Analisi Tattica – Serie A 2016-2017: come giocano Roma e Lazio

Il quarto derby stagionale apre un ciclo pericoloso per la Roma, che è impegnata a difendere il secondo posto dagli attacchi del Napoli: dopo la sfida contro la Lazio, infatti, i ragazzi di Spalletti dovranno poi andare a San Siro per giocare contro il Milan, e riceveranno la Juventus in casa. La possibilità che il Napoli guadagni qualche punto sui 4 di vantaggio (5 virtuali, visto che con arrivo alla stessa lunghezza la Roma sarebbe avvantaggiata) è più che plausibile. Il primo ostacolo per Spalletti è la nemesi stagionale, Simone Inzaghi. Nonostante a referto, negli altri 3 derby della stagione la Roma ne abbia vinti due, e la Lazio uno, sono state soprattutto le due gare di Coppa Italia a tracciare la strada per mettere in difficoltà la squadra giallorossa.

DA 4 A 3, DA 3 A 4

Secondo un recente studio inglese nella classifica delle migliori difese a 3 dell’anno al primo posto c’è la Roma, che con il trio composto da Fazio, Manolas e Rüdiger ha concesso solo 7 gol in 12 partite (presenti altre due italiane: la Juventus quarta e l’Atalanta ottava). In effetti con il nuovo assetto Spalletti aveva trovato l’ideale equilibrio fra il gran numero di tiri e gol realizzati ogni 90 minuti, e una buona tenuta difensiva, fino a quando non ha incontrato proprio la Lazio nel primo derby di Coppa Italia. Lì sono emersi i difetti di un reparto che basa molte delle sue capacità sugli anticipi quasi sempre perfetti di Fazio, e sulle galoppate in velocità di Manolas e Rudiger, ma che ha grossi problemi quando la squadra avversaria pressa il mediano di riferimento (De Rossi) e controlla bene i lanci verso Dzeko. Inoltre Fazio si è dimostrato, ovviamente per caratteristiche fisiche, inadatto a rincorrere gli avversari a campo aperto, così le tre punte veloci della Lazio hanno creato occasioni su occasioni.

Nelle ultime uscite Luciano Spalletti ha preferito tornare all’amato 4-2-3-1, soprattutto perché ha incontrato avversari contro i quali era meglio mettere un uomo in più in attacco che in difesa (e quell’uomo è El Shaarawy) sia per sfruttare al meglio le sovrapposizioni di Emerson sulla fascia sinistra, e far tornare Salah sull’out destro, dove si sente più a suo agio. 

Sarà da valutare, fino all’ultimo, quello che Spalletti sceglierà di fare contro un’avversaria di livello più alto come la Lazio: tornare a 3, o continuare a 4 dietro? Di sicuro la presenza di Rudiger come terzino destro, o falso terzino sarebbe meglio dire, potrebbe permettere lo sviluppo della costruzione del gioco a tre dietro, ma anche a due con l’aiuto di De Rossi, come piace a Spalletti.

In questo caso De Rossi va ad aiutare Fazio e Manolas con Rudiger a fungere di fatto da terzino, infatti è in linea con Mario Rui.

 

L’ASSETTO DELLE GRANDI OCCASIONI

Chi giocherà a 3 in difesa di sicuro è Simone Inzaghi, che ha deciso di affrontare quasi tutti i big match stagionali con il 3-5-2. A dir la verità, in campionato, la Lazio non ha uno score invidiabile negli scontri diretti, ma contro la Roma nel derby di andata la retroguardia a 5 ha messo in seria difficoltà il gioco della Roma, che si appoggia molto sui movimenti di Dzeko e Salah: il primo viene incontro alla manovra, il secondo alterna movimenti interno-esterno a scatti verso la profondità.

Dzeko ingabbiato, Salah direttamente marcato a uomo.

Per bloccare le avanzate di Emerson Palmieri, probabilmente il giocatore più sorprendente della stagione della Roma, il 3-5-2 è l’ideale, e per questo sembra che Inzaghi voglia pure rinunciare a Felipe Anderson, che comunque verrebbe quasi sicuramente utilizzato a partita in corso. Sulla fascia destra il più difensivo Basta, e sulla sinistra il comunque molto disciplinato (a livello tattico) Lulic avranno il compito di garantire equilibrio.

Molto comunque dipenderà da quello che la squadra di Inzaghi vorrà fare: approcciare la partita in maniera difensiva, affidandosi al contropiede, o provare a imporre il gioco?

IL GIOCO AL CENTRO

 

Dalle immagini delle posizioni medie della Roma contro l’Atalanta (a sinistra) e contro il Pescara (a destra) si può notare come Spalletti stia utilizzando il 4-2-3-1 più per utilizzare al meglio il centro dell’attacco, che per sfruttare al massimo le corsie. La posizione di El Shaarawy (92) o Perotti (8) serve a creare ampiezza alla manovra, e a provare ad allargare le maglie della difesa avversaria, per dare maggiore possibilità agli incursori della Roma di colpire.

Nainggolan, che sembra tornato in forma, ha preso uno sfortunato incrocio dei pali contro l’Atalanta, e trovato la rete contro gli abruzzesi, proprio in situazioni del genere, ed è lui l’uomo che la retroguardia laziale dovrà tenere maggiormente d’occhio: probabile che dai suoi piede passerà il destino di un derby, che comunque entrerà nella storia per essere, forse, l’ultimo di Francesco Totti da calciatore. Chissà che, al di là della tattica, non possa essere proprio il numero 10 romano a destabilizzare gli equilibri della gara, negli ultimi minuti.

 

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