Atalanta-Milan 1-3, dichiarazioni post-partita di Gattuso: “Bene soprattutto nella ripresa”

Ci voleva l’elmetto, ma alla fine i colpi dell’Atalanta si sono rivelati meno potenti del solito e per il Milan non è stato difficile compiere un’impresa importantissima che non solo gli permette di consolidare il quarto posto e andare a +4 proprio dai bergamaschi, una delle immediate inseguitrici insieme alle romane, ma anche di mettere nel mirino la terza piazza occupata dall’Inter, momentaneamente a +1 in attesa del match di domani contro la Sampdoria.

Come vedremo, una delle componenti fondamentali per questo successo è stato il cinismo, spesso messo da parte, e del resto il 100% di realizzazione (tre tiri in porta e tre gol) non è un numero vuoto, per quanto una statistica voglia dire poco. I meriti più grande sono stati, inoltre, la mentalità vincente e la forza della lucidità, che hanno consentito al Milan di non abbattersi dopo lo svantaggio improvviso.

La prima frazione è molto equilibrata e nessuna delle due squadre prevale sull’altra: il primo pericolo nell’area nerazzurra lo porta Kessié, che sfiora il palo con un colpo di testa da posizione ottimale. La prima occasione per l’Atalanta, invece, si concretizza in maniera beffarda al 33° minuto: Ilicic fa venire il mal di testa a Rodriguez e, dopo essere rientrato sul sinistro con una finta, mette un pallone in mezzo che Freuler, anticipando anche De Roon, mette in rete anche grazie ad un intervento incerto di Donnarumma. Ma proprio allo scadere del primo tempo, dopo un tiro di Gomez terminato a lato, il Milan si ripresenta in avanti e da un cross dalla sinistra di Rodriguez nasce lo splendido e meritato gol del pareggio di Piatek, che sovrasta Djimsiti e fa secco Berisha con un esterno di prima intenzione.

Ciò che nelle settimane scorse era mancato è il cinismo, ma questa sera è diverso perché nel giro di sei minuti arrivano altre due reti: al 55° Calhanoglu trova finalmente il gol con un potente sinistro da fuori area e al 61° ancora Piatek segna di testa su corner del turco superando lo specialista Zapata, rientrato a dare una mano alla retroguardia bergamasca senza ottenere esiti confortanti. Nella mezz’ora successiva non accade nulla. Vediamo ora come Gattuso ha commentato questo risultato così importante.

La soddisfazione nel volto di Ringhio è evidente, come del resto la consapevolezza che la strada verso il ritorno in Champions League è ancora lunga: “Abbiamo fatto una grandissima partita, siamo stati fortunati con il primo gol di Piatek a 20 secondi dalla fine del primo tempo. Poi nel secondo tempo siamo usciti bene. Dobbiamo continuare così, con questo sacrificio. Basta vedere quanto hanno lavorato i nostri attaccanti esterni sui loro quinti, la voglia di riconquistare palla e ripartire ci sta aiutando. Ora godiamoci questo successo e poi subito testa all’Empoli, non possiamo mollare niente“.

Certo, il primo tempo è stato duro anche se i nerazzurri, pur mettendo alle corde i rossoneri dal punto di vista della corsa e dell’intensità, non hanno mai impensierito davvero Donnarumma: “Non siamo riusciti a fare la palla verticale su Piatek e Suso, infatti nel secondo tempo siamo migliorati passando dal palleggio di Bakayoko e Paquetá. Se lanci lungo contro l’Atalanta gli fai il solletico. Quando invece uscivamo con la palla, si apriva il campo e c’era spazio per tutti i nostri attaccanti“.

Per quanto riguarda i singoli, grandissime le prove di Piatek e, soprattutto, di Calhanoglu, finalmente al suo meglio e autore del fondamentale gol del raddoppio: “Io credo in tutti i miei ragazzi, con Hakan particolarmente negli ultimi 6 mesi ho avuto problemi. Spesso ha fatto poco a livello tecnico, ma a livello di corsa non ha mai mollato. Spesso ci è mancata la sua qualità, adesso è tornata e la fiducia serve, ci vuole. È un calciatore importante, ma il rapporto che ho con lui è uguale con tutti. L’abbraccio dopo il gol l’ho dato ad Hakan, ma vale per tutto il gruppo

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Ludovico Maiorana

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Sono Ludovico Maiorana, ho 28 anni e sono di Barcellona Pozzo di Gotto. Sono laureando in Scienze Storiche e scrivo per Stadiosport.it.
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