa mancata qualificazione da parte degli Azzurri ?

“C’era d’aspettarselo visto come giocavano, bisogna ripartire valorizzando il giocatore italiano e mettere una soglia al numero degli stranieri. C’è anche il fatto che oggi basta che un ragazzo fa 4 o 5 gare positive vale già tanti milioni e glie ne offrono altrettanti e così non va bene. Io al Chievo avevo realizzato 42 reti senza mai calciare un rigore, fosse successo oggi mi avrebbe preso il Manchester City”. Ho assistito a Verona-Spal e ti posso dire che a quei ritmi avrei giocato anche io mezz’ora, davvero poca roba”.

La Juventus ha conquistato il suo settimo scudetto consecutivo, aldilà dello strapotere dei bianconeri, non pensi che tutto questo sia figlio del momento critico che il nostro calcio sta attraversando ?

“L’avevo detto che la Juventus avrebbe vinto il campionato, purtroppo il Napoli dopo la vittoria ha cantato vittoria troppo presto e quindi ne ha pagato le conseguenze, andando poi a Firenze dove ha perso male e di conseguenza anche lo scudetto. Il problema è che tolto il Napoli non c’è nessun altra antagonista a competere con la Juventus e questo è un problema”.

L’ultima giornata di Serie A vedrà il big match tra Lazio e Inter, che deciderà chi delle due formazioni andrà in Champions League. Tu chi vedi favorita?

“Mi auguro la Lazio, perché simpatizzo per i biancocelesti, ma l’Inter non è da sottovalutare. E’ una squadra che magari perde contro il Sassuolo come è successo e poi magari ti fa la grande prestazione in partite come quella di domenica”.

Ripercorrendo la tua carriera calcistica, oggi hai qualche rammarico ?

“Si un rammarico ce l’ho e del quello di aver detto no nel 1998 al Celtic di Glasgow, che mi avevano offerto un triennale e io rifiutai andando poi all’Atalanta per restare vicino casa, purtroppo quando ci penso mi rendo conto dell’errore che ho fatto, ma chiaramente non per l’Atalanta e che quello sarebbe stato il mio campionato ideale”.

Qual’è stato il momento più bello e quello più brutto della tua carriera calcistica da professionista ?

“Sicuramente il gol fatto a Reggio Calabria nello spareggio, che ha consentito al Verona di restare in A. Grazie a quel gol sono entrato nella storia, infatti a Verona si ricordano dello scudetto del 1985 e di quel mio gol nello spareggio. Il momento più brutto è stato quando sono retrocesso con il Verona e quando ho smesso di giocare, non perché non avessi più voglia, ma a causa di alcuni allenamenti che faceva un allenatore di cui non faccio nome e quindi mi è mancato vivere lo spogliatoio, anche se adesso gioco a calcio a 8, dove mi diverto e vivo lo spogliatoio”.

C’è la possibilità di rivederti nel mondo del calcio ?

“Mi piacerebbe fare il team manager oppure un ruolo che cura i rapporti con la tifoseria. A Verona mi amano tutti, mi chiamano Super Mike, perciò sono loro che dovrebbero chiamarmi, io non vado a implorare nessuno”.