Esclusiva Stadiosport- Francesco Zanoncelli: “Insegno calcio in Australia, qui tutt’altra cultura per lo sport. Scudetto? Napoli favorito. Guai non vedere l’Italia al Mondiale”.

In esclusiva per Stadiosport.it, Francesco Zanoncelli, ex difensore con importanti trascorsi in A e B, vestendo maglie importanti e vincendo diversi campionati nella serie cadetta. Oggi Zanoncelli vive da quasi sette anni in Australia, dove allena i Sud Ovest Queensland Thunder FC, squadra militante nella Npl ( National Premier League), avendo precedentemente lavorato a Sydney all”AC Milan Soccer School Academy, una delle tante scuole calcio del club rossonero sparse in tutto il mondo. Prima di fare questa scelta di vita, l’ex difensore appena ha appeso gli scarpini al chiodo ha avuto qualche esperienza d’allenatore in Italia, guidando alcune formazione di Serie D. Da quando vive nella Terra dei Canguri, Zanoncelli si trova bene sia dal punto di vista umano che professionale, affascinato soprattutto dalla cultura sportiva e dalla qualità della vita presente in questo paese. Nel corso della nostra intervista, con l’allenatore milanese abbiamo parlato quindi della realtà calcistica australiana, della lotta scudetto e non solo, ma soprattutto delle difficoltà che sta avendo il ct Azzurro, Giampiero Ventura, che Francesco conosce molto bene avendolo avuto come allenatore negli anni trascorsi a Cagliari e Lecce.

Ciao Francesco, ci potresti parlare di questa tua esperienza umana e professionale in Australia?

“Ho fatto questa scelta di vita all’età di 44 anni e ti assicuro che non era facile, considerando la distanza con l’Italia e soprattutto essendo un paese straniero, dove devi fare i conti con la lingua e le loro abitudini. Ormai sono quasi setta anni che mi trovo qui  in Australia e mi trovo bene, è un paese che ti offre molte opportunità, c’è un’ottima qualità della vita, la gente vive in maniera libera, insomma qui sono all’avanguardia su tutto. Dal punto di vista sportivo, qui c’è spazio per tutte le discipline e non ci sono pressioni a livello mediatico come avviene in Italia, qui  il calcio è vissuto come una festa, pensa che alla fine delle partite viene svolto il terzo tempo, con giocatori e tifosi di entrambe le squadre, infatti insieme vanno a bere la birra, scambiandosi idee e opinioni sul match appena concluso. Per me che ero abituato in Italia, dove ho giocato da professionista per 20 anni e lì si vive di solo calcio, trovare qui invece questa cultura è davvero affascinante, perché così ho modo di lavora al meglio, soprattutto con tranquillità e serenità. Professionalmente, appena sono arrivato ho lavorato a Sydney per ‘AC Milan Soccer School Academy, una delle tante scuole calcio del Milan sparse per il mondo, ora guido i Sud Ovest Queensland Thunder FC, squadra militante nella National Premier League”.

Sappiamo che questi campionati australiani hanno un loro format, specie quello della NPL, come funziona precisamente ?

“La categoria in cui milita la mia squadra equivale alla Serie B italiana, la differenza è che il campionato è suddiviso in ordine geografico, ad esempio noi facciamo parte del girone del Queensland. Non ci sono promozioni e retrocessioni ed è composto da 12 squadre, la stagione è costituita da una regolare in cui tutti i club si sfidano due volte, in casa e fuori. Alla conclusione della stagione regolare chi si piazza nella parte superiore della classifica avanza nella NPL National Finals Series per giocare contro i campioni di altre divisioni NPL. Anche alla conclusione della stagione regolare i primi quattro club giocano una serie di finali locali. La serie finale delle finali è costituita da due semifinali e una finale. Il vincitore di queste semifinali locali si sfidano a vicenda nel NPL Qld Grand Final, inoltre c’è la possibilità di avere ogni società cinque squadre che comprendono la categoria senior, quella femminile e giovanile. Questo format sarebbe stato vederlo anche in Italia, avrebbe dato la possibilità a molti giovani di poter crescere”.

