Analisi Tattica – Europa League 2016-2017: come giocano Ajax e Manchester United

Come si presentano le due squadre alla finale di Europa League

Due squadre di grande tradizione, recentemente rinnovate. Ajax e Manchester United quest’estate hanno dato un taglio col passato, facendo sedere in panchina due allenatori non legati alla storia gloriosa dei due club: da un lato Peter Bosz, dall’altro José Mourinho. Due squadre che interpretano il calcio in maniera differente, e che vogliono arrivare ad alzare il trofeo continentale con due filosofie diverse: i lancieri con i giovani, i Red Devils con un misto di esperienza e pragmatismo tattico.

L’Ajax a livello fisico chiaramente ha un vantaggio. Oltre alla freschezza della gioventù della rosa, i lancieri potranno contare su tutta la rosa, mentre numerosissime sono le defezioni del Manchester United, che da mesi deve fare a meno di Zlatan Ibrahimovic, non avrà lo squalificato Bailly, e persino Pogba è in dubbio. Straordinariamente, però, da quando Mourinho ha dovuto affrontare tutte queste emergenze, lo United ha acquisito una certa consapevolezza ed un modo di giocare che ha permesso ai Red Devils di arrivare fino in fondo in Europa League.

 

Come gioca l’Ajax

 

Bosz non ha cambiato la filosofia tattica storica dei Lancieri: 4-3-3, ma con un gioco molto più verticale e meno di possesso. La costruzione dal basso degli olandesi avviene sempre con i due centrali che si aprono molto, e il portiere, mentre i terzini avanzano (ma non troppo) andando a creare una linea a 3 con uno dei centrocampisti. I centrocampisti a turno vanno in appoggio alla difesa, generalmente è Schone (il più esperto) ma non è raro vedere Ziyech o Klaasen in appoggio. I movimenti di mezzali e mediano sono continui, l’Ajax utilizza molto il gioco di posizione per smuovere le linee avversarie, attrarre gli avversari, mettere in crisi le marcature difensive e creare spazi che vengono attaccati prontamente da Dolberg, sorprendente nuova stella del calcio olandese. 

Come imposta l’azione l’Ajax, qui Onana va in difficoltà per via della pressione di un avversario, ma ha un facile appoggio alla sua sinistra.

 

Di particolare importanza per la fase finale della manovra sono i movimenti delle due ali: Traorè molto più punta di quanto non lo sia il tedesco Younes, che infatti preferisce tenere lo schieramento più ampio, giocando molto vicino alla linea laterale e scambiando con Hakim Ziyech, fonte creativa della maggior parte delle azioni dell’Ajax (105 passaggi chiave totali in Eredivisie, quasi il doppio del secondo in classifica, Schone, primo in Europa League con 37 key passes totali). 

 

Veramente difficile che l’Ajax alzi la palla, forse un vantaggio per lo United, molto più fisico.

 

Tanto è spettacolare e bello da vedere il gioco dell’Ajax in fase di possesso, quanto è lacunoso e problematico il gioco in fase di non possesso. La squadra di Bosz per struttura fisica soffre molto quando la palla viene scagliata in alto, ha difficoltà nelle seconde palle, e sembra sappia difendersi solo con un gegenpressing molto disordinato, quindi solo cercando di recuperare subito la palla, appena persa. In alternativa i Lancieri hanno difficoltà a mantenere i giusti spazi fra le linee con il loro 4-1-4-1 difensivo.

 

Come gioca il Manchester United

 

I primi mesi di Mourinho al Manchester United sono stati i più difficili dell’allenatore portoghese su una “nuova panchina”. Le difficoltà principali dell’ex-allenatore di Inter, Porto, Real e Chelsea sono nate nel cercare di amalgamare le grandi star acquistate dalla proprietà in estate e di instillare nella squadra dei principi di gioco lontani dagli orrori Van Gaaliani. 

La squadra ha trovato la quadratura del cerchio, o quantomeno una certa unione, quando Mourinho ha dato più importanza al centrocampo che all’attacco o la difesa. Con l’onnipresente Herrera accanto a Pogba, e la presenza a turno di Fellaini o Carrick, il portoghese ha potuto adattare il proprio centrocampo (e poi di conseguenza tutta la squadra) agli avversari che di volta in volta si trovava di fronte. È forse questo il grosso limite del gioco del Manchester United che negli ultimi mesi ha preferito difendere posizionalmente, molto basso, per poi ripartire in contropiede. Un modo di sviluppare la manovra che si è accentuato dopo l’infortunio di Ibrahimovic: adesso è naturale puntare sulla velocità palla al piede di Rashford, Lingaard, Martial, e delle straordinarie capacità in conduzione di Pogba e Mkhitaryan.

 

Dai sedicesimi in poi il Manchester ha subito solo 4 reti, tutte inutili (visto che i Red Devils alla fine sono in finale di Europa League), basando quindi quasi tutto il cammino verso Stoccolma sulla solidità difensiva. Con l’assenza di Bailly, vero leader difensivo, Smalling e Blind giocheranno a centro, ed avranno sicuramente qualche problema a tenere in velocità Traorè e Dolberg. Gli inglesi però sono molto aggressivi in zona palla, difficilmente lasciano spazio davanti al portiere, ed hanno due terzini come Valencia e Darmian, che hanno una certa presenza fisica.

La presenza di Herrera è importantissima per il lavoro tattico che il pendolino basco, che permette anche di liberare Pogba da molti compiti difensivi, e il francese può scatenare tutte le sue qualità palla al piede, in appoggio alla manovra.

 

Prospettive del match

Probabile che Mourinho non abbandoni la strada maestra: difendere, e contrattaccare. Soprattutto contro una squadra inesperta e con grosse difficoltà in transizione negativa come l’Ajax. I Lancieri faranno il match, cercando di non scoprirsi troppo, e quindi dovremmo aspettarci molto equilibrio.

Come tutte le finali, potrebbero essere decisivi i calci piazzati. Così saranno determinanti i piedi di Ziyech, un vero maestro nel battere angoli e punizioni, e… la testa di Fellaini, un giocatore indisciplinato tatticamente (e non solo) ma che ogni allenatore chiama in causa se non altro per la sua statura, la sua forza fisica, e la sua capacità di calamitare tutte le palle alte.

L’Europa League deciderà soprattutto le sorti dello United, che con una vittoria accederebbe alla prossima Champions League, nonostante il deludente sesto posto in campionato, motivo per il quale dovremo aspettarci gli inglesi attenti ad ogni sfumatura della gara, determinati a portare a casa il risultato senza badare troppo alla tattica.