Esclusiva Stadiosport , Luca Altomare : “I miei ragazzi devono cullare con serenità il sogno di diventare dei campioni. Lippi e Simoni i miei maestri”

In esclusiva ai microfoni di Stadiosport, Luca Altomare, ex centrocampista di Napoli e Cosenza, ma non solo. Nel corso di questa intervista, abbiamo parlato con Luca di tanti argomenti riguardanti il calcio, principalmente dei suoi progetti professionali, incentrati sui giovani calciatori, inoltre non potevamo non chiedergli qualcosa sul suo Napoli, squadra che gli ha dato l’occasione di giocare in Serie A per diversi anni ad ottimi livelli, come del resto è stata l’intera sua carriera da professionista.  Tra i tanti allenatori con i quali ha lavorato, Altomare conserva  un bellissimo ricordo di Marcello Lippi e Luigi Simoni, avuti entrambi con la maglia del club partenopeo. Restando a parlare di Napoli, l’ex centrocampista ha ribadito che la squadra di Ancelotti dovrà essere perfetta se vuole provare a conquistare l’Europa League.Per concludere, da cosentino qual’è ci ha detto la sua sul derby calabrese di domani,  tra Cosenza e Crotone, sfida che mette in palio una grossa fetta di salvezza nel campionato di Serie B.

Ciao Luca, dopo una lunga carriera ad alti livelli da calciatore, quali sono oggi i tuoi progetti professionali ?

“Attualmente faccio il responsabile tecnico di una Scuola Calcio, chiamata Asd Soccer Montalto, è una società giovane che sta crescendo bene. Ho preso questo impegno da settembre, è un insieme di imprenditori che hanno voluto investire, realizzando un campo a 11 e un altro a 5, infatti hanno anche una squadra di Calcio a 5. Si sono rivolti a me per aiutare a far crescere questo progetto e devo dire che mi hanno convinto subito, perciò ci siamo subito stretti la mano. Per me è un’esperienza nuova, perché ho sempre lavorato con ragazzi più grandi, invece questa volta si tratta di ragazzini più piccoli, con i quali è importante lavorare bene”.

Lavorando appunto con dei ragazzini, che riscontri hai avuto da parte dei loro genitori, visto che spesso hanno delle grosse aspettative verso i propri figli, ritenuti già da piccoli i nuovi Ronaldo o Messi ?

“Non ti nascondo che all’inizio è stata dura, ma sono stato diretto, entrando in gamba tesa, dicendo chiaramente vi fidate dei nostri tecnici oppure andate altrove, perché i ragazzi devono nutrire i loro sogni con tranquillità e serenità, in modo da metterli in condizioni di stare bene, rispettare le regole, basate sull’onestà e l’educazione, valori per me fondamentali, perché senza queste basi non si diventa dei campioni. Inizialmente i genitori mi guardavano sbigottiti quando dissi queste cose, però non ti nascondo che stiamo ottenendo ottimi risultati, soprattutto perché ci siamo affiliati all’Associazione Italiana Calciatori Junior, capitanata da Damiano Tommasi e come responsabile tecnico c’è Simone Perrotta, con il quale ci conosciamo da tanti anni e anche lui quando è intervenuto ha ribadito ai genitori i miei stessi concetti. Se qualche genitore va fuori strada io l’ho rimetto in carreggiata anche a costo di litigare, perché io ho l’obbligo di tutelare il ragazzino, è la mia priorità”.

Tu da cosentino e da ex giocatore del Cosenza, quali sensazioni hai per il derby tutto calabrese tra i silani e il Crotone, che domani si giocano una grossa fetta di salvezza nel campionato cadetto?

