Analisi Tattica – Serie A 2016-2017: come giocano Inter e Roma

Nelle ultime 10 gare in Serie A, solo la Juventus ha fatto lo stesso numero di punti dell’Inter. Esattamente 27, e la differenza sta nello scontro diretto dello Juventus Stadium; subito dopo Inter e Juventus, ci sono Roma e Napoli, che hanno raccolto rispettivamente 24 e 26 punti a testa.  Inoltre sempre i nerazzurri hanno subito solo 3 reti nelle ultime 10 gare, mentre i giallorossi ne hanno subiti 6 (3 dei quali nella sfortunata trasferta di Genova, 1 con il risultato già ottenuto contro il Torino sabato scorso).

Si affronteranno dunque domenica sera due squadre di primissima fascia, ed è chiaro a tutti che gli 8 punti che le distaccano sono figli del periodo De Boer, mentre da quando Pioli allena l’Inter qualcosa è cambiato. 

UNA ROMA MATURA

Anche la Roma ha cambiato molto negli ultimi mesi, precisamente da quando Luciano Spalletti ha deciso di ovviare ai noti problemi difensivi applicando il modulo con difesa a 3 (o a 5, se vogliamo), mettendo al centro della squadra Federico Fazio, lasciando fuori dall’undici titolare uno fra El Shaarawy e Perotti, per poi lasciarli entrambi fuori, e scegliere la coppia NainggolanSalah da affiancare a Dzeko.

Il 3-4-2-1 di Spalletti è un modulo fluido, che a tratti si adatta alle caratteristiche degli avversari, a tratti invece impone i propri principi di gioco in maniera così evidente che pochissimi avversari sanno trovare un modo per fermare i giallorossi. Non è un caso che i capitolini siano l’unica squadra ad essere riuscita a segnare almeno 4 gol in cinque partite di questo campionato; da aggiungere ai poker in Serie A, anche la prestigiosa vittoria ottenuta in casa del Villarreal, che ha permesso alla squadra di Spalletti di accedere agli ottavi di Europa League.

La vena realizzativa non era mai mancata, ma il nuovo modo di attaccare ha trovato un perno decisivo in Edin Dzeko, un giocatore trasformato, capocannoniere in entrambe le competizioni. Il bosniaco da la sensazione di esser tornato quello di Manchester, o Wolfsburg, ed è il centro di riferimento per tutta la squadra. Quando i giallorossi non riescono a superare il pressing organizzato che gli avversari impostano sui tre centrali e su De Rossi, Szczesny non esita a lanciare lungo per Dzeko, che è abilissimo nel gioco aereo, e anche quando non tocca in maniera pulita la palla, crea una situazione di scompenso nella formazione avversaria tale da essere perfetto per gli inserimenti di Nainggolan e Salah.

L’1-0 contro il Torino nasce da un lancio. A Dzeko basta disturbare il difensore che lo marca, una volta che la palla a terra la Roma libera tutta la sua fantasia.

 

I giallorossi hanno però così tante bocche di fuoco, da potersi permettere pure delle giornate negative per il bomber di Sarajevo (come a Udine e Crotone, dove ha sbagliato due rigori, ma la Roma ha comunque vinto). Una di queste è Mohamed Salah, tornato dal Gabon ancora più in forma.

L’egiziano è uno dei pochi calciatori in Italia che sa attaccare la profondità con un’intelligenza tattica incredibile, e riesce a farlo così tante volte durante i 90 minuti, e con così tanta velocità, che è per forza un fattore del gioco dei capitolini, fatto testimoniato da un dato inossidabile: Salah è il calciatore che ha effettuato più passaggi chiave in Serie A, pur avendo saltato diverse gare per via della Coppa d’Africa (2,9 a partita). Così, una volta superata la pressione degli avversari, i giallorossi hanno la possibilità di scegliere, attaccando sulla destra con Salah, o sulla sinistra, con le sovrapposizioni di Emerson Palmieri, e l’esplosività di Radja Nainggolan, sempre più calciatore totale.

Peres serve in profondità Salah, che si muove fra terzino e centrale difensivo. Il passaggio poi, è una meraviglia, finalizzata in maniera ancora più straordinaria da Dzeko.

E’ anche vero, però, che se estremizzata, la soluzione del lancio a Dzeko diventa fine a sé stessa, e a volte pure dannosa. Così come, con le difese che abbassano il baricentro e danno poco spazio, Salah perde molto della sua esplosività. La Roma inoltre continua a non riuscire a impostare bene da dietro, soprattutto in trasferta. Tanto che il discusso impiego di Vermaelen nella disastrosa trasferta di Genova, contro la Samp, aveva l’obiettivo di far uscire meglio la palla dalla difesa. 

Manolas, Fazio e Rudiger, con De Rossi che si abbassa. Il rombo della Roma in fase di possesso, a volte è facile da attaccare.

Per il resto, come sempre, i giallorossi sembrano un unico grande difetto: quello di potersi fare del male da soli, da un momento all’altro. Spalletti sta continuando la fase di maturazione della squadra, che però, soprattutto fuori dalle mure amiche, soffre di personalità, e va in palla. 

 

L’ULTIMO TRENO

Della nuova Inter di Pioli abbiamo ampiamente parlato nel pre-Juve-Inter, nelle settimane seguenti alla sconfitta di Torino, Pioli ha sviluppato ancora di più l’idea di una difesa a 3, se non altro per avvicinare ancora di più Perisic e Joao Mario ad Icardi, che soffre ancora di solitudine al centro dell’attacco.

I nerazzurri riceveranno la Roma, con qualche problema di formazione: Miranda è squalificato, così non è chiaro se l’allenatore ex-Lazio si affiderà ancora al 3-4-2-1, adattando D’Ambrosio come centrale di sinistra, e inserendo come esterno Nagatomo, o se tornerà al 4-2-3-1. Questa sembra la soluzione più naturale, anche se il parmigiano difficilmente si affiderà a Kondogbia davanti la difesa. Il double pivot di centrocampo dell’Inter, infatti, ha problemi a difendere alle spalle: sia il francese che Gagliardini hanno caratteristiche diverse, e tendono a distanziare troppo i reparti.

Così, nello spazio che si crea fra difesa, e centrocampo, i trequartisti della Roma potrebbero andare a nozze.

D’Ambrosio sulla sinistra sta indicando proprio lo spazio lasciato dalla squadra di Pioli, alle spalle del centrocampo.

Gli uomini di Pioli potrebbero mettere in difficoltà la Roma con il loro pressing, e il gioco duro, fatto di contrasti e intercetti. L’Inter è la squadra che effettua più contrasti a partita (20,4), dopo la Lazio, e questo denota il nuovo modo di giocare dei milanesi.

Le occasioni migliori arriveranno probabilmente dal lato di Perisic, il croato dovrà approfittare della confusione che Bruno Peres spesso e volentieri crea sulla fascia. Il terzino brasiliano a volte ha dimostrato di aver bisogno di una sorta di badante, per ovviare ai suoi problemi in fase difensiva, e Perisic, con i suoi attacchi nell’half-space, potrà creare veri problemi ai tre centrali. 

L’Inter probabilmente imposterà una partita d’attacco, visto che questo è uno degli ultimi treni per rientrare nei primi tre posti, ma bisognerà vedere se Pioli riproporrà la partita di Torino, oppure deciderà di concedere meno spazio in contropiede ai giallorossi e di provare a prendersi la partita senza foga, attendendo il momento giusto.

 

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Benedetto Greco

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Match analyst Longomatch e Osservatore calcistico ROI Italia.
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