Champions League, aspettando Siviglia-Leicester: il profilo di Joaquin Correa

In Italia ancora si guardano con ironia le immagini di un suo clamoroso errore a porta vuota in un Sampdoria-Inter del 4 ottobre 2015. Niente di più sbagliato. Perché nel frattempo Joaquin Correa si è evoluto, diventando uno dei trequartisti più interessanti e tatticamente intelligenti nel panorama calcistico europeo. In questo senso il trasferimento al Siviglia, nell’estate del 2016, gli è servito eccome. Agli ordini di Sampaoli ha cominciato ad allenarsi con omologhi del calibro di Vietto, Nasri, Ben Yedder, Vitolo, Vazquez e da qualche settimana Jovetic. Per la serie: beata l’unica punta centrale degli andalusi, qualunque essa sia.

L’argentino classe 1994 non ha lasciato grandissime tracce positive di sé nel Belpaese. Cresciuto nell’Estudiantes, i blucerchiati ebbero la grande intuizione di sborsare ben 10 milioni di dollari a dicembre del 2014, evidentemente colpiti dalle sue qualità tecniche sicuramente superiori alla media. Col senno di poi, si può dire che c’avevano visto lunghissimo.

All’orizzonte di Correa una doppia importante sfida: conquistare almeno il secondo posto in Liga (traguardo ancor più fattibile dopo il suo gol-vittoria di ieri sul campo del Las Palmas) e andare più avanti possibile in Champions League. Agli ottavi la sfida sarà con un Leicester in grossa difficoltà: l’occasione ideale per trovare anche il suo primo centro nella competizione.