“Sicuramente dal Crotone ci si attendeva qualcosa in più in questa stagione, per il blasone della squadra e per la qualità dei singoli. Purtroppo hanno avuto una prima parte di campionato problematica, con l’esonero di Stroppa che poi è ritornato, ora invece si sono ritrovati e stanno rendendo per come ci si attendeva in estate.  Sul Cosenza, ho seguito quasi tutte le partite in questa stagione e devo dire che glie ne ho visto sbagliare davvero poche, più che altro ha perso delle gare più per inesperienza o per un singolo episodio, poi è gennaio è stato bravo il diesse a puntellare bene la rosa con degli elementi d’esperienza che conoscono bene la Serie B. Il Cosenza comunque è una squadra viva, come il Crotone arrivano anche loro a questo derby nelle migliori condizioni. Da tifosi  ci auspichiamo un pareggio, ma sarà una gara aperta ad ogni risultato”.

Parlando del Napoli, squadra nella quale hai militato per tanti anni, giocando ad alti livelli, credi che per salvare la stagione debba per forza vincere l’Europa League, visto che in campionato la  formazione partenopea non ha mai impensierito la Juventus nella lotta scudetto?

“Sinceramente questa estate con l’arrivo di Carlo Ancelotti, credevo che la società avrebbe fatto un mercato importante, invece hanno preferito mantenere la stessa struttura, aggiungendo qualche giovane innesto come Verdi e qualche altro, mentre io ero certo che sarebbe arrivato qualcuno di spessore, poi è chiaro che la Juventus vuole vincere la Champions League e si rafforza mentre tu no, perciò il divario attuale in classifica tra le due squadre ci sta tutto. Ancelotti comunque ha avuto il merito di valorizzare l’intera rosa a disposizione, ma poi vedi che la Juve è molto più attrezzata e di conseguenza diventa difficile ancor di più colmare il divario. La strategia del Napoli è diversa, anche se non la condivido in pieno, però l’amore che ho per questi colori va aldilà di tutto e quindi seguo la squadra partenopea con molto affetto. Si spera che con l’Europa League il Napoli possa vincere qualcosa, soprattutto per i tifosi che aspettano una vittoria che manca dall’ultima Coppa Italia. Contro l’Arsenal servirà la squadra perfetta per farcela e continuare il cammino in questa competizione”.

Un altro allenatore nonché tuo conterraneo, mi riferisco al tecnico del Milan, Gennaro Gattuso, sul quale ci sono troppe polemiche nei suoi confronti, non credi che si stia un pò esagerando, considerando il quarto posto dei rossoneri ?

“E’ stata un’annata strana per il Milan e anche per lui a causa dei troppi cambiamenti, ma nonostante le tante situazioni difficili è riuscito ad ottenere il massimo, ed è stato molto bravo a non farsi condizionare dalle critiche, ricompattando la squadra e a far bene. Nel complesso il Milan sta facendo un buonissimo campionato”.

Tra i tanti allenatori avuti nel corso della tua lunga carriera, chi è stato quello che ti ha lasciato qualcosa in più rispetto agli altri?

“Ne ho avuti tanti allenatori nel corso della  mia carriera, ma su tutti Marcello Lippi e Luigi Simoni, entrambi avuti al Napoli. Lippi  mi piaceva perché era una persona diretta, ti parlava in maniera chiara, davvero eccezionale, a differenza di altri allenatori che ho avuto, i quali ti dicevano una cosa e poi ne facevano un’altra. Simoni una persona seria e per bene, un grande motivatore, sono allenatori che rispecchiano il mio carattere, basato sulla limpidezza e la correttezza, insomma mi hanno insegnato tante cose che oggi mi sono molto utili. Due allenatori che dopo Napoli hanno fatto una grande carriera, vincendo tanto, quando trovi tecnici così un giocatore è disposto a dare tutto in campo per loro”.

             

 

 

 

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Rocco Calandruccio

Informazioni sull'autore
Docente e opinionista radiofonico, collaboro con StadioSport da maggio 2016. Il calcio è la mia filosofia di vita, pratico Calcio a 5 con amore e passione, ma adoro scrivere tutto ciò che riguarda lo sport più bello del mondo.
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