In Australia è ancora seguita la nostra Serie A ?

“Si tutto sommato la nostra Serie A è ancora seguita anche se maggiormente quando ci sono di scena i big match, va invece molto forte la Premier League, che a mio avviso è il miglior campionato e anche il più equilibrato”.

Secondo te ci sono giocatori nei campionati australiani , che potrebbero fare al caso del calcio italiano ?

“Il livello tecnico qui non è eccelso, ci sono giocatori che al massimo potrebbero fare bene nella nostra Serie B o Serie C non oltre, nessuno sinceramente è da Serie A. In Australia solitamente vengono giocatori ormai quasi a fine carriera, quasi tutti i giocatori della Nazionale australiana militano in Inghilterra e quindi questo ti fa capire il livello attuale. Se ti devo fare un nome, ti dico Bruno Fornaroli, il quale è un attaccante argentino che gioca nel Melbourne City e secondo me sarebbe ottimo in una squadra di Serie B”.

Anche se sei lontano dall’Italia, sicuramente seguirai o ti terrai aggiornato sul nostro massimo campionato, quest’anno per lo scudetto chi vedi favorito?

“Per me quest’anno è l’anno del Napoli, se lo merita per il calcio espresso in questi anni, peccato che da 6 stagioni la Juventus è stata uno schiacciasassi, ma credo nella squadra di Sarri, poi è chiaro che i bianconeri lotteranno fino alla fine anche se la loro priorità è sicuramente la Champions League, visto che l’hanno sfiorata per ben due volte negli ultimi tre anni.Non vedo ancora invece pronta l’Inter per lo scudetto, pur essendo ancora imbattuta, ancora non esprime un bel gioco e soprattutto non al momento ai livelli di Napoli e Juventus”.

Secondo te le italiane torneranno a trionfare in Europa nonostante il dominio delle spagnole ?

“In questo momento tra noi e le big europee c’è troppa differenza economica soprattutto, ma se guardiamo bene i trionfi delle italiane in Europa sono quasi sempre stati targati Milan, anche quando il calcio italiano era al top, almeno in Champions League”.

In questi giorni abbiamo notato una classifica molta corta in Serie B, dove tra la prima e l’ultima c’era un distacco di soli sette punti, pensi che questo sia dovuto al fatto che il livello si sta alzando oppure il contrario?

“Si ho visto la classifica e chiaramente questa situazione è figlia di un livello che è calato parecchio, basti pensare che una volta in B ci giocavano anche giocatori del calibro di Batistuta e Effenberg, oggi invece non è così”.

Tu conosci molto bene Giampiero Ventura per averlo avuto come allenatore a Cagliari e Lecce. Ti aspettavi di vederlo così in difficoltà alla guida della Nazionale?

“Conosco Ventura molto bene e ti posso garantire che è il migliore tecnico avuto in carriera, prepara molto bene la partita ed è molto meticoloso. Devo dire che mi aspettavo che lui incontrasse queste difficoltà anche se agli inizi aveva fatto vedere ottime cose, cercando di portare rinnovamento, però i suoi concetti per essere ben assimilati c’è bisogno di provarli per più tempo, essendo un ct e non più un tecnico di club ha purtroppo poco tempo per lavorarci insieme alla squadra”. 

   

Secondo te gli Azzurri riusciranno a superare gli spareggi e qualificarsi al prossimo Mondiale di Russia?

“A prescindere da chi sarà l’avversario, gli azzurri saranno accompagnati da una pressione che può pesare parecchio, tenendo conto che sarà una doppia sfida. L’Italia deve comunque andare in Russia, in caso contrario sarebbe davvero un guaio per non parlare delle possibili conseguenze disastrose, ma Ventura e i giocatori meritano fiducia”.