Cagliari-Juventus 0-2, voti e pagelle: Emre Can dominante, Pjanic inventa, Bonucci solido e decisivo

La Juventus, nel turno infrasettimanale, passa anche a Cagliari ed avvicina ulteriormente l’ottavo scudetto consecutivo che dista, adesso, soli 9 punti.

Tante assenze nella rosa bianconera che non hanno, però, inciso come era lecito attendersi in questa insidiosa trasferta contro una squadra uscita vincente nelle ultime tre disputate davanti al proprio pubblico.

(Fonte: Profilo Twitter Ufficiale Leonardo Bonucci)

Ma nell’anticipo del martedì, gli uomini di Allegri hanno ritrovato fluidità di gioco, concentrazione e furore agonistico, sbrigando la pratica senza grandi patemi, con un “compitino” scorrevole e costantemente in controllo nonostante i diversi forfait.

Ad inaugurare le marcature dello 0-2 decisivo è stato Leonardo Bonucci, alla 250esima presenza in Serie A con la maglia bianconera, libero di staccare in terzo tempo sugli sviluppi di un calcio d’angolo e millimetrico nella conclusione di testa.

Da qui in avanti la Juventus ha gestito la gara, tenendone il controllo per larghi tratti con una manovra sicura e potenzialmente sempre pericolosa, talvolta addormentando il gioco, talvolta spingendo sulle fasce o con deliziose giocate di un ispirato Pjanic.

Nella ripresa, quasi allo scadere di 90 minuti, con Szczesny mai costretto ad una parata, i bianconeri hanno trovato il raddoppio grazie ad una splendida imbucata di un eccellente Emre Can, granitico in fase difensiva, fine in altre giocate offensive, che ha pescato Bentancur, assistente perfetto per Kean, a segno per la terza gara consecutiva.

Tre punti cruciali ottenuti con solidità e disinvoltura da una Juventus sempre più vicina all’obiettivo scudetto e, con la consapevolezza che, adesso, con il ritorno della Champions League, serviranno sempre più energie, erano il modo migliore per vivere con più serenità questi giorni di vigilia. 

VOTI
MIGLIORI

Emre Can 7: l’uomo della partita, fisicamente straripante, tatticamente duttile e sempre efficiente, agonisticamente furioso. Un mix potenzialmente devastante che, nella serata di Cagliari, gli ha permesso di dominare contro ogni avversario e di fungere da vero e proprio motore interno della squadra.

Pjanic e Bonucci 7: il centrocampista bosniaco, nel giorno del suo compleanno, delizia con le sue giocate brillanti ed efficaci, unendo l’estetica all’utile e dotando la sua squadra di una manovra fluida ed incisiva. Bonucci, invece, anche lui in una giornata di celebrazioni, come la 250esima presenza bianconera in Serie A, trova il gol che sblocca la partita e domina i duelli, insieme al fido compagno Chiellini, con Pavoletti e Joao Pedro impedendo loro qualsiasi chance di rendersi pericolosi. 

Matuidi e De Sciglio 6,5: il centrocampista francese ha completato il reparto con una prestazione personale altrettanto solida per continuità e rendimento senza fare mai mancare il suo apporto in entrambe le fasi di gioco ed annullando, sul nascere, la manovra avversaria. De Sciglio, invece, sgravato talvolta dai compiti in copertura, si batte con personalità ed intraprendenza sulla sua fascia di competenza  rendendosi spesso piacevole protagonista. 

Cragno 6,5: salva quando può ma è incolpevole su entrambe le reti avversarie, disinnescando, soprattutto con un’uscita brillante e coraggiosa su Kean, più volte il doppio vantaggio prima di capitolare inevitabilmente. 

PEGGIORI

Barella 5,5: lecito attendersi di più soprattutto in seguito alla illuminante prestazione contro il Chievo nell’ultima di campionato. Ma di fronte alla fisicità della corazzata bianconera tanto in difesa quanto in mezzo al campo, il talento rossoblu si perde e con lui la pericolosità dell’intera squadra.

Pavoletti e Joao Pedro 5: poco cercati è vero, ma poco disposti anche a farsi trovare, di occasioni non ne hanno avute molte ma quelle poche sono state tutte sprecate malamente tanto da non costringere mai ad una parata Szczesny. In più Pavoletti si perde completamente Bonucci in marcatura in occasione del gol che sblocca la gara. 

Lykogiannis, Srna, Ceppitelli e Pisacane 5: l’intera linea difensiva soffre a più riprese la fisicità di Kean, l’imprevedibilità di Bernardeschi, pur non nella sua migliore serata, le avanzate di Alex Sandro e De Sciglio e, soprattutto, le continue incursioni interne di Matuidi ed Emre Can. I pericoli potenziali provengono da ogni lato del campo e resistere, alla lunga, non è facile. 

Ionita 5: un fantasma in mezzo al campo per più di 60 minuti, è infatti il primo a lasciare dopo una prova totalmente incolore ma almeno ha la fortuna che il suo cambio, Birsa, non riesce ad incidere molto di più nell’economia del match. 

 

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Marco Pardini

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Appassionato di sport e delle storie dello sport, mi emoziono con il calcio e con il tennis ma, seppur tifoso, provo sempre a non eccedere talvolta mordendomi la lingua. Bianconero dalla nascita, per alcuni un pregio, per altri no.